Afghanistan: aumentano gli scontri tra talebani e forze di sicurezza

Pubblicato il 11 settembre 2019 alle 15:52 in Afghanistan USA e Canada

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Gli scontri tra talebani e forze di sicurezza afghane sono aumentati in diverse aree del Nord del Paese, a seguito del fallimento dei colloqui tra gli Stati Uniti e i talebani per il ritiro delle truppe statunitensi.

La notizia è stata riferita da alcuni funzionari locali, che hanno affermato che i combattimenti erano in corso in almeno 10 province. Le regioni più colpite sono quelle settentrionali di Takhar, Baghlan, Kunduz e Badakhshan, dove i talebani hanno esercitato pressioni sulle forze di sicurezza per settimane. Mercoledì 11 settembre, le autorità afghane hanno ripreso il controllo nel distretto del Koran-Wa-Monjan, nella regione del Badakhshan, secondo quanto ha dichiarato il Ministero della Difesa in una nota. Il distretto si trovava in mano ai talebani da luglio e aveva offerto ai militanti importanti introiti derivanti dalle sue ricche riserve minerarie. In tale area si estrae la celebre pietra di lapislazzuli blu. 

Nella provincia di Baghlan, la cui capitale è Pul-e Khumri, le forze di sicurezza hanno parzialmente sgombrato l’autostrada principale che collega il Nord con la capitale Kabul. L’arteria stradale era stata bloccata a seguito di altri scontri. Nella vicina provincia di Takhar, invece, i funzionari locali hanno riferito che le forze governative si sono ritirate dai distretti di Yangi Qala e Darqad, mentre i combattimenti continuavano nel distretto di Khawja Ghar e Ishkamesh. “È un ritiro tattico per evitare vittime civili nell’area. Abbiamo nuove forze e presto i distretti verranno riconquistati ”, ha dichiarato Jawad Hejri, portavoce del governatore provinciale di Takhar.

Gli ultimi combattimenti fanno parte di un’attesa escalation di violenza a seguito della brusca cancellazione dei colloqui con i talebani, da parte del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. I funzionari della sicurezza afghani hanno affermato che l’intensità dei combattimenti nel Nord dell’Afghanistan è dovuta anche al periodo dell’anno: i militanti effettuano un numero maggiore di offensive nel mese di settembre, prima che il clima invernale limiti le operazioni nel Nord del Paese, prevalentemente montuoso. Inoltre, almeno 7 civili sono morti in un attacco aereo condotto dal commando USA e afgano, lunedì 9 settembre, nel distretto di Sayed Abad, nella provincia centrale di Maidan Wardak. I talebani in una dichiarazione hanno condannato l’attacco e hanno sottolineato che 9 civili, che erano in viaggio per recarsi ad una festa di matrimonio, sarebbero rimasti uccisi nell’attacco, effettuato con il supporto di droni armati. Non ci sono state conferme da parte di funzionari statunitensi e della NATO. 

L’Afghanistan è, da decenni, caratterizzato da profonda instabilità. Come evidenziato dal presidente, Ashraf Ghani, in occasione della cerimonia del centenario dall’Indipendenza del Paese dal Regno Unito, che si è tenuta il 19 agosto scorso, al momento l’Afganistan si trova a dover affrontare due principali minacce. La prima vede come protagonisti i militanti dell’ISIS, mentre la seconda i talebani. Questi ultimi si sono affermati come gruppo dominante del Paese dopo il crollo dell’Unione Sovietica e, dalla fine di una guerra civile tra diversi gruppi locali, nel 1996, hanno governato gran parte dell’Afghanistan. Dopo essere stati decimati dagli americani, a seguito dell’invasione del 2001 e dell’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per riprendere il controllo del governo.     

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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