Corea del Nord testa una piattaforma missilistica per i lanci multipli

Pubblicato il 11 settembre 2019 alle 17:01 in Asia Corea del Nord USA e Canada

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Il leader nordcoreano, Kim Jong-un ha supervisionato i test di un grande lanciarazzi multiplo, secondo quanto riferito, l’11 settembre, dall’emittente statale KCNA.

Kim Jong-un, che aveva già seguito i precedenti test dello stesso lanciarazzi multiplo in precedenza, ha affermato che le sue capacità sono state “finalmente verificate in termini di operatività in combattimento” e ciò che resta da fare è un “test antincendio in esecuzione”. Tali dichiarazioni sono state riportate dalla KCNA, che non fornisce ulteriori indicazioni su cosa comporterebbe tale test. Kim ha ordinato ai propri servizi di sicurezza di mantenere “costantemente” la difesa nazionale all’avanguardia. Tra i funzionari erano incluse personalità di alto livello, come sua sorella Kim Yo Jong. Il test bellico arriva poche ore dopo che Pyongyang si era mostrata favorevole a riprendere i colloqui sul nucleare con gli Stati Uniti. La richiesta di nuovi incontri con Washington, unita ai test missilistici, miravano apparentemente a esercitare pressione sugli Stati Uniti, secondo quanto riferisce il quotidiano Al-Jazeera English. 

Nel 2017, la Corea del Nord ha eseguito una serie di test missilistici nucleari che hanno fatto crescere la preoccupazione a livello internazionale. Il 4 e il 28 luglio 2017, Pyongyang aveva lanciato i suoi primi due missili balistici intercontinentali, il 3 settembre, aveva sperimentato una bomba all’idrogeno e, il 29 novembre, aveva dichiarato di aver miniaturizzato i suoi dispositivi militari, per renderli idonei a lanciare un missile nucleare contro gli Stati Uniti. Per tentare di fermare tale sviluppo, le Nazioni Unite e gli Stati Uniti avevano più volte imposto una serie di sanzioni sempre più restrittive su Pyongyang, limitandone le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, fra i quali quello del petrolio, tentando così di convincere le autorità del Paese a sedersi al tavolo delle trattative. Kim Jong-un, nel suo discorso di fine anno del 2017, aveva comunicato il suo desiderio di vedere gli atleti nordcoreani prendere parte alle Olimpiadi Invernali di febbraio 2018 in Corea del Sud, dando il via, in questo modo, all’apertura del dialogo con Seoul e, più tardi, con gli Stati Uniti. 

Lo storico summit tra il leader nordcoreano, Kim Jong-un, e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si è poi verificato il 12 giugno 2018 a Singapore. L’incontro si era concluso con una promessa reciproca di collaborazione al fine di smantellare il programma nucleare della potenza asiatica, sospendere il regime sanzionatorio e cominciare un processo di pace nella regione. Tuttavia, i progressi da allora sono stati irregolari. In occasione del secondo incontro tra i due vertici, avvenuto il 28 febbraio dell’anno successivo, a Hanoi, i colloqui tra le due parti erano crollati inaspettatamente a causa di un disaccordo sulle sanzioni economiche. Trump e Kim, accompagnati dalle rispettive delegazioni avevano lasciato il loro sito di incontro nella capitale del Vietnam senza sedersi per un pranzo programmato o partecipare a una cerimonia di firma. Le sanzioni e il ritiro del personale nordcoreano sono stati visti come una battuta d’arresto nella distensione del clima regionale. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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