Maduro: “Esercitazioni al confine con Colombia esclusivamente a scopo difensivo”

Pubblicato il 12 settembre 2019 alle 6:10 in Colombia Venezuela

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Secondo quanto dichiarato da Maduro, le esercitazioni su larga scala che l’esercito venezuelano sta tenendo al confine con la Colombia hanno uno “scopo esclusivamente difensivo”.

La scorsa settimana il presidente venezuelano aveva annunciato delle esercitazioni su larga scala al confine colombiano, negli stati di Zulia, Tachira e Amazzonia, facendo sapere che il livello di allerta si sarebbe alzato fino ad arancione tra il 10 e il 28 settembre.

A tal proposito, Maduro ha precisato che il Venezuela non ha intenzione di minacciare nessuno dei Paesi confinanti e che le operazioni attualmente in corso hanno come unico scopo quello di “assicurare la protezione del territorio e del popolo venezuelano”.

“Non stiamo minacciando nessuno. L’esercito venezuelano non ha mai oltrepassato i propri confini minacciando di invadere il territorio di un altro Paese e mai lo farà. Lo scopo principale delle esercitazioni portate avanti dalle nostre forze armate è quello di preparare una buona strategia difensiva nel caso di un’eventuale aggressione. Nel caso in cui dovessimo difenderci, il nostro esercito sarà ben addestrato e ben armato per proteggere la nostra patria”, ha dichiarato il leader venezuelano.

Durante il periodo delle esercitazioni, Caracas ha reso noto che dislocherà, oltre alle forze di terra, anche delle batterie antiaeree alla frontiera con la Colombia.

Le relazioni tra Caracas e Bogotà hanno subito un forte deterioramento a seguito della crisi politica ed umanitaria che il Venezuela sta attraversando dallo scorso gennaio.

Il tentativo dell’opposizione venezuelana, guidata da Juan Guaidó, di rovesciare il governo di Maduro è stato considerato dal presidente venezuelano un caso di ingerenza da parte della Colombia, accusata di aver contribuito ai tentativi di golpe che si sono susseguiti negli ultimi mesi.

Il 23 gennaio, l’opposizione venezuelana ha tentato un colpo di stato e il presidente del parlamento, Juan Guaidó, si è autoproclamato presidente ad interim del Paese. Questa azione è stata appoggiata dagli Stati Uniti e da oltre 50 paesi. Oltre che dalla Russia, che ha inviato negli ultimi mesi alcuni suoi militari a Caracas, Maduro, che rimane attualmente il legittimo presidente costituzionalmente eletto del paese caraibico, è sostenuto da diversi paesi tra cui spiccano Cuba, partner storico di Caracas, Messico, Cina, Turchia, Bielorussia, Indonesia, Bolivia, Iran, Siria e Nicaragua.

A maggio Guaidó ha annunciato che potrebbe accordarsi per far intervenire gli USA con un’operazione militare in Venezuela.


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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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