Stati Uniti: “Aiuteremo Kiev a non essere vulnerabile alle minacce della Russia”, intanto Polonia vince ricorso in UE

Pubblicato il 10 settembre 2019 alle 19:59 in Polonia USA e Canada Ucraina

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Il Dipartimento per le Politiche energetiche degli Stati Uniti ha annunciato di voler inviare una delegazione di esperti in Ucraina al fine di studiare un piano di azione che soddisfi i bisogni energetici di Kiev per il prossimo inverno.

La decisione, secondo quanto annunciato dall’ambasciata americana in Ucraina, si pone come dimostrazione dell’impegno di Washington nel garantire la sicurezza energetica di Kiev e nel rispondere alle richieste del presidente ucraino, Volodymyr Zelenskiy, il quale aveva ricercato il supporto degli Stati Uniti nella realizzazione del piano di azione.

La delegazione americana “si accerterà che l’amministrazione di Zelenskiy e il governo ucraino siano ben forniti al fine di assicurare che l’Ucraina non sia più vulnerabile alle minacce della Russia in merito all’interruzione della fornitura energetica”.

Ciò sarà reso possibile grazie al lavoro che verrà svolto “fianco a fianco dalla delegazione americana con gli esperti ucraini per identificare le interdipendenze tra la generazione, la trasmissione e la distribuzione dell’energia in ogni settore” e al tempo stesso “fornire un quadro di riferimento per migliorare una risposta coordinata alle carenze energetiche”.

L’annuncio del Dipartimento per le Politiche energetiche degli Stati Uniti giunge dopo che, il 6 settembre, Zelenskiy aveva incontrato due senatori americani, Chris Murphy e Ron Johnson, uno democratico, l’altro repubblicano, entrambi membri della commissione del Congresso sull’Ucraina, la quale si occupa di “rafforzare le relazioni politiche, militari, economiche e culturali” tra Washington e Kiev. Nel corso dell’incontro, i tre avevano avuto modo di discutere di temi bilaterali, ma ad aver catturato l’attenzione di ambo le parti è stato il tema sulla cooperazione in materia energetica, inclusa la diversificazione dell’offerta e la fornitura di energia da parte degli Stati Uniti.

In tale settore, l’Ucraina è, insieme alla Polonia, tra i firmatari di un patto tripartito con gli Stati Uniti in merito alla fornitura da parte di Washington di gas naturale liquefatto. L’accordo si pone in contrasto al progetto Nord Stream 2, realizzato dalla Russia, il quale prevede la costruzione di un gasdotto che non attraversa né la Polonia, né nessuno Stato baltico, né la Bielorussia o l’Ucraina, facendo sì che questi Paesi perdano gli eventuali diritti di transito, e al tempo stesso non possano sfruttare il percorso per sospendere le forniture di gas all’Europa occidentale per far pressione sui negoziati con la Russia.

Intanto la Polonia ha vinto il ricorso presentato alla Corte di giustizia dell’Unione Europea in merito alla decisione adottata dalla Commissione nel 2016, in base alla quale la Russia poteva usufruire di un tratto inutilizzato del gasdotto tedesco OPAL, Ostsee-Pipeline-Anbindungsleitung, il quale si trova ai confini orientali della Germania. Tale decisione consentiva di fatto a Mosca di collegare in esclusiva tale tratto del gasdotto al già esistente tratto russo Nord Stream, il quale collega la Russia al gasdotto OPAL passando a Nord dei Paesi Baltici. La concessione fatta alla Russia rappresentava, secondo il ricorso accolto dalla Corte, un “privilegio” per Mosca che in virtù di quanto deciso dalla Corte di Giustizia dovrà ora consentire anche ad altri fornitori di gas di utilizzare il gasdotto secondo “le norme europee vigenti” al fine di assicurare l’accesso indiscriminato a tutte le compagnie del settore del gas.

Il tema dell’indipendenza energetica della Polonia dalla Russia era stato al centro del vertice, avvenuto il 3 settembre, tra il vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence, e il presidente polacco, Andrzej Duda. Durante l’incontro, Pence aveva consigliato di porre attenzione sull’interferenza dei russi nel processo elettorale e sul raggiungimento dell’indipendenza energetica dalla Russia che, secondo quanto annunciato dal vicepresidente, “tenta di dividere l’alleanza tra Polonia e Stati Uniti, soprattutto con le sue riserve di petrolio e di gas”.

Nel frattempo, il presidente americano ha dichiarato di essere disponibile a partecipare al dialogo sulla crisi ucraina nel formato Normandia qualora i partecipanti ne avvertano il bisogno. Il formato Normandia o quartetto Normandia è composto da Russia, Ucraina, Francia e Germania e si occupa della crisi in Ucraina orientale, dove le forze del governo centrale di Kiev affrontano le repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk supportate dalla Russia. Le parole di Trump giungono, però, in un momento delicato. Da un lato, il vicepresidente americano aveva sottolineato che Washington continua a sostenere le rivendicazioni da parte di Kiev sulla Crimea. Dall’altro, Trump aveva annunciato, martedì 20 agosto, che “sarebbe appropriato” reinserire la Russia nel G7 e che l’esclusione di Mosca era dipesa dalla volontà del suo predecessore democratico, Barack Obama. Il 30 agosto, inoltre, Trump aveva annunciato di aver preso in considerazione l’arresto del piano che prevede l’invio di 250 milioni di dollari di aiuti militari all’Ucraina, quale parte del programma di aiuti economici avviato nel 2014 a seguito dell’annessione da parte della Russia della Crimea.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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