Kosovo, cittadino confessa: “Faccio parte dell’ISIS”, intanto tensioni nella regione

Pubblicato il 12 settembre 2019 alle 13:12 in Balcani Repubblica Ceca

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Un cittadino kosovaro ha confessato di essere un sostenitore dello Stato Islamico e di aver minacciato il primo ministro, Ramush Haradinaj, che, nel frattempo, ha protestato contro le minacce sulla revoca del riconoscimento del Kosovo.

Secondo quanto reso noto dal quotidiano Gazeta Express, si è tenuta a Pristina, giovedì 12 settembre, la prima udienza contro Bledar Elshani, cittadino kosovaro accusato di possesso illecito di armi e di supporto al terrorismo. Nel corso dell’udienza, Elshani ha confessato di essere colpevole, motivo per cui il suo avvocato difensore, Isaak Hoxha, ha chiesto alla corte di approvare la richiesta di patteggiamento. Al termine dell’udienza, la corte, presieduta dal giudice Shadije Gerguri, ha dichiarato di accettare la dichiarazione di colpevolezza dell’imputato. Da parte sua, l’accusa, rappresentata dal magistrato Afrim Shefkiu, ha richiesto una sentenza comprensiva del peso dei reati commessi. La difesa, invece, ha chiesto una sentenza minima per il proprio assistito, Elshani, descritto quale “un giovane ragazzo, incensurato e privo di una formazione adeguata”. L’avvocato difensore, Hopxha, ha altresì richiesto di concedere ad Elshani il rilascio dal carcere in custodia cautelare fino ad emissione della sentenza definitiva, la quale verrà resa nota il 13 settembre.

Stando a quanto rivelato al termine dell’udienza, Elshani è stato da agosto 2018 a gennaio 2019 amministratore di un gruppo sui social media, all’interno del quale ha condiviso immagini e video di propaganda dell’ISIS e ha incitato alla realizzazione di attentati terroristi, uno dei quali indirizzato contro il primo ministro del Kosovo, Ramush Haradinaj.

Nel frattempo, il Paese continua ad essere al centro del dibattito regionale e internazionale per quel che concerne la normalizzazione delle relazioni con la Serbia.

Ad aver causato l’ultimo inasprimento delle relazioni è stato l’annuncio del premier della Repubblica Ceca, Andrej Babis, in merito alla sua disponibilità a discutere della revoca del riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo con il presidente del Paese, Milos Zeman. Tale annuncio è stato rilasciato, giovedì 12 settembre, in seguito alla visita del presidente ceco a Belgrado, in Serbia, avvenuta lo scorso 10 settembre. In tale occasione, Zeman aveva dichiarato di “non gradire il Kosovo, il quale non è uno Stato democratico” e di essere “molto affezionato alla Serbia”. Nello specifico, Zeman aveva dichiarato di ritenere personalmente che “uno Stato guidato da criminali di guerra non dovrebbe essere nella comunità dei Paesi democratici”.

Di fronte a tali dichiarazioni, governo del Kosovo guidato da Haradinaj ha reso noto di non aver più intenzione di partecipare all’incontro tra i Paesi del Visegrad, ovvero Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia e Slovacchia, e quelli dei Balcani, ovvero Serbia, Macedonia del Nord, Montenegro, Albania, Bosnia ed Erzegovina e Kosovo, attualmente in corso a Praga, che detiene la presidenza del gruppo di lavoro per il 2019.

In seguito al ritiro della partecipazione del Kosovo dal summit, il ministro degli Affari Esteri della Repubblica Ceca, Tomas Petricek, ha dichiarato, giovedì 12 settembre, che Praga “ha riconosciuto il Kosovo nel 2008 e non intende cambiare tale posizione nell’interesse della sua sicurezza e nella trasparenza della sua politica estera”. Di fronte a tali dichiarazioni, il ministro degli Esteri del Kosovo, Behgjet Pacolli, ha dichiarato che quanto riportato in merito alle parole del premier ceco sia in realtà “un tentativo di Belgrado di diffondere false notizie” dal momento che “Praga ha confermato il suo sostegno sia al Kosovo in quanto Stato indipendente e sovrano, sia alla sua integrazione nella NATO e nell’Unione Europea”.

È un momento delicato per la Serbia e per il Kosovo, entrambi vicine alle elezioni. Dopo la nomina del nuovo Rappresentante Speciale della Casa Bianca per i Balcani occidentali, Matthew Palmer, i Paesi della regione avevano intravisto dopo tempo uno spiraglio di possibilità per la riapertura del dialogo tra Pristina e Belgrado, fattore che vincola lo sviluppo dell’intera regione balcanica. Anche la Serbia aveva inizialmente mostrato apertura, ma il 9 settembre il ministro dell’Interno serbo, Nebojsa Stefanovic, aveva dichiarato che la Serbia continuerà ad opporsi all’ingresso del Kosovo nell’Interpol. Tale dichiarazione rappresentava un cambio di rotta rispetto a quanto finora emerso, dal momento che il Kosovo aveva imposto i dazi sui beni importati dalla Serbia proprio in virtù dell’ostruzionismo portato avanti da Belgrado in merito al possibile ingresso di Pristina nell’Interpol e, da parte sua, la Serbia aveva annunciato che fino a quando permarranno i dazi, Belgrado non avrà intenzione di avviare il processo di dialogo. Poco prima, il premier uscente del Kosovo, Ramush Haradinaj, aveva dichiarato che finché la Serbia non riconoscerà l’indipendenza di Pristina non avrà senso avviare un processo di dialogo. Tuttavia, la Serbia, così come gli Stati Uniti, aveva reso noto di riporre speranze nel governo che assumerà il potere a seguito delle elezioni in Kosovo del 6 ottobre, il quale potrà essere “più costruttivo e positivo”, “abolire le tasse sui beni serbi e aprire la strada per un nuovo dialogo”.

Anche l’Alto rappresentante per la Politica Estera dell’UE, Federica Mogherini, aveva dichiarato, lo scorso 2 settembre, che l’ingresso dei Paesi del Balcani nell’Unione “è necessario sia Bruxelles sia per la regione”, dato che rappresenta la “riunificazione del continente europeo”. A pochi giorni di distanza dalle parole di Mogherini, la neoeletta presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, aveva dichiarato, in occasione della presentazione della sua squadra, il 10 settembre, che una delle priorità della sua agenda sarà proprio l’avvio di buone relazioni e forti collaborazioni con i Paesi della regione balcanica. 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play 

Jasmine Ceremigna

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.