Immigrazione, Malta: sbarcano i migranti della Alan Kurdi, Ocean Viking ancora in mare

Pubblicato il 12 settembre 2019 alle 7:33 in Immigrazione Italia Malta

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L’imbarcazione Alan Kurdi, di proprietà della ONG tedesca Sea-Eye, ha completato presso il porto di Malta le operazioni di sbarco degli ultimi 5 migranti rimasti a bordo.

La Alan Kurdi aveva tratto in salvo in acque tunisine 13 migranti che si trovavano su una imbarcazione di legno lo scorso 31 agosto. Dopo che, però, il giorno stesso il Ministero dell’Interno italiano aveva rilasciato il divieto di ingresso, transito, e sosta nelle sue acque territoriali, la nave della Sea-Eye era rimasta ferma a largo di Malta, che nei giorni successivi aveva concesso lo sbarco, in due tranche separate, di 8 dei 13 migranti a bordo della Alan Kurdi, lasciando 5 di essi fermi in mare per 10 giorni.

L’ultima operazione di sbarco, che ha coinvolto i 5 migranti rimasti a bordo della imbarcazione della Sea-Eye, è avvenuto dopo che la Commissione Europea ha dichiarato, martedì 10 settembre, di aver raggiunto un accordo con altri 2 Paesi membri dell’Unione, senza però indicare quali, che avrebbero accolto i 5 migranti immediatamente dopo il loro sbarco a Malta. Precedentemente, il 9 settembre, la Commissione aveva reso noto di aver avviato il coordinamento della ripartizione dei migranti a bordo della Alan Kurdi.

In risposta all’annuncio della Commissione, il governo di Malta ha dichiarato, martedì 10 settembre, “di voler far parte del piano dell’Europa” finalizzato a porre fine alla permanenza in mare dei migranti della Alan Kurdi “offrendo un porto dove poter effettuare lo sbarco”.

Precedentemente, il governo della Valletta non aveva mostrato segnali di apertura visto il caso contro l’esecutivo maltese presentato dalla ONG tedesca alle autorità giudiziarie dell’isola del Mediterraneo. Tuttavia, non appena la Sea Eye ha deciso di non procedere più dal punto di vista legale, Malta ha consentito di effettuare presso un suo porto lo sbarco dei 5 migranti rimasti a bordo.

Nel frattempo, continua a rimanere ferma in mare la Ocean Viking, di proprietà della ONG SOS Mediterraneee e Medici Senza Frontiere, la quale ha tratto in salvo, in due operazioni distinte, 84 migranti a largo delle coste della Libia. Dal Ministero dell’Interno italiano, con a capo la neo-nominata ministra Luciana Lamorgese, non è ancora arrivata nessuna indicazione di un porto sicuro. Stando a quanto rivelato da ANSA, mercoledì 11 settembre, è tuttavia stata disposta l’evacuazione della donna incinta di nove mesi a bordo della nave, vista “la preoccupazione per potenziali complicanze che potrebbero insorgere durante un parto a bordo”. La donna è stata poi prelevata, insieme al marito, grazie all’intervento dell’elisoccorso di un ospedale di Malta. Nel frattempo, le ONG a guida della Ocean Viking hanno rivelato di aver nuovamente inoltrato alle autorità maltesi e italiane “la richiesta di un porto sicuro per lo sbarco degli 82 migranti rimasti a bordo”.

Lo scorso agosto, la nave di salvataggio Ocean Viking, battente bandiera norvegese, era rimasta bloccata in mare per più di 13 giorni, nelle acque internazionali poste tra l’isola italiana Linosa e Malta. Quest’ultima aveva rifiutato l’ingresso dell’imbarcazione nelle sue acque e le due richieste avanzate alle autorità italiane sono rimaste senza risposta. L’imbarcazione aveva circa 356 migranti a bordo, di cui oltre 100 minori, i quali erano stati recuperati in quattro diverse operazioni di salvataggio. Il 23 agosto, il governo di Malta aveva annunciato la redistribuzione dei 356 migranti a bordo tra 6 Paesi europei, ovvero Francia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Portogallo e Romania.

Secondo le stime dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), dall’1 gennaio al 9 settembre 2019 i migranti che hanno raggiunto l’Europa sono stati 66.836, di cui 53.780 via mare. Il numero di morti e dispersi ammonta invece a 909. I Paesi europei maggiormente colpiti dal fenomeno migratorio sono la Grecia, la Spagna, Cipro, l’Italia e Malta. In particolare, dall’1 gennaio al 9 settembre 2019, sono giunti 33.117 migranti in Grecia, 19.422 in Spagna, 4.806 a Cipro, 5.790 in Italia e 2.250 a Malta. Paragonando i dati alle cifre totali riguardanti lo stesso periodo del 2018, gli arrivi sono diminuiti del 25%.   

In particolare, per quanto concerne gli arrivi in Italia, il Dipartimento per la Pubblica Sicurezza del Viminale rende noto che dall’1 gennaio all’11 settembre 2019 sono sbarcati  5.794 migranti che, se paragonati alle cifre dello stesso periodo dell’anno precedente, rappresentano il 71.5% in meno. Coloro che sbarcano in Italia provengono principalmente dalla Tunisia, dal Pakistan, dalla Costa d’Avorio, dall’Algeria, dall’Iraq, dal Sudan, dal Bangladesh, dall’Iran, dalla Guinea e dal Marocco.     

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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