Siria: Idlib nuovamente sotto attacco

Pubblicato il 12 settembre 2019 alle 16:14 in Medio Oriente Siria

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Aerei da guerra russi hanno violato nuovamente la tregua dichiarata nel Nord della Siria e, giovedì 12 settembre, hanno lanciato per la seconda volta attacchi missilistici nella zona di Jisr al-Shughur, situata nell’area rurale occidentale di Idlib, nel Nord-Ovest della Siria.

In particolare, gli aerei russi sono decollati dalla base aerea di Khmeimim e hanno colpito, con due raid successivi, l’area di Shunghur, a pochi chilometri dal confine con la Turchia. Secondo quanto riferito, l’attacco si è verificato nelle vicinanze del quartier generale del Partito Islamico del Turkestan.

Allo stesso tempo, nelle prime ore del 12 settembre, aerei del regime siriano hanno colpito, con missili e artiglieria pesante, villaggi e municipalità di altre zone del Sud di Idlib, tra cui Al-Nukir e Maarat Harma. Altri attacchi hanno riguardato aree nella zona rurale orientale di Maarat al-Numan ed il Sud di Aleppo.

Parallelamente, la Turchia ha inviato rinforzi militari verso l’area rurale meridionale di Idlib, tra cui mezzi pesanti, veicoli corazzati e carri armati. Fonti locali hanno riferito che i nuovi veicoli arrivati sono circa 30, tutti provenienti dall’esercito turco. Quest’ultimo continua ad inviare propri mezzi e truppe soprattutto nel villaggio di Maar Hatat, nel Sud-Est di Idlib, sia come forma di rinforzo sia per sostituire le forze presenti. Ciò nel quadro di un piano che prevedeva, inizialmente, la conquista di Khan Shaykhun, prima che la città fosse conquistata dal regime siriano.

Sin dalla fine del mese di aprile, la provincia di Idlib e le aree adiacenti, nel Nord-Ovest del Paese, hanno assistito ad un’escalation di bombardamenti da parte di Siria e Russia, cui si aggiungono i violenti combattimenti concentrati nell’area settentrionale di Hama. Sebbene nei primi tre mesi i combattimenti fossero concentrati soprattutto nell’area rurale di Hama, le forze del regime hanno iniziato, l’8 agosto, ad ampliare il proprio raggio di azione nella periferia meridionale di Idlib.

Dopo circa quattro mesi di combattimenti e 950 civili morti, venerdì 30 agosto, l’esercito russo aveva reso noto di aver accettato un cessate il fuoco unilaterale nella regione Nord-occidentale di Idlib, che avrebbe rispettato anche il regime siriano a partire dalla mattina di sabato 31 agosto. Si tratta di una regione con postazioni strategiche, in cui l’esercito siro-russo sta cercando di riguadagnare terreno attraverso operazioni via terra.

Tuttavia, già a partire dal 10 settembre, tale tregua è stata violata. L’11 settembre, un civile è stato ucciso a Idlib, nel Nord-Ovest della Siria, a seguito di attacchi condotti per mezzo di aerei da guerra delle forze russe. A detta di fonti della Difesa civile, il bombardamento russo ha preso di mira la municipalità di Dahra, situata nei pressi della città di Darkush, nel Nord-Ovest del governatorato di Idlib. Prima dell’11 settembre, le forze del regime siriano hanno colpito il villaggio di Jarjanaz, situato nel distretto di Maarrat al-Nu’man, a Sud-Est di Idlib, causando la morte di un civile ed il ferimento di un altro.

La guerra civile è scoppiata il 15 marzo 2011 ed è tuttora in corso. Metà dei 3 milioni di abitanti dell’area Nord- occidentale del Paese è stata costretta a rifugiarsi in altre zone della Siria, in seguito alle ripetute offensive di Assad. La Turchia è sostenitrice dei ribelli, dissidenti del regime.

La Difesa civile siriana ha documentato 150 attacchi condotti con artiglieria pesante e missili contro 10 villaggi e municipalità diversi dell’area meridionale del governatorato di Idlib. Inoltre, l’organizzazione per il Coordinamento della risposta umanitaria ha dichiarato che sono 1.371 i civili morti a causa dei diversi attacchi, tra cui 371 bambini, a cui si aggiunge la distruzione di infrastrutture e quartieri residenziali. Si stima che le perdite subite siano pari a 3.2 miliardi di dollari, nel periodo che va dal 2 febbraio alla fine di agosto 2019. Inoltre, nello stesso periodo, più di 966.140 civili sono stati sfollati. Tra questi, 13.671 civili sono tornati in alcuni villaggi e città nelle campagne di Idlib, approfittando dei brevi periodi di relativa calma.

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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