La Cina invita gli Stati Uniti a cambiare atteggiamento con Pyongyang

Pubblicato il 12 settembre 2019 alle 12:33 in Cina Corea del Nord USA e Canada

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La Cina ha esortato gli Stati Uniti ad adottare un approccio più accondiscendente con la Corea del Nord, di fronte alla loro recente disponibilità a riprendere i colloqui sulla denuclearizzazione.

La Corea del Nord ha dichiarato, lunedì 9 settembre, di voler riavviare i colloqui con gli Stati Uniti entro la fine di settembre, ma ha avvertito che i rapporti tra le parti potrebbero concludersi definitivamente, a meno che Washington non adotti un nuovo approccio. Tuttavia, poche ore dopo, Pyongyang ha effettuato il lancio di una serie di missili a corto raggio. Il 12 settembre, parlando a Pechino, il massimo diplomatico del governo cinese, il consigliere di Stato, Wang Yi, ha affermato che la Cina ha accolto con favore i recenti “segnali positivi” della Corea del Nord sulla ripresa dei colloqui con gli Stati Uniti.

“Saremo lieti di vedere la Corea del Nord e gli Stati Uniti riprendere i colloqui entro la fine del mese”, ha dichiarato Wang in una conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri malese, Saifuddin Abdullah. L’esperienza dimostra che, affinché i colloqui raggiungano progressi reali, è necessario affrontare le preoccupazioni fondamentali di ciascuna parte, ha aggiunto Wang. “Se ci sono solo le condizioni preliminari per una parte, o si discute per elenchi compilati, o anche cercando di usare la pressione estrema per convincere l’altra parte a fare concessioni unilaterali, allora questo non ha funzionato in passato e non funzionerà ora o in futuro”, ha aggiunto il diplomatico cinese. 

Secondo Pechino, quest’anno, la Corea del Nord ha fatto una serie di passi in avanti e adesso sta agli Stati Uniti incontrarli a metà strada. “Speriamo che anche gli Stati Uniti possano adottare misure pratiche al riguardo e compiere gli sforzi necessari per alleviare la situazione e promuovere il dialogo”, ha dichiarato poi Wang, che non ha, tuttavia, menzionati i recenti test missilistici effettuati da Pyongyang. Il rappresentante ha quindi ribadito che Pechino augura la fine delle sanzioni imposte alla Corea del Nord, sottoscritte dalla Cina stessa. “Riteniamo che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite debba, a tempo debito, prendere in considerazione l’apertura di una discussione sulle clausole di annullamento delle risoluzioni relative alle sanzioni contro la Corea del Nord, per aiutare il Paese ad alleviare le difficoltà causate alla popolazione”, ha sottolineato Wang. La Cina è il principale sostenitore economico e diplomatico della Corea del Nord e Wang ha visitato Pyongyang il 3 settembre. 

Il primo storico summit tra il leader nordcoreano, Kim Jong-un, e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si è verificato il 12 giugno 2018 a Singapore. L’incontro si era concluso con una promessa reciproca di collaborazione al fine di smantellare il programma nucleare della potenza asiatica, sospendere il regime sanzionatorio e cominciare un processo di pace nella regione. Tuttavia, i progressi da allora sono stati irregolari. In occasione del secondo incontro tra i due vertici, avvenuto il 28 febbraio dell’anno successivo, a Hanoi, i colloqui tra le due parti erano crollati inaspettatamente a causa di un disaccordo sulle sanzioni economiche. Trump e Kim, accompagnati dalle rispettive delegazioni avevano lasciato il loro sito di incontro nella capitale del Vietnam senza sedersi per un pranzo programmato o partecipare a una cerimonia di firma. Le sanzioni e il ritiro del personale nordcoreano sono stati visti come una battuta d’arresto nella distensione del clima regionale. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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