Siria: la Russia ricomincia ad attaccare, morto il primo civile dalla fine della tregua

Pubblicato il 11 settembre 2019 alle 11:40 in Medio Oriente Siria

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Un civile è stato ucciso a Idlib, nel Nord-Ovest della Siria, a seguito di attacchi condotti per mezzo di aerei da guerra delle forze russe, dopo la mezzanotte di mercoledì 11 settembre.

Si tratta di uno dei primi attacchi verso tale area, ad opera delle forze russe, dopo uno stato di tregua che ha avuto inizio il 31 agosto scorso. In particolare, a detta di fonti della Difesa civile, il bombardamento russo ha preso di mira la municipalità di Dahra, situata nei pressi della città di Darkush, nel Nord-Ovest del governatorato di Idlib. Le stesse fonti hanno affermato che un cittadino, uno sfollato proveniente dall’Est di Idlib, è stato ucciso in seguito all’attacco russo. Inoltre, un altro villaggio, nei pressi della città Nord-occidentale di Kafar Takharim, è stato colpito dalle forze aeree russe, provocando danni materiali.

Prima dell’11 settembre, le forze del regime siriano hanno colpito il villaggio di Jarjanaz, situato nel distretto di Maarrat al-Nu’man, a Sud-Est di Idlib, causando la morte di un civile ed il ferimento di un altro. A ciò si aggiungono i due attacchi del 10 settembre, sempre ad opera dell’esercito del presidente siriano, Bashar al-Assad, contro la collina di Al-Kabina, nell’area rurale di Latakia, situata nel Nord-Ovest della Siria.

La notizia della ripresa degli attacchi del regime, coadiuvato dalla Russia, coincide con l’annuncio di possibili negoziazioni per convincere Assad a ritirarsi da Khan Shaykhun e dalle aree circostanti. In particolare, secondo alcune fonti informate a riguardo, tali negoziati interessano Russia e Turchia e prevedono il ritiro delle forze di Assad dall’area intorno a tale città, nello specifico 3 km verso Est e 3 km ad Ovest.

Sin dalla fine del mese di aprile, la provincia di Idlib e le aree adiacenti, nel Nord-Ovest del Paese, hanno assistito ad un’escalation di bombardamenti da parte di Siria e Russia, cui si aggiungono i violenti combattimenti concentrati nell’area settentrionale di Hama. Sebbene nei primi tre mesi i combattimenti fossero concentrati soprattutto nell’area rurale di Hama, le forze del regime hanno iniziato, l’8 agosto, ad ampliare il proprio raggio di azione nella periferia meridionale di Idlib.

Dopo circa quattro mesi di combattimenti e 950 civili morti, venerdì 30 agosto, l’esercito russo aveva reso noto di aver accettato un cessate il fuoco unilaterale nella regione Nord-occidentale di Idlib, che avrebbe rispettato anche il regime siriano a partire dalla mattina di sabato 31 agosto. Si tratta di una regione con postazioni strategiche, in cui l’esercito siro-russo sta cercando di riguadagnare terreno attraverso operazioni via terra.

Uno degli scontri più violenti delle ultime settimane si è verificato il 25 agosto, a Khan Shaykhun, situata nel Sud di Idlib, tra le forze del regime siriano e quelle dei ribelli. Il bilancio delle vittime, per entrambe le fazioni, è stato di almeno 60 morti, tra cui civili. Dal 21 agosto, l’esercito del regime siriano, sostenuto da aerei da guerra e milizie russe, ha preso il controllo di tale città e ha invaso l’area rurale a Sud.

La guerra civile è scoppiata il 15 marzo 2011 ed è tuttora in corso. Metà dei 3 milioni di abitanti dell’area Nord- occidentale del Paese è stata costretta a rifugiarsi in altre zone della Siria, in seguito alle ripetute offensive di Assad. La Turchia è sostenitrice dei ribelli, dissidenti del regime.

La Difesa civile siriana ha documentato 150 attacchi condotti con artiglieria pesante e missili contro 10 villaggi e municipalità diversi dell’area meridionale del governatorato di Idlib. Inoltre, l’organizzazione per il Coordinamento della risposta umanitaria ha dichiarato che sono 1.371 i civili morti a causa dei diversi attacchi, tra cui 371 bambini, a cui si aggiunge la distruzione di infrastrutture e quartieri residenziali. Si stima che le perdite subite siano pari a 3.2 miliardi di dollari, nel periodo che va dal 2 febbraio alla fine di agosto 2019. Inoltre, nello stesso periodo, più di 966.140 civili sono stati sfollati. Tra questi, 13.671 civili sono tornati in alcuni villaggi e città nelle campagne di Idlib, approfittando dei brevi periodi di relativa calma.

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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