Canada invia una nave da guerra nello stretto di Taiwan

Pubblicato il 11 settembre 2019 alle 17:28 in Cina Taiwan USA e Canada

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Il Canada ha inviato una nave da guerra nello stretto di Taiwan, in una mossa che rischia di minare ulteriormente i rapporti tra Pechino e Ottawa. 

Il governo canadese ha dichiarato che la fregata HMCS Ottawa è passata attraverso lo stretto di Taiwan il 9 e il 10 settembre. “Questa rotta è stata scelta in quanto rappresenta la via più diretta per il monitoraggio delle attività nel Nord-Est asiatico e gli impegni nel Sud-Est asiatico”, secondo quanto riferito dal Dipartimento della Difesa nazionale canadese. “La Royal Canadian Navy non conduce le cosiddette operazioni di “libera navigazione” volte a contestare le rivendicazioni territoriali di altre nazioni e il transito della nave è stato condotto in conformità con il diritto internazionale, inclusa la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare”, ha aggiunto, riferendosi alle iniziative per la libera navigazione portate avanti dagli Stati Uniti. 

Il 6 aprile, Pechino ha fortemente condannato il passaggio di una nave militare francese attraverso lo stretto che separa Taiwan dalla Cina. A giugno, altre due navi canadesi avevano navigato attraverso lo stesso canale. Anche in tale occasione, Ottawa ha negato che il Canada stesse cercando sostenere qualsiasi tipo di posizione politica. Il ministero della Difesa di Taiwan ha dichiarato che l’ultima nave ha attraversato lo stretto in direzione Sud ed è stata monitorata per tutto il tragitto dalle forze armate di Taipei. A Pechino, invece, la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying, ha affermato: “Non so quale sia lo scopo della controparte canadese nel cercare di fare un annuncio di così alto profilo sul proprio passaggio”. “Speriamo che il Canada intraprenda azioni pratiche per dimostrare che rispetta la sovranità e la sicurezza della Cina”, ha aggiunto. 

La mossa canadese arriva in un momento particolarmente teso tra i due Paesi. La crisi tra Canada e Cina è scoppiata a dicembre del 2018, quando Pechino ha arrestato 2 cittadini canadesi, un ex diplomatico, Michael Kovrig, e un imprenditore, Michael Spavor, con l’accusa di spionaggio. Tali arresti sono avvenuti in risposta alla presa in custodia da parte di Ottawa della direttrice finanziaria di Huawei, Meng Wanzhou, avvenuta il 1° dicembre, per via di un mandato di arresto internazionale emesso dagli Stati Uniti. Poco dopo, la Cina ha arrestato ulteriori 2 cittadini canadesi, condannandoli a morte, con l’accusa di traffico di stupefacenti. Il 5 settembre, il primo ministro canadese, Justin Trudeau, ha ribadito la posizione del proprio governo, secondo cui la detenzione cinese dei cittadini canadesi era inaccettabile. “L’uso della detenzione arbitraria come strumento per raggiungere obiettivi politici – internazionali o nazionali – è qualcosa che preoccupa non solo il Canada, ma i nostri alleati”, ha dichiarato il premier.

A quel punto, il Canada ha chiesto la collaborazione degli Stati Uniti per ottenere il rilascio dei due diplomatici. Trudeau e Trump hanno avuto un colloquio telefonico, il 9 maggio, in cui il presidente USA ha assicurato al premier canadese che ne avrebbe discusso con il presidente cinese, Xi Jinping, in occasione del G20 di giugno. Tuttavia, non sono emersi sviluppi in merito, e il portavoce del Ministero degli Affari Esteri cinese, Geng Shuang, aveva commentato la vicenda dicendo di sperare che “il Canada non fosse troppo ingenuo nel pensare che chiedere ai cosiddetti alleati di porre pressioni alla Cina potesse funzionare”. Tuttavia, giovedì 4 luglio, l’ambasciatore statunitense Kelly Craft aveva confermato che il presidente USA aveva affrontato la questione in occasione del suo incontro con Xi Jinping in Giappone. In tale situazione, la Cina ha quasi azzerato le importazioni di prodotti canadesi. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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