Ucraina, Francia: “Il quartetto Normandia potrà incontrarsi entro la fine del mese”

Pubblicato il 12 settembre 2019 alle 12:12 in Francia Russia Ucraina

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Il prossimo incontro del quartetto Normandia, ovvero Francia, Germania, Russia e Ucraina, potrà tenersi entro la fine del mese di settembre.

A renderlo noto è stato, mercoledì 11 settembre, il neo-nominato ambasciatore della Francia in Ucraina, Etienne de Poncins, il quale ha dichiarato di “poter confermare che il presidente francese, Emmanuel Macron, ha avviato contatti simultanei con la cancelliera tedesca, Angela Merkel, il presidente della federazione russa, Vladimir Putin, e il suo omologo ucraino, Voolodymyr Zelenskiy, nella speranza di riuscire a organizzare il prossimo incontro del formato Normandia entro la fine del mese”. Il formato Normandia o quartetto Normandia è composto da Russia, Ucraina, Francia e Germania e si occupa della crisi in Ucraina orientale, dove le forze del governo centrale di Kiev affrontano le repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk supportate dalla Russia.

Solo 2 giorni prima delle dichiarazioni di de Poncins, il ministro degli Affari Esteri della Francia, Jean-Yves Le Drian, aveva annunciato che la Francia intendeva proporre di tenere a Parigi il prossimo summit del quartetto Normandia e aveva altresì lanciato un appello ai Paesi europei, affinché riducano “la diffidenza nei confronti della Russia, che dovrebbe diventare un partner economico e strategico”. Tale appello risultava in linea con la nuova strategia della Francia, la quale è ora intenzionata a promuovere il ripristino dei rapporti e la ripresa della collaborazione tra Mosca e i Paesi europei.

In virtù di tale nuovo approccio, Le Drian aveva partecipato, a Mosca, lunedì 9 settembre, all’incontro tra i ministri degli Affari Esteri e della Difesa di Russia e Francia. Tali incontri tra Mosca e Parigi nel cosiddetto “formato 2+2” avvenivano annualmente a partire dal 2002, ma erano stati sospesi in seguito all’annessione della Crimea da parte della Russia e al suo appoggio ai separatisti dell’Ucraina orientale.

Precedentemente, lo scorso 19 agosto, Putin e Macron avevano avuto modo di discutere di diverse tematiche che coinvolgono entrambi i Paesi, prima tra tutte la crisi ucraina. In tale occasione, Putin aveva avuto modo di informare il presidente francese che a seguito dei contatti telefonici avviati da Mosca con il neoeletto presidente ucraino, Volodomyr Zelenskiy, il capo del Cremlino aveva avvertito buone possibilità di risoluzione della crisi in Ucraina e che il “formato Normandia” era l’unica chiave per la fine della crisi.

Nel frattempo, il presidente americano, Donald Trump, ha dichiarato di essere disponibile a partecipare al dialogo sulla crisi ucraina nel formato Normandia qualora i partecipanti ne avvertano il bisogno. Tali parole giungono, però, in un momento delicato. Da un lato, il vicepresidente americano aveva sottolineato che Washington continua a sostenere le rivendicazioni da parte di Kiev sulla Crimea. Dall’altro, Trump aveva annunciato, martedì 20 agosto, che “sarebbe appropriato” reinserire la Russia nel G7 e che l’esclusione di Mosca, avvenuta in seguito all’intervento armato in Ucraina e all’annessione della Crimea, era dipesa dalla volontà del suo predecessore democratico, Barack Obama.

Il 30 agosto, inoltre, Trump aveva annunciato di aver preso in considerazione l’arresto del piano che prevede l’invio di 250 milioni di dollari di aiuti militari all’Ucraina, quale parte del programma di aiuti economici avviato nel 2014 a seguito dell’annessione da parte della Russia della Crimea. Il 10 settembre, però, il senatore repubblicano Ron Johnson e l’omologo democratico Chris Murphy avevano reso noto, dopo aver incontrato Zelesnkiy, che qualora Trump proceda con la sospensione degli aiuti economici, il Congresso approverà una mozione finalizzata a ripristinare l’invio di 250 milioni di dollari di aiuti militari all’Ucraina.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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