Siria: riprendono gli attacchi nel Nord-Ovest

Pubblicato il 10 settembre 2019 alle 12:11 in Medio Oriente Siria

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Aerei da guerra del regime siriano hanno condotto due attacchi contro la collina di Al-Kabina, nell’area rurale di Latakia, situata nel Nord-Ovest della Siria. Tali attacchi giungono in violazione del cessate il fuoco dichiarato precedentemente dalla Russia.  

Secondo fonti locali, si è trattato di aerei che hanno sferrato missili ad alto potenziale esplosivo. Tuttavia, è stato specificato che è stato il primo attacco da parte del regime, coadiuvato dalle forze russe, verso tale area, dopo il cessate il fuoco che ha avuto inizio il 31 agosto scorso. Inoltre, le forze del regime del presidente siriano, Bashar Al-Assad, hanno altresì ripreso a bombardare l’area meridionale rurale di Idlib. Nello specifico, tra le città e municipalità colpite con artiglieria e lanciarazzi, vi sono Kafr Nabl, Hizareen e Hass, situate nel Sud del governatorato di Idlib, dove sono stati  inviati anche aerei da ricognizione. Tali bombardamenti, lanciati dalle forze del regime stanziate a Khan Shaykhun, hanno provocato danni materiali, in particolare a proprietà civili e strutture pubbliche.   

La notizia della ripresa degli attacchi del regime coincide con l’annuncio di possibili negoziazioni per convincere il regime a ritirarsi da Khan Shaykhun e dalle aree circostanti. In particolare, secondo alcune fonti informate a riguardo, tali negoziati interessano Russia e Turchia e prevedono il ritiro delle forze di Assad dall’area intorno a tale città, nello specifico 3 km verso Est e 3 km ad Ovest. È stata poi proposta la permanenza dei dipartimenti di polizia e delle istituzioni civili del regime, presenti a Khan Shaykhun, sotto la supervisione della polizia militare russa. Non da ultimo, in seguito al ritiro, la Turchia istituirebbe due postazioni. La prima nell’area di Dharat al-Nimr, nel Nord di Khan Shaykhun, e la seconda a Kafartab, situata nell’Ovest.

Sin dalla fine del mese di aprile, la provincia di Idlib e le aree adiacenti, nel Nord-Ovest del Paese, hanno assistito ad un’escalation di bombardamenti da parte di Siria e Russia, cui si aggiungono i violenti combattimenti concentrati nell’area settentrionale di Hama. Sebbene nei primi tre mesi i combattimenti fossero concentrati soprattutto nell’area rurale di Hama, le forze del regime hanno iniziato, l’8 agosto, ad ampliare il proprio raggio di azione nella periferia meridionale di Idlib.

Dopo circa quattro mesi di combattimenti e 950 civili morti, venerdì 30 agosto, l’esercito russo aveva reso noto di aver accettato un cessate il fuoco unilaterale nella regione Nord-occidentale di Idlib, che avrebbe rispettato anche il regime siriano a partire dalla mattina di sabato 31 agosto. Si tratta di una regione con postazioni strategiche, in cui l’esercito siro-russo sta cercando di riguadagnare terreno attraverso operazioni via terra.

Uno degli scontri più violenti delle ultime settimane si è verificato il 25 agosto, a Khan Shaykhun, situata nel Sud di Idlib, tra le forze del regime siriano e quelle dei ribelli. Il bilancio delle vittime, per entrambe le fazioni, è stato di almeno 60 morti, tra cui civili. Dal 21 agosto, l’esercito del regime siriano, sostenuto da aerei da guerra e milizie russe, ha preso il controllo di tale città e ha invaso l’area rurale a Sud.

La guerra civile è scoppiata il 15 marzo 2011 ed è tuttora in corso. Metà dei 3 milioni di abitanti dell’area Nord- occidentale del Paese è stata costretta a rifugiarsi in altre zone della Siria, in seguito alle ripetute offensive di Assad. La Turchia è sostenitrice dei ribelli, dissidenti del regime.

Il portavoce del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Stéphane Dujarric, ha dichiarato che, dall’operazione militare intrapresa a fine aprile 2019, dalle forze del regime siriano con il sostegno russo, oltre 550 civili sono stati uccisi. Inoltre, più di 400.000 persone sono state sfollate dalle aree colpite dall’escalation militare.

 

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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