Ocean Viking salva altre 34 persone, ora più di 80 migranti a bordo

Pubblicato il 10 settembre 2019 alle 15:58 in Immigrazione Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Altri 34 migranti, incluse 6 donne e un neonato, sono stati recuperati nella notte tra lunedì 9 e martedì 10 settembre da un gommone dell’ente benefico tedesco Resqship, a largo delle coste libiche. Una volta tratte in salvo, le persone sono state trasferite su un’imbarcazione umanitaria più grande, accorsa nelle acque internazionali a Nord della Libia nonostante una violenta tempesta.

La nave che ha effettuato l’operazione è la Ocean Viking, gestita dall’ONG Sos Mediterranee e da Medici senza Frontiere. L’imbarcazione battente bandiera norvegese conta attualmente a bordo 84 migranti, tutti in attesa di un porto dove attraccare. L’8 settembre, la stessa Ocean Viking aveva tratto in salvo 50 persone, di cui 12 minori e una donna incinta, prelevate da un gommone in stato di emergenza e privo di motore funzionante sempre a largo della Libia.

Dal Ministero dell’Interno, presieduto nel nuovo governo giallo-rosso dalla ministra Luciana Lamorgese, non è ancora arrivata nessuna indicazione di un porto sicuro. I riflettori sono tutti puntati su quello che il Viminale deciderà di fare nella prima sfida del nuovo esecutivo in tema di immigrazione, la più critica delle questioni che al momento sono sul tavolo della politica italiana. Le parole della Lamorgese, al momento, sono state queste: «Il ministro dell’Interno è sempre operativo, 24 ore su 24. Affronteremo anche questa emergenza se sarà un’emergenza».

Lo scorso agosto, la nave di salvataggio Ocean Viking, battente bandiera norvegese, era rimasta bloccata in mare per più di 13 giorni, nelle acque internazionali poste tra l’isola italiana Linosa e Malta. Quest’ultima aveva rifiutato l’ingresso dell’imbarcazione nelle sue acque e le due richieste avanzate alle autorità italiane sono rimaste senza risposta. L’imbarcazione aveva circa 356 migranti a bordo, di cui oltre 100 minori, i quali erano stati recuperati in quattro diverse operazioni di salvataggio. Il 23 agosto, il governo di Malta aveva annunciato la redistribuzione dei 356 migranti a bordo tra 6 Paesi europei, ovvero Francia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Portogallo e Romania.

Intanto resta in mare anche la Alan Kurdi, dell’ONG tedesca Sea Eye, a cui Matteo Salvini, nel suo ultimo atto da ministro dell’Interno, aveva vietato l’ingresso. La Commissione Europea ha reso noto di aver avviato il coordinamento della ripartizione dei migranti a bordo della nave, ferma a largo di Malta dallo scorso 31 agosto.

Secondo le stime dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), dall’1 gennaio al 4 settembre 2019 i migranti che hanno raggiunto l’Europa sono stati 66.794, di cui 53.916 via mare. Il numero di morti e dispersi ammonta invece a 909. I Paesi europei maggiormente colpiti dal fenomeno migratorio sono la Grecia, la Spagna, Cipro, l’Italia e Malta. In particolare, dall’1 gennaio al 28 agosto 2019, sono giunti 33.117 migranti in Grecia, 19.342 in Spagna, 5.193 a Cipro, 5.624 in Italia e 2.245 a Malta. Paragonando i dati alle cifre totali riguardanti lo stesso periodo del 2018, gli arrivi sono diminuiti del 25.6%.   

In particolare, per quanto concerne gli arrivi in Italia, il Dipartimento per la Pubblica Sicurezza del Viminale rende noto che dall’1 gennaio al 9 settembre 2019 sono sbarcati  5.728 migranti che, se paragonati alle cifre dello stesso periodo dell’anno precedente, rappresentano il 71.8% in meno. Coloro che sbarcano in Italia provengono principalmente dalla Tunisia, dal Pakistan, dalla Costa d’Avorio, dall’Algeria, dall’Iraq, dal Sudan, dal Bangladesh, dall’Iran, dal Marocco e dalla Guinea.     

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.