Gibilterra: la Brexit non sarà peggio della chiusura della frontiera

Pubblicato il 12 settembre 2019 alle 6:30 in Spagna UK

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Il ministro principale di Gibilterra, Fabian Picardo, intervenendo alle celebrazioni della Giornata nazionale (la festa nazionale della Rocca), ha affermato tra gli applausi dalla folla che “la Brexit non può essere così difficile come chiusura della frontiera”. Un evento che risale al 1969, quando Madrid chiuse la frontiera con la colonia, isolando di fatto Gibilterra per tredici anni, fino al 1982.

Con questo messaggio Picardo ha cercato di tranquillizzare la popolazione rispetto all’incerto futuro delle relazioni della colonia britannica con la Spagna e con la UE dopo la Brexit. Tuttavia, l’inquilino di Convent Place numero 6, sede del governo di Gibilterra, ammette che “stanno arrivando momenti complicati”.

Tuttavia, come hanno fatto altri leader politici della colonia durante una giornata di festa, che commemora proprio la resistenza della colonia quando il generalissimo Franco chiuse il confine, Picardo ha espresso la “speranza” che abbiano successo i negoziati e che Gibilterra “rimanga prospera e crei ricchezza, non solo per Gibilterra, ma anche per tutti coloro che ci circondano”, un chiaro riferimento alle migliaia di spagnoli che, ogni giorno, attraversano il confine per motivi di lavoro e commercio.

Picardo ha osservato che il 10 settembre “è un giorno molto speciale poiché stiamo commemorando, non celebrando, il 50esimo anniversario della chiusura del cancello (come è chiamata la frontiera tra Gibilterra e la Spagna)”. In quegli anni, che non furono facili, ricorda Picardo, Gibilterra “non cadde come un frutto maturo, ma prosperò e il beneficio, una volta riaperto il confine, si è esteso a tutti i comuni vicini che compongono l’arco della baia di Algeciras.

Picardo ha inoltre fatto allusione a un prossimo incontro con il sindaco del comune spagnolo di confine, La Línea de la Concepción, Juan Franco. La popolazione di La Línea mostra preoccupazione per l’incertezza riguardo al futuro di Gibilterra. “Voglio davvero vederlo continuare a collaborare come facciamo di solito sulle questioni comuni che ci interessano e ci influenzeranno tutti”.

In un messaggio ai gibilterrini in occasione della loro festa nazionale, il premier britannico Boris Johnson, ha affermato che anche dopo la Brexit Gibilterra continuerà a prosperare “in seno al Regno Unito”. In un riferimento alle famose scimmie che vivono nella parte superiore della Rocca, Johnson ha affermato “non un centimetro della roccia, nemmeno un pelo di macaco non sarà mai abbandonato senza il consenso esplicito di questa popolazione che chiama Gibilterra casa”.

Il sindacato dei lavoratori spagnoli di Gibilterra preme su Madrid: “L’obiettivo è che agenti economici, sociali, politici e cittadini di entrambe le parti del confine si uniscano di fronte alla brexit, affinché il governo spagnolo, si renda conto che qualsiasi anomalia che esiste in occasione della Brexit può danneggiare l’intera regione e in particolare a La Línea, che ha già una brutta esperienza di ciò che è accaduto nel 1969”, afferma Juan José Uceda, portavoce del sindacato. 

L’incertezza sul futuro aumenta ogni giorno a causa dell’interdipendenza economica tra Gibilterra e i comuni spagnoli viciniDal governo andaluso e dal governo centrale di Madrid vengono annunciate ripetutamente misure volte ad alleviare il possibile impatto negativo, ma a sensazione che non ci siano certezze e il 31 ottobre, ad oggi ancora data della Brexit, si avvicina. 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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