Camerun: presidente annuncia dialogo nazionale per risolvere la crisi tra governo e separatisti

Pubblicato il 11 settembre 2019 alle 15:10 in Africa Camerun

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Il presidente del Camerun, Paul Biya, ha annunciato con un’inaspettata dichiarazione pubblica, che organizzerà, alla fine del mese, una storica sessione di negoziati per favorire il dialogo nazionale e risolvere la crisi separatista nelle regioni anglofone del Paese. I colloqui, che saranno presieduti dal primo ministro Joseph Ngute, riuniranno diversi rappresentanti delle parti e verteranno sulla ricerca di soluzioni per porre fine alle violenze e arrestare il conflitto in corso. Il premier, nominato nell’aprile di quest’anno, proviene dalla regione anglofona del Sud-Ovest.

Durante il suo discorso, martedì 10 settembre, il presidente Biya ha chiesto ai separatisti di arrendersi e ha garantito che tutte le questioni saranno affrontate durante l’incontro per il dialogo nazionale. “Il dialogo riunirà tutti i figli e le figlie del nostro amato e bellissimo paese, il Camerun, per riflettere sui valori che ci sono cari, vale a dire: pace, sicurezza, unità nazionale e progresso”, ha affermato Biya. Tuttavia, non è ancora chiaro se i rappresentanti del movimento separatista saranno invitati a partecipare ai negoziati. A giugno, l’ONG Human Rights Watch aveva ammesso che le prospettive di risoluzione del conflitto tra governo e separatisti sarebbero state scarse.

La popolazione del Camerun ha reagito in maniera piuttosto discordante all’annuncio pubblico, trasmesso sulla televisione di Stato. “Finalmente il presidente riconosce che i problemi politici possono essere risolti solo fornendo soluzioni politiche e non militari o giudiziarie”, ha detto Robert Wafo, responsabile delle comunicazioni con il partito dell’opposizione, il Fronte Socialdemocratico (SDF). “Liberi le persone che sono in prigione se vuole parlare di dialogo. Quando le persone sono in prigione, con chi si aspetta che parleremo? Ciò che dice non sembra niente di buono”, ha riferito da parte sua un venditore locale, Séraphin Temgwa, intervistato dal quotidiano Africanews. Lo scorso mese, il leader dei separatisti Julius Sisiku Ayuk Tabe è stato condannato all’ergastolo insieme ad altri 9 seguaci. Tuttavia, diversi camerunensi si aspettano che il presidente conferisca l’amnistia agli oppositori popolo attualmente detenuti come simbolo di riunificazione e di pace.

Nel 2016, in Camerun si verificarono alcuni movimenti pacifici di protesta, guidati da insegnanti e avvocati, contro l’emarginazione della minoranza anglofona attuata da parte del governo del Paese, a maggioranza francofona. Tuttavia, tali manifestazioni si sono trasformate in conflitti armati, che sono stati aggressivamente repressi dalle forze governative. Da quando le regioni anglofone, situate a Nord-Ovest e Sud-Ovest, hanno cominciato a battersi, nel novembre 2016, il numero delle forze di sicurezza e gli interventi militari per fronteggiare la crisi sono aumentati, secondo i dati di Amnesty International. Nel corso dei due anni passati, più di 25 soldati sono morti in una serie di raid per cercare di ottenere l’indipendenza. Migliaia di camerunensi sono fuggiti dal Paese, rifugiandosi nella vicina Nigeria. Gli Stati Uniti e i gruppi per i diritti umani hanno accusato il governo di Yaoundè di aver raso al suolo interi villaggi e di aver perpetrato uccisioni mirate nelle regioni anglofone del Paese, ma le autorità hanno negato.

Le tensioni nel Paese si sono aggravate quando, il primo ottobre 2017, i separatisti hanno proclamato l’indipendenza dell’Ambazonia, conosciuta anche come Camerun britannico del Sud, e creato un governo provvisorio, osteggiato dal presidente Biya. Nonostante alcuni tentativi di mediazione tra il governo e i gruppi secessionisti, nessuna azione concreta è stata ancora intrapresa. Da allora, sono state uccise almeno 1.800 persone, mentre circa 500.000 cittadini sono stati costretti ad abbandonare le proprie case.  

Le radici della divisione linguistica nello Stato africano risalgono alla fine della Prima Guerra Mondiale, quando la Società delle Nazioni decise di spartire il Camerun, ex colonia tedesca, tra i vincitori inglesi e francesi. Quando la Repubblica del Camerun ottenne l’indipendenza dalla Francia nel 1960, il Camerun del sud, sotto la dominazione inglese, si unì ad essa. Tuttavia, le politiche delle autorità centrali hanno sempre pesato sulla minoranza anglofona, che costituisce circa il 20% della popolazione e si sente emarginata culturalmente ed economicamente.

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Chiara Gentili

di Redazione

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