Smolenkov: la spia che imbarazza Mosca e Washington

Pubblicato il 12 settembre 2019 alle 11:40 in Russia USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno perso una delle sue fonti chiave per capire il funzionamento interno del Cremlino. Secondo la CNN, la CIA aveva un informatore nel cerchio più stretto del presidente russo Vladimir Putin, ma nel 2017 lo ha portato fuori dalla Russia per paura che un’indiscrezione del presidente americano Donald Trump lo avrebbe smascherato.

Le informazioni sulla fonte erano così importanti che l’allora direttore della CIA, John Brennan, escludeva i suoi messaggi dalla cartella dei rapporti di intelligence quotidiani per il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e li inviava in una busta sigillata separata. La fonte è diventata il centro dell’attenzione dopo che importanti organi di informazione negli Stati Uniti hanno iniziato a indagare sulla presunta interferenza della Russia nelle elezioni presidenziali degli Stati Uniti nel 2016. 

Trump ha affermato di non sapere nulla di questa “talpa” russa, ma, sempre secondo i media USA, il presidente avrebbe commentato informazioni sensibili in un incontro con il ministro degli esteri russo Sergej Lavrov. Informazioni che Washington avrebbe potuto avere solo tramite una spia ad alti livelli. A seguito del colloquio tra Trump e Lavrov la CIA avrebbe fatto uscire la spia dalla Russia via Montenegro.

I media USA non hanno diffuso il nome del presunto informatore, ma la stampa russa riferisce che si tratta di Oleg Smolenkov. Secondo il quotidiano Kommersant’, Smolenkov è sparito nel 2017 in Montenegro e l’anno successivo una persona dello stesso nome avrebbe acquistato delle proprietà in Virginia.

La notizia imbarazza non solo la Casa Bianca, ma, ovviamente, anche il Cremlino.

Mosca ha confermato ufficialmente che il nome esiste. Oleg Smolenkov ha lavorato nell’amministrazione del Cremlino, ma è stato licenziato diversi anni fa, secondo quanto ha detto il portavoce presidenziale Dmitrij Peskov. “La sua posizione non apparteneva alla categoria degli alti funzionari” – ha detto Peskov, sottolineando che il Cremlino non sa se l’uomo avesse accesso a dossier riservati, ma è probabile che così non fosse. Secondo The New York Times, questa “talpa” della CIA non faceva parte del circolo interno di Putin, ma “ha visto [il presidente] regolarmente e ha avuto accesso al processo decisionale di alto livello al Cremlino”. I media russi hanno messo in dubbio l’importanza di questa “talpa”. Alcuni sostengono, come Peskov, che non fosse coinvolto in lavori delicati, ma piuttosto tecnici: acquisizioni, pianificazione del viaggio e commissioni dei superiori. “Non credo che avrebbe potuto riferire agli americani nient’altro che voci” – dice al Kommersant’ una fonte del Cremlino che ha voluto mantenere l’anonimato.

 

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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