Hong Kong: programmate nuove proteste in occasione del Festival di Metà Autunno

Pubblicato il 12 settembre 2019 alle 17:21 in Cina Hong Kong

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Gli attivisti di Hong Kong hanno in programma di combinare le manifestazioni pro-democrazia con le tradizionali celebrazioni delle lanterne, in occasione del Festival di Metà Autunno, che inizierà il 13 settembre. 

Il programma delle proteste include una serie di “stress test” presso l’aeroporto della città, già interessato da numerose dimostrazioni. Inoltre, gli attivisti hanno in programma di riunirsi fuori dal consolato britannico, domenica 15 settembre, per chiedere che la Cina onori la Dichiarazione Congiunta Sino-Britannica, firmata nel 1984, che delineava il futuro dell’ex colonia britannica dopo il suo “ritorno alla Cina” nel 1997. Le mobilitazioni ad Hong Kong sono iniziate il 31 marzo e, dopo pochi mesi, si erano già trasformate in una sfida contro il governo della città e contro l’influenza di Pechino. Oggi, sono diventate quotidiane e i leader delle proteste stanno cercando il supporto internazionale contro l’ingerenza cinese nella città semi-autonoma. 

Il Festival di Metà Autunno rappresenta, quindi, un’occasione per continuare a manifestare. Si tratta di una festività osservata in tutto il mondo di lingua cinese e nel Sud-Est asiatico. È celebrato con dolci tipici, serate all’aperto e spettacoli di lanterne colorate. I manifestanti hanno affermato che il festival di quest’anno sarà caratterizzato da sit-in e catene umane. I leader delle proteste vogliono approfittare dell’evento mediatico per portare i temi delle manifestazioni ad un pubblico più ampio e in luoghi differenti. Giovedì 12 settembre, ci sono stati alcuni scontri tra manifestanti pro-democrazia e pro-Pechino, nel centro commerciale dell’IFC, un imponente grattacielo sul lungomare centrale. Alcuni negozi hanno chiuso per alcune ore a causa di tale evento. I manifestanti pro-democrazia si sono riuniti nello stesso centro commerciale, dopo l’orario di ufficio, cantando “cinque richieste, non una in meno” e “aggiungi petrolio, gente di Hong Kong”, una frase che è diventata simbolica per il movimento e suggerisce l’idea di continuare a prendere forza per le nuove manifestazioni. 

Gli attivisti pro-democrazia hanno 4 richieste, oltre quella relativa al ritiro di una proposta di legge che permetteva l’estradizione in Cina, che l’esecutivo di Hong Kong ha cancellato definitivamente il 4 settembre. La prima riguarda l’avvio di una inchiesta indipendente su ciò che è accaduto nel corso delle proteste, sia in riferimento alla condotta dei manifestanti, ma sopratutto per quanto riguarda l’utilizzo della violenza da parte delle autorità. La seconda è quella di ottenere elezioni libere e democratiche, sul modello di Taiwan. La terza richiesta prevede invece l’abbandono del termine “rivolta” in riferimento alle manifestazioni in corso ad Hong Kong. Infine, gli attivisti chiedono che vengano annullati i capi d’accusa indirizzati contro coloro che fino ad ora sono stati arrestati.  

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.