Yemen: continuano le tensioni tra Houthi e Arabia Saudita

Pubblicato il 11 settembre 2019 alle 8:52 in Arabia Saudita Yemen

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Il comando delle forze congiunte della coalizione a guida saudita, attiva in Yemen, ha reso noto, mercoledì 11 settembre, di aver intercettato e abbattuto un drone di provenienza Houthi, diretto verso oggetti civili nella città di Najran, situata nel Sud-Ovest dell’Arabia Saudita, al confine con lo Yemen.

Non è la prima volta che il gruppo di ribelli sciiti prende di mira tale luogo. La scorsa settimana, in particolare il 4 settembre, le forze di Difesa aerea saudite hanno intercettato 3 missili balistici nei cieli di Najran, anch’essi di provenienza Houthi, a detta di fonti locali. Il portavoce della coalizione a guida saudita, il colonnello Turki Al-Maliki, ha più volte evidenziato che i tentativi delle milizie sciite di colpire l’Arabia Saudita per mezzo di droni sono destinati a fallire. Questo perché la coalizione continua ad intraprendere tutte le misure necessarie e ad adottare i mezzi più efficaci per contrastare tali attacchi e salvaguardare, al contempo, soggetti ed oggetti civili.

Inoltre, per il colonnello Al-Maliki, i ripetuti attacchi da parte dei ribelli sciiti indicano che gli Houthi sono vittima di perdite significative in termini di elementi delle proprie milizie e attrezzattura militare. Tuttavia, l’obiettivo della coalizione resta quello di neutralizzare i propri avversari, nel rispetto del diritto internazionale umanitario e delle norme consuetudinarie.

A tal proposito, Il comando della coalizione a guida saudita ha annunciato, lunedì 9 settembre, di aver condotto un attacco aereo contro le postazioni dei ribelli sciiti Houthi situate nei distretti yemeniti di Khab e Al-Shaaf, nel governatorato settentrionale di Al-Jawf. Secondo una dichiarazione del medesimo comando, l’attacco contro i raggruppamenti dei ribelli ha causato gravi perdite per gli Houthi, sia di vite umane sia in termini materiali.

In tale quadro, il 5 settembre scorso, il presidente dello Yemen, Rabbu Mansour Hadi, ha incontrato l’Assistente Segretario di Stato statunitense per gli affari del Vicino Oriente, David Schenker. In tale occasione, sono stati presi in esame gli ultimi sviluppi dello scenario yemenita ed è stato rinnovato il sostegno degli Stati Uniti verso lo Yemen, per preservarne l’unità e la legittimità rappresentata dal presidente Hadi, oltre che per contrastare l’estremismo. L’Assistente Segretario ha dichiarato che Washington ha avviato dei colloqui con i ribelli Houthi, con l’obiettivo di trovare una soluzione che possa essere accettata da entrambe le parti coinvolte nel conflitto e porre fine alla guerra. Inoltre, anche l’inviato speciale dell’Onu per lo Yemen, Martin Griffiths, e l’Arabia Saudita sono coinvolti.

La guerra civile in Yemen è scoppiata il 19 marzo 2015, data in cui gli Houthi hanno lanciato un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali. I gruppi che si contrappongono nel conflitto sono da un lato i ribelli sciiti, che controllano la capitale Sana’a, alleati con le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh e sostenuti dall’Iran e dalle milizie di Hezbollah. Dall’altro lato, vi sono le forze fedeli al presidente yemenita Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto per sostenere Hadi, il 26 marzo 2015, a capo di una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e Qatar e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti.

Secondo un report dell’Armed Conflict Location and Events Dataset, di giugno 2019, dal 2015 ad oggi sono state 91.600 le vittime del conflitto, tra cui circa 11.700 civili, causate da più di 39.700 scontri armati. Finora, il 2018 è l’anno che ha registrato il maggior numero di vittime. La coalizione a guida saudita risulta essere la maggiore responsabile, con il 67% del totale delle vittime civili.

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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