Giappone: il rimpasto e il nuovo governo di Shinzo Abe

Pubblicato il 11 settembre 2019 alle 10:32 in Asia Giappone

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Il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, ha nominato i nuovi ministri degli Esteri, della Difesa e dell’Ambiente, in un rimpasto di governo che ha alimentato le speculazioni sul futuro del premier. 

Abe ha nominato Toshimitsu Motegi come nuovo ministro degli Esteri, in sostituzione di Kono Taro, che si trasferisce alla Difesa. Shinjiro Koizumi, il 38enne figlio dell’amato primo ministro Junichiro Koizumi, è stato nominato ministro dell’Ambiente. Il giovane è già noto in Giappone e largamente apprezzato e seguito dai media. Koizumi è stato al centro della cronaca per il suo recente matrimonio con la conduttrice televisiva Christel Takigawa, che è stato annunciato nell’ufficio del primo ministro. Koizumi è anche il terzo ministro più giovane nominato al governo giapponese dalla fine della seconda guerra mondiale, in un Paese in cui l’anzianità è solitamente ritenuta una caratteristica necessaria all’attività politica. Il ministro dell’Ambiente dovrà effettuare un attento esame delle politiche energetiche giapponesi e non è chiaro se romperà con la posizione anti-nucleare di suo padre.

Il nuovo ministro degli Esteri giapponese è Toshimitsu Motegi, che è stato promosso come ricompensa per il suo lavoro nel negoziare un accordo commerciale con gli Stati Uniti. Il ministro degli Esteri uscente, Taro Kono, è stato spostato a capo del ministero della Difesa, in una mossa vista come un rafforzamento della linea dura di Tokyo verso la Corea del Sud, in un momento di peggioramento dei legami tra i due vicini. Motegi, 63 anni, è un veterano della politica, istruito ad Harvard, che ha lavorato come consulente della McKinsey prima di vincere un seggio alla Camera bassa, nel 1993. Abe ha mantenuto il fidato socio Taro Aso come vice primo ministro e ministro delle Finanze, nonché Yoshihide Suga come segretario capo di gabinetto. 

Anche il segretario generale del Partito Democratico Liberale (LDP), Toshihiro Nikai, ha mantenuto la propria carica. L’uomo ha importanti contatti in Cina, ed è una figura molto rilevante ora che il Giappone si prepara per una visita di Stato a Pechino, chiesta dal presidente cinese e prevista per il 2020. Tra le altre figure chiave del governo ci sono l’ex pattinatrice olimpica, Seiko Hashimoto, che è diventata l’ultima di una serie di ministri che si sono susseguiti prima dei Giochi Olimpici estivi del 2020. Hashimoto è una delle sole due donne nel gabinetto, formato da 19 membri, nonostante il tanto acclamato programma di “womenomics” di Abe. Il suo precedente gabinetto comprendeva solo una donna. L’altra donna è il ministro degli Interni, Sanae Takaichi, considerata una nazionalista di estrema destra. 

Abe stesso è destinato a diventare il primo ministro più longevo del Giappone a novembre, ma si prevede che si dimetterà a seguito delle elezioni del capo del Partito Democratico Liberale (LDP) nel 2021. Intanto, il governo giapponese è pronto ad aumentare le tasse sui consumi dall’8% al 10%, il 1° ottobre, nonostante i timori che ciò rischi di frenare la terza più grande economia del mondo. Abe ha anche espresso la speranza di riuscire a modificare la costituzione giapponese, redatta del dopoguerra, per cambiare lo status delle forze armate del Paese, che al momento sono limitate al ruolo di autodifesa.

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

 

di Redazione

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