Presidente del Kazakistan in visita di Stato a Pechino

Pubblicato il 12 settembre 2019 alle 18:48 in Cina Kazakistan

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Il presidente del Kazakistan, Kassim-Jomart Tokaev, e il presidente cinese, Xi Jinping, hanno annunciato l’intenzione di migliorare i legami bilaterali tra i due Paesi e lanciare un partenariato strategico globale permanente.

Tokaev si trova a Pechino per una visita di Stato di due giorni. È la prima volta che il presidente del Kazakistan si reca in Cina da quando è stato scelto come successore di Nursultan Nazarbayev ed è stato eletto formalmente, il 9 giugno 2019. Tokaev ha frequentato alcuni corsi di formazione nella Repubblica Popolare cinese e ha pubblicato alcuni documenti ufficiali nelle vesti di membro del Ministero sovietico di Affari Esteri. Il Kazakistan, un ex stato satellite sovietico, mantiene ancora forti legami con la Federazione Russa, ma ha costantemente ampliato le sue relazioni politiche ed economiche con la vicina Cina. I due Paesi concordarono i propri confini alla fine degli anni ’90 e furono co-fondatori dell’organizzazione regionale di cooperazione di Shanghai. Più di recente, il Kazakistan sembra essere diventato un pilastro importante della Belt and Road Initiative, nota anche come Nuova Via della Seta, promossa da Xi Jinping in Asia, Africa, Medio Oriente e Sud Europa.

Le relazioni con il Kazakistan presentano vantaggi significativi per la Cina, in particolare per l’accesso alle risorse. Il petrolio, il gas naturale e i minerali del Kazakistan sono di particolare interesse per il governo cinese. Nell’ultimo decennio, le aziende cinesi hanno investito miliardi di dollari in vari settori, tra cui energia, infrastrutture e prodotti petrolchimici. Il Kazakistan, da parte sua, ha aumentato le sue esportazioni di petrolio e gas naturale verso la Cina e ha promesso anche di aumentare le vendite di grano a Pechino. I due Paesi hanno anche collaborato in materia di approvvigionamento idrico, poiché condividono numerosi corsi d’acqua dolce. 

Per il Kazakistan, la Cina è un partner commerciale fondamentale, nonché una fonte di capitale necessaria per lo sviluppo del Paese. Nel 2017, la Cina è stata la fonte di quasi il 16% delle importazioni ed era la destinazione di quasi il 12% delle esportazioni cinesi. Tuttavia, non tutti gli accordi finanziari sono stati conclusi senza problemi. Alcuni finanziamenti cinesi sono stati rallentati o bloccati, poichè la Cina si è spesso rifiutata di comprare partecipazioni in società energetiche nazionali e ha trovato una serie di ostacoli nello sviluppo del sistema ferroviario leggero nel Paese. Inoltre, durante il mandato di Nazarbayev, il timo di un’ingerenza eccessiva della Cina in Kazakistan si è trasformata in proteste popolari, sopratutto in opposizione ai piani di riforma agraria, lanciati nel 2016, che avrebbero consentito ai cinesi di acquistare appezzamenti di terra kazaka. 

Il governo kazako controlla rigidamente la politica interna e il dibattito pubblico. Le organizzazioni per i diritti civili hanno criticato la mancanza di libertà di stampa e il controllo governativo dei media statali. Specialmente a giugno del 2019, in occasione delle elezioni, le autorità hanno attuato politiche restrittive e hanno limitato l’accesso ai social network e alle piattaforme di messaggistica online. Domenica 9 giugno, durante le operazioni di voto, le autorità hanno arrestato circa 500 persone in tutto il paese, secondo le organizzazioni per i diritti civili. Le elezioni, come le precedenti, “hanno mostrato scarso rispetto per gli standard democratici”, secondo gli osservatori internazionali, nonostante la partecipazione di almeno un candidato apertamente oppositore, il giornalista Amirjan Kosanov, arrivato secondo con il 16% dei voti.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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