Siria: l’Ungheria sfida l’UE e fa un passo verso Assad

Pubblicato il 12 settembre 2019 alle 9:41 in Siria Ungheria

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L’Ungheria sta valutando di migliorare le sue relazioni diplomatiche con il regime di Assad in Siria tramite l’invio di un delegato a Damasco, il che è in grado di causare tensioni all’interno dell’Unione Europea.

Il governo di Budapest, di tradizione conservatrice, ha rivelato, secondo quanto riportato dal Financial Times, di aver avviato le procedure necessarie a riaprire l’ambasciata ungherese a Damasco. Tale scelta è in grado di provocare tensioni con la maggior parte dei Paesi membri dell’Unione Europea, i quali hanno cercato di mantenere le distanze dal regime di Damasco.

Secondo quanto rivelato al Financial Times da fonti diplomatiche in servizio presso Bruxelles e Beirut, Budapest sta lavorando da mesi a una proposta sul ritorno di un incaricato d’affari in Siria, possibile passo verso la riapertura dell’ambasciata ungherese di Damasco.

Sebbene alcuni Paesi dell’Unione abbiano mantenuto i propri contatti con la Siria, la riapertura dell’ambasciata ungherese sarebbe la prima da parte di un membro dell’UE. Molti Stati parte del blocco comunitario, sottolinea il Financial Times, si oppongono fermamente all’invio di funzionari diplomatici in Siria, dal momento che ciò comporterebbe la normalizzazione delle relazioni con il regime autoritario di Bashar al-Assad. Per tale ragione, un funzionario diplomatico europeo in servizio a Beirut ha commentato la decisione del governo del premier ungherese, Viktor Orban, quale “molto fastidiosa”.

Mentre gli Stati dell’Unione maggiormente influenti hanno ufficialmente ribadito la loro posizione negando ad Assad i finanziamenti per la ricostruzione del suo regime e la normalizzazione delle relazioni diplomatiche senza prima aver raggiunto una transizione politica concordata, alcuni Stati stanno agendo diversamente. A tale riguardo, stando a quanto rivelato da un funzionario di un Paese dell’Unione, “fondamentalmente, spetta ai singoli Stati decidere sulle proprie rappresentanze, anche se le condizioni non sembrano favorevoli”.

Da parte sua, né il Ministero degli Affari Esteri dell’Ungheria, né qualche portavoce del governo si è reso disponibile a rilasciare commenti in merito alla questione. Tuttavia, secondo quanto riportato da alcuni diplomatici europei, Budapest ha sostenuto che l’invio di un funzionario diplomatico a Damasco, e l’eventuale riapertura dell’ambasciata ungherese, sia un modo per rafforzare la sua presenza in Siria quale parte del suo piano di aiuti. Eppure, sottolinea il Financial Times, l’Ungheria è uno degli Stati che contribuisce in misura minore all’impegno umanitario dei Pasi europei in Siria, che attualmente ammonta a diversi miliardi di dollari.

Secondo quanto ricostruito dal Financial Times, in Ungheria, il premier di estrema destra Viktor Orban ha cercato di presentarsi quale difensione della cristianità, in virtù della quale ha più volte in passato incontrato i maggiori rappresentanti delle comunità cristiane della Siria.

Per quanto concerne gli altri Paesi dell’Unione, diversi funzionari europei visitano talvolta Damasco, sebbene evitino di interagire con gli ufficiali del regime di Assad, ma sono in pochi ad avere una rappresentanza diplomatica in Siria. La Repubblica Ceca è stata l’unico Paese dell’UE a mantenere il proprio ambasciatore a Damasco durante la guerra civile. La Romania ha trasferito il proprio ambasciatore dalla Siria a Beirut, in Libano, mentre la Bulgaria ha mantenuto un incaricato d’affari a Damasco, il quale svolge le funzioni di un ambasciatore. Diversamente dai Paesi europei, gli Stati del Golfo come il Bahrein e gli Emirati Arabi Uniti hanno riaperto le proprie ambasciate in Siria.

La guerra civile in Siria è scoppiata il 15 marzo 2011 ed è tuttora in corso. Metà dei 3 milioni di abitanti dell’area Nord-occidentale del Paese è stata costretta a rifugiarsi in altre zone della Siria, in seguito alle ripetute offensive di Assad, sostenuto dalla Russia, contro i ribelli, sostenuti dalla Turchia.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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