Italia: si intensifica la collaborazione in materia di difesa aerea con il Regno Unito

Pubblicato il 12 settembre 2019 alle 16:09 in Italia UK

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Il Regno Unito ha annunciato di voler acquistare dall’Italia un sistema di supporto difensivo per i suoi aerei militari di sorveglianza e raccolta di informazioni. Parallelamente, Roma ha annunciato di aver siglato una dichiarazione di intenti con Londra per collaborare al programma Tempest.

Si intensifica la cooperazione in materia di difesa tra Italia e Regno Unito. Secondo quanto riportato da Defence 360 Europe, giovedì 12 settembre, il Ministero della Difesa del Regno Unito ha affidato un appalto all’azienda italiana attiva nel settore della difesa e dell’aerospazio, la Leonardo, e alla francese Thales per la fornitura di sistemi di supporto difensivo.

Nello specifico, l’appalto consentirà agli 8 velivoli Shadow R1 della flotta aerea britannica di ricevere sistemi difensivi avanzati in grado di proteggerli dall’ultima generazione dei missili a guida infrarossa, ovvero a rivelazione di calore.

Tali dispositivi saranno progettati, sviluppati e realizzati nel Regno Unito e potranno essere aggiornati a fronte dell’evoluzione delle minacce nello spazio aereo.

La fornitura verrà messa a punto da una squadra di lavoro combinata tripartita, che vede la partecipazione del Ministero della Difesa inglese, della Leonardo e della Thales, secondo un contratto di integrazione di sistemi a guida Leonardo. I dispositivi di supporto elettronici prodotti verranno poi installati sui velivoli da Raytheon UK entro i primi mesi del 2021.

Il sistema scelto dal Regno Unito si compone di 4 apparati, di cui 2 della Leonardo, la centralina di controllo e il sistema “Mysis” di contrasto ai missili a guida infrarossa, e 2 di Thales, il sistema multi-funzione di allerta minacce “Elix-IR” e il sistema di lancio di contromisure “Vicon”.

Secondo quanto dichiarato da Leonardo, la centralina di controllo sarà “in grado di valutare molteplici minacce contro il velivolo e dare priorità alla risposta appropriata, utilizzando il sistema di lancio della contromisura e il Miysis”, che da parte sua “offre una protezione a 360° e la capacità di contrastare più minacce contemporaneamente, dirigendo con precisione un laser di disturbo sul seeker del missile, confondendone il sistema di guida e allontanandolo dal velivolo”. Parallelamente, “il sistema Elix-IR ricerca costantemente minacce provenienti da missili e fuoco nemico, garantendo un’allerta rapida, accurata e a lungo raggio”.

Intanto, il Segretario Generale della Difesa italiano, il Generale Nicolò Falsaperna, si era recato a Londra, il 10 settembre, per incontrare Simon Bollom, il direttore generale dell’agenzia appartenente al Ministero della Difesa inglese con responsabilità in materia commerciale, la Defence Equipment & Support.

Nel corso del vertice, i due, entrambi direttori nazionali degli Armamenti dei rispettivi Paesi, hanno siglato una dichiarazione di intenti per collaborare al programma per la progettazione dei caccia multiruolo Tempest, i quali si prevede, in base a quanto annunciato, che entrino in servizio entro il 2035.

Con la sigla della dichiarazione di intenti, entrambi i governi hanno ufficializzato, secondo quanto rivelato dal Ministero della Difesa italiano, di aver intenzione di “sviluppare ulteriormente le proprie capacità nel settore” del combattimento aereo. Ciò è stato il risultato di uno studio di fattibilità congiunto realizzato dai due governi e lanciato a seguito della pubblicazione della Strategia di combattimento aereo del Regno Unito, avvenuta nel luglio 2018.

Lo studio di fattibilità, ha annunciato il Ministero della Difesa, “ha portato alla conclusione che Regno Unito e Italia sono partner naturali nel settore del Combat Air, anche in virtù della collaborazione esistente tra la Difesa dei due Paesi e in particolar modo tra l’Aeronautica Militare e Royal Air Force che impiegano sistemi d’arma comuni, Eurofighter e F-35”.

L’impiego di assetti comuni e una visione comune su “dottrina, addestramento ed esperienza operativa”, ha aggiunto il Ministero, ha evidenziato “un forte allineamento di vedute” in merito alle caratteristiche che un sistema aereo innovativo deve avere.

Al fine di assicurare il successo del programma, inoltre, il Ministero della Difesa ha reso noto che sia il Regno Unito, sia l’Italia hanno scelto di “fare affidamento sulle rispettive industrie nazionali, comprese le realtà industriali condivise quali Leonardo e MBDA, oltre che Avio Aero ed Elettronica”.

Risale allo scorso anno l’annuncio da parte del Regno Unito del suo piano di rinnovamento della flotta aerea militare, soprattutto aerei caccia e droni chiamati Tempest. La dichiarazione aveva fatto sorgere dubbi in merito al futuro della collaborazione a livello europeo in materia di difesa, dal momento che sia Francia, sia Germania proseguono con i propri programmi di sviluppo dei sistemi di combattimento.

L’annuncio dell’Italia in merito alla partecipazione al programma Tempest giunge, come sottolineato da Reuters, in seguito alla dichiarazione rilasciata dalla Svezia lo scorso 19 luglio in merito al suo interesse a collaborare alla progettazione dei velivoli. In tale occasione, nello specifico, il governo svedese aveva reso noto che l’impresa svedese produttrice di dispositivi per la Difesa, la Saab, non si unirà immediatamente al team già formato, ma verrà coinvolta in uno studio più ampio in materia di standard tecnologici che potrebbe portare ad ulteriori ingressi di Paesi interessati a partecipare.

I Tempest si andrebbero a sostituire agli attuali aerei caccia europei in uso, gli Eurofighter Typhoon. L’ideazione e la costruzione dei Tempest vede già la collaborazione della più grande azienda del settore della difesa inglese, la BAE Systems, con la produttrice di motori della stessa bandiera, la Rolls-Royce, l’italiana Leonardo e l’azienda europea produttrice di missili, la MBDA.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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