Stati Uniti: Trump licenzia il suo terzo consulente per la sicurezza

Pubblicato il 10 settembre 2019 alle 19:21 in Asia Medio Oriente USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato che John Bolton non sarà più il consulente sulla sicurezza nazionale della Casa Bianca. Il capo della Casa Bianca ha altresì reso noto di aver intenzione di nominare un nuovo Consigliere sulla sicurezza nazionale nel corso della prossima settimana.

La decisione, ufficializzata dal presidente tramite il suo profilo Twitter, deriva dal “forte disaccordo” tra Trump e Bolton su molte indicazioni dell’ormai ex consulente della Casa Bianca, motivo per cui Trump ha chiesto, nella serata di lunedì 9 settembre, a Bolton di rassegnare le sue dimissioni”, le quali sono state consegnate al presidente nella mattina di martedì.

In particolare, tra Trump e Bolton vi erano numerose divergenze in merito a come affrontare le principali sfide in materia di politica estera, soprattutto in riferimento alla situazione in Iran, Corea del Nord e Afghanistan. Secondo quanto evidenziato dal NY Times, l’abbandono di Bolton giunge proprio nel momento in cui Trump cerca di portare avanti nei confronti di due dei principali nemici degli Stati Uniti, ovvero Iran e Corea del Nord, un’azione di apertura, la quale ha dovuto scontrarsi con alcuni oppositori interni all’amministrazione, tra i quali compariva Bolton, secondo cui Pyongyang e Teheran sono profondamente inaffidabili.

L’azione di apertura di Trump trova riscontro nelle sue ultime dichiarazioni. Per quanto concerne la Corea del Nord, stando a quanto ricostruito dal NY Times, il capo della Casa Bianca continua ad avvicinarsi a Kim Jong-Un nonostante il rifiuto del leader nordcoreano di abbandonare il suo programma sul nucleare e nonostante i recenti test missilistici a corto raggio effettuati da Pyongyang. Per quanto riguarda l’Iran, invece, Trump ha recentemente dichiarato di essere disponibile a incontrare, in presenza delle giuste condizioni, il presidente iraniano, Hassan Rouhani, il quale tuttavia non ha accettato la proposta del capo di Stato americano.

Per quanto riguarda invece l’Afghanistan, la CNN sostiene che la scelta di Trump derivi in realtà dai report in possesso del Capo della Casa Bianca in merito alle critiche di Bolton sulla decisione del presidente di annullare le riunioni programmate a Camp David tra i militanti islamisti e il presidente afghano, Ashraf Ghani. I colloqui miravano a garantire un accordo di pace per porre fine a quasi 20 anni di presenza statunitense in Afghanistan. Annunciando la cancellazione degli incontri, Trump aveva citato l’attentato talebano a Kabul del 5 settembre, in cui 12 persone, tra cui un soldato americano, sono state uccise.

In aggiunta alle diverse opinioni, le relazioni tra Trump e Bolton si erano inasprite a giugno 2019, dopo che Trump aveva annullato un bombardamento contro l’Iran inizialmente programmato in seguito all’abbattimento di un drone militare statunitense effettuato dai Guardiani della Rivoluzione Islamica. Contrariamente rispetto a Trump, Bolton approvava il bombardamento aereo.

Parallelamente, i due avevano discusso dopo che Trump aveva annunciato, sempre nel mese di giugno 2019, un incontro inaspettato con Kim Jong Un nella zona demilitarizzata. Bolton aveva più volte criticato pubblicamente i test missilistici della Corea del Nord e in seguito all’annuncio dell’incontro improvviso con il leader di Pyongyang, il consigliere sulla sicurezza degli Stati Uniti aveva deciso di non accompagnare il suo presidente in Corea del Nord. Precedentemente, nel mese di maggio, Bolton aveva ripetutamente sostenuto che i test missilistici nordcoreani rappresentassero una violazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite. Al contrario, Trump aveva ridimensionato le preoccupazioni del suo consulente, al fine di preservare le relazioni con il leader nordcoreano.

Per i suoi sostenitori, Bolton svolgeva una funzione di controllo su quella che era percepita la “diplomazia ingenua” di Trump, essendo percepito quale persona realista e dalle chiare vedute in grado di trattenere un presidente privo di esperienza nel campo degli Affari Esteri. Ma dall’altra parte, Trump ha più volte reso noto di ritenere che Bolton volesse trascinare gli Stati Uniti in una nuova guerra.

La spaccatura tra il presidente e il suo consulente in materia di sicurezza, però. secondo quanto affermato dal NY Times, dipende da tratti caratteriali quanto politici. Il suo nucleo riflette, in realtà, una profonda differenze filosofica che ha caratterizzato la presidenza di Trump. Da un lato, un presidente che sin dal suo primo giorno è stato profondamente scettico in merito alle operazioni militari condotte oltreoceano dalle Forze armate americane e ha promesso agli elettori di porre fine ai conflitti in atto. Dall’altro lato, invece, i promotori, come Bolton, dell’uso della forza degli Stati Uniti per difendere gli interessi nazionali.

Bolton era stato nominato nella primavera del 2018, in seguito alle dimissioni di Michael T. Flynn, il quale aveva rinunciato al proprio incarico dopo soli 24 giorni, e del suo successore, il generale H. R. McMaster, il quale era stato allontanato da Trump per via del forte disaccordo tra i due.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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