Trump: i negoziati USA con i talebani sono “morti”

Pubblicato il 10 settembre 2019 alle 9:25 in Afghanistan USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che i colloqui con i talebani sono stati cancellati, ma Washington sta ancora valutando il ritiro delle truppe dal Paese.

“I colloqui sono morti. Sono finiti”, ha dichiarato Trump ai giornalisti, lunedì 9 settembre, mentre lasciava la Casa Bianca. I mesi di negoziati statunitensi con i leader dei talebani, che controllano gran parte dell’Afghanistan, si sono conclusi sabato 7 dicembre, quando Trump ha improvvisamente annunciato che avrebbe annullato le riunioni programmate a Camp David tra i militanti islamisti e il presidente afghano, Ashraf Ghani. I colloqui miravano a garantire un accordo di pace per porre fine a quasi 20 anni di presenza statunitense in Afghanistan. Annunciando la cancellazione degli incontri, Trump ha citato l’attentato talebano a Kabul del 5 settembre, in cui 12 persone, tra cui un soldato americano, sono state uccise.

Trump aveva già sospeso le negoziazioni, domenica 8 settembre. Tuttavia, non era chiaro se questa fosse una misura temporanea o meno. Le parole del presidente USA di lunedì 9 settembre suggeriscono che la decisione sia definitiva. Da parte loro, i leader talebani hanno sottolineato che la cancellazione dei colloqui “porterebbe a maggiori perdite per gli Stati Uniti”, “danneggerebbe la loro credibilità” e “mostrerà la loro posizione anti-pace in modo più chiaro”. I militanti hanno anche comunicato che la loro lotta “continuerà fino a quando l’occupazione straniera non sarà terminata e agli afgani verrà data la possibilità di vivere secondo le proprie scelte”. Nel governo afghano si prova, invece, a rassicurare la popolazione. Il 9 settembre, il presidente Ashraf Ghani ha rinnovato la sua richiesta di pace e ha affermato che questa non può essere incondizionata, ma è necessario partire da un cessate il fuoco. 

Nonostante la situazione, il principale negoziatore americano per la pace in Afghanistan, Zalmay Khalilzad, ha dichiarato le truppe statunitensi potrebbero lasciare 5 basi militari in Afghanistan entro 135 giorni dalla firma dell’accordo. Mercoledì 4 settembre, il governo afghano aveva espresso alcuni dubbi sulla possibile intesa, affermando che i funzionari hanno bisogno di maggiori informazioni sui rischi che questo comporterebbe. Al momento, ci sono circa 14.000 truppe statunitensi in Afghanistan, dispiegate in varie basi in tutto il Paese. Khalilzad dovrebbe incontrare i funzionari afgani e della NATO per spiegare il progetto di accordo, che dovrà, tuttavia, essere approvato dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, prima che possa essere firmato.

La situazione in Afghanistan è caratterizzata da una profonda instabilità. Alcuni credevano che un accordo tra talebani e Stati Uniti potesse garantire un miglioramento, nonostante le continue violenze. Tuttavia, Donald Trump aveva dichiarato che l’esercito USA sarebbe rimasto in Afganistan, il 29 agosto, almeno con il suo intelligence. La decisione giungeva, probabilmente, in risposta a quanto rivelato dai talebani, lunedì 26 agosto, quando questi avevano dichiarato che il raggiungimento di un accordo con gli Stati Uniti non avrebbe fermato l’insorgenza dei militanti contro il governo dell’Afghanistan, sostenuto da Washington, ma che al contrario i talebani avrebbero continuato “la loro lotta contro il governo afghano, per rovesciarlo e assumere il potere con la forza”.  

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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