HRW, Nigeria: bambini sospettati di legami con Boko Haram detenuti “in condizioni orribili”

Pubblicato il 11 settembre 2019 alle 12:42 in Africa Nigeria

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’organizzazione umanitaria Human Rights Watch ha condannato duramente le “condizioni inumane e degradanti” in cui sono tenuti migliaia di bambini nigeriani accusati di associazione con l’organizzazione terroristica di Boko Haram e ha invitato le autorità a disporre il loro “rilascio immediato”. In un report pubblicato martedì 10 settembre, l’ONG ha reso noto che in Nigeria diversi minori sono trattenuti dall’esercito in baracche militari senza aver ricevuto un equo processo e senza contatti con il mondo esterno. “I bambini sono tenuti in condizioni orribili da anni, con poche o nessuna prova del loro coinvolgimento con Boko Haram, e senza nemmeno essere portati in tribunale”, ha dichiarato Jo Becker, direttore per la difesa dei diritti dei bambini presso Human Rights Watch e uno degli autori del rapporto. “Molti di questi bambini sono già turbati per essere sopravvissuti agli attacchi di Boko Haram. Il trattamento crudele delle autorità aumenta le loro sofferenze e li rende ulteriormente vittime della situazione”, ha chiarito Becker.

L’esercito nigeriano ha negato le accuse avanzate da Human Rights Watch e ha dichiarato che “le supposizioni dell’organizzazione non solo sono false ma anche pericolose per la buona riuscita degli sforzi congiunti che le Forze armate e le altre agenzie di sicurezza stanno portando avanti per difendere il Nord Est della Nigeria”.

Nel suo report di 50 pagine, l’ONG specifica che l’esercito nigeriano ha trattenuto in strutture di detenzione circa 3.600 bambini, tra marzo 2013 e marzo 2019. Ad oggi, almeno 2.200 sono stati rilasciati. “Secondo i dati delle Nazioni Unite, il numero di bambini detenuti nel 2018 è diminuito in modo significativo, ma le autorità nigeriane hanno costantemente negato agli operatori dell’ONU l’accesso alle strutture di detenzione militare per verificare il numero effettivo dei detenuti”, ha detto HRW, aggiungendo che non è ancora chiaro il numero dei bambini attualmente in detenzione.

Il rapporto del gruppo si basa su 32 interviste a bambini e ragazzi (25 maschi e 7 femmine) che erano stati trattenuti dalle autorità per sospetti legami con l’organizzazione di Boko Haram. I minori intervistati hanno riportato le condizioni degradanti in cui erano costretti a vivere, con celle di circa 10 metri per 10 popolate da almeno 300 persone. La metà dei ragazzi ha dichiarato di aver visto i corpi morti degli altri detenuti, mentre alcuni hanno riferito di aver sofferto costantemente la fame e la sete. “Dovevamo dormire in una sola posizione, non ci hanno permesso di muoverci”, ha rivelato Ibrahim, che ora ha 10 anni. “Se provavamo a muoverci e al mattino venivamo scoperti, ci prendevano e ci picchiavano duramente, fino a quando non ti facevano tornare di nuovo nella stessa posizione”. Una ragazza, Khadija, che ora ha 14 anni, ha dichiarato: “Era una sofferenza profonda. L’esercito non si è preso cura di noi e continuava a picchiarci. Avevamo i pidocchi in testa, nel nostro corpo, tutti i nostri vestiti erano pieni di pidocchi”.

Nella loro dichiarazione, tuttavia, i militari hanno specificato che “trattano i bambini delle regioni nord-orientali come vittime della guerra e non come sospetti”. “I minori arrestati vengono tenuti in luoghi protetti, dove vengono adeguatamente nutriti, profilati e de-radicalizzati prima del loro rilascio”, si legge.

Secondo Human Rights Watch, invece, i bambini soffrirebbero lo stigma sociale di essere associati ai terroristi di Boko Haram, anche senza legami accertati. “Quando le autorità militari nigeriane prendono in custodia i bambini, dovrebbero trasferirli rapidamente alle autorità civili di protezione dei minori”, ha riferito Jo Becker al quotidiano Al Jazeera. “I minori dovrebbero essere detenuti solo su base molto eccezionale, se ci sono prove chiare ed evidenti di un reato. In tali casi, dovrebbero essere trattati in conformità con gli standard internazionali di giustizia minorile”, ha aggiunto. Human Rights Watch ha anche invitato la Nigeria a firmare e attuare un protocollo delle Nazioni Unite che assicuri il trasferimento dei bambini arrestati dai militari alle autorità per la riabilitazione, il ricongiungimento familiare e il reinserimento.

Boko Haram, in arabo “L’educazione occidentale è proibita”, è un gruppo fondamentalista nigeriano che, da quando ha avviato le proprie offensive, nel 2009, ha ucciso più di 37.000 persone e ha costretto circa 2,6 milioni di cittadini ad abbandonare le proprie case. La rivolta, cominciata nel Nord-Est della Nigeria, si è allargata fino a coinvolgere, Camerun, Niger e Ciad, causando una grave crisi umanitaria in tutta la regione. Il gruppo mira a stabilire uno Stato islamico nel Paese, fondato sulla rigorosa interpretazione della Sharia. Solamente nei primi 6 mesi del 2018, 37 bambini, per la maggioranza di sesso femminile, sono stati usati come “bombe umane” per colpire i civili. Nello stesso periodo, 349 minori sono stati uccisi o mutilati e altri 140 sono stati rapiti. Già a ottobre 2018, la rappresentante speciale delle Nazioni Uniti per i Bambini e i Conflitti Armati, Virginia Gamba, aveva espresso la sua preoccupazione per la situazione di alcuni minori detenuti dalle autorità per la presunta associazione, da parte loro o dei loro genitori, con gruppi armati non statali. La funzionaria ha richiesto al governo nigeriano di considerare questi bambini come vittime, oltre alla loro consegna alle cure di civili “senza indugi”.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.