Nigeria: almeno 600 persone rimpatriate dal Sudafrica a causa delle violenze

Pubblicato il 10 settembre 2019 alle 12:08 in Nigeria Sudafrica

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Oltre 600 nigeriani torneranno volontariamente a casa, secondo il capo della Commissione della Diaspora, Abike Dabiri, sfuggendo ai tumulti che si sono verificati di recente in Sudafrica, dove molti cittadini della Nigeria risiedono e possiedono le loro attività.

La prima notizia del rimpatrio è stata comunicata dalla compagnia aerea Air Peace, che la scorsa settimana si era offerta di fornire un servizio di traporto gratuito per tutti i cittadini nigeriani che desiderassero tornare in patria. I suoi piani, tuttavia, erano stati ostacolati da difficoltà burocratiche dovute alla mancanza di documentazione da parte dei beneficiari. L’intervento dell’ambasciata, che ha potuto fornire agli interessati i documenti necessari, ha sbloccato la situazione.

Il primo lotto di persone dovrebbe partire con due voli mercoledì 11 settembre, ha riferito alla BBC il Console Generale della Nigeria a Johannesburg, Godwin Adama. Solo coloro che si trovano in condizioni di seria difficoltà a causa degli scontri potranno lasciare il Sudafrica, ha specificato il Console. L’intenzione di effettuare rimpatri volontari per tutti i nigeriani minacciati dagli attacchi xenofobi di Johannesburg e dintorni era stata espressa anche dal presidente di Abuja, Mohammadu Buhari, attraverso una dichiarazione ufficiale.

Il capo della Commissione nigeriana della Diaspora ha chiesto al governo sudafricano di risarcire le vittime della violenza razzista che finora ha causato almeno 12 vittime. Anche i parlamentari della Camera bassa hanno garantito che chiederanno un risarcimento.

Le proteste di Johannesburg sono iniziate domenica 1 settembre quando un vecchio palazzo nel distretto centrale della città è stato dato alle fiamme ed è crollato, provocando la morte di almeno 3 persone. La rivolta si è poi estesa nei sobborghi orientali ed è arrivata fino alla capitale amministrativa del Paese, Pretoria. Qui i giornalisti hanno riportato diversi incendi contro i negozi di Marabastad, il distretto degli affari popolato da numerosi migranti economici. La scorsa settimana Pretoria è stata interessata anche da diversi scontri tra manifestanti e polizia, dopo che molti negozi erano stati dati alle fiamme e saccheggiati. Il presidente del Sudafrica, Cyril Ramaphosa, ha condannato le violenze che si stanno spargendo nel Paese e le ha definite “inaccettabili”. In un video postato sul suo personale account Twitter, Ramaphosa ha sottolineato l’importanza di riportare al più presto la pace e la sicurezza nel Paese. La polizia sudafricana, da parte sua, ha effettuato finora più di 300 arresti. Gli ultimi attacchi risalgono a domenica 8 settembre, dove 2 persone sono rimaste uccise a Johannesburg. Il bilancio dei morti si attesta al momento a circa 12 vittime, molte delle quali di nazionalità nigeriana.

Tra il 4 e il 5 settembre, pericolose rappresaglie si sono verificate in diverse città della Nigeria contro cittadini e imprese sudafricane, per vendicare le proteste contro i migranti a Johannesburg e Pretoria, iniziate domenica 1  settembre. Alcuni manifestanti nigeriani sono scesi in strada, nella città di Lagos, per protestare contro le aggressioni commesse nei confronti dei propri “fratelli e sorelle in Sudafrica”. I nigeriani hanno preso d’assalto il supermercato della compagnia Shoprite, principale rivenditore sudafricano di generi alimentari, lanciando pietre contro la proprietà e gli edifici vicini. I vertici di Shoprite e di MTN, operatore di telecomunicazioni sudafricano, hanno fatto sapere che chiuderanno temporaneamente, fino a nuovo avviso, tutti i negozi e i centri di assistenza presenti in Nigeria. Il presidente sudafricano ha anche ordinato la chiusura temporanea dell’ambasciata e il portavoce del Ministero degli Esteri, Lunga Ngqengelele, ha confermato che le missioni diplomatiche nelle città nigeriane di Lagos e Abuja sono chiuse da mercoledì 4 settembre. Da parte sua, il governo nigeriano ha ritirato il proprio rappresentante dal summit africano del World Economic Forum, tenutosi a Città del Capo dal 4 al 6 settembre, e ha redatto una lista di richieste da avanzare alle autorità sudafricane tra cui la garanzia che il governo di Pretoria avvii un’indagine per condannare le recenti violenze xenofobe, che cerchi giustizia per le persone colpite e provveda a risarcirle e infine che lavori sui suoi problemi di sicurezza interna.

Negli ultimi anni, gli attacchi contro compagnie di proprietà straniera sono aumentati insieme al vertiginoso incremento della disoccupazione, attualmente al 29%. Nel 2008, circa 60 persone erano state uccise in seguito ad aggressioni di tipo xenofobo e nel 2015, le proteste si erano ripetute con altre 7 persone rimaste vittime. Il Sudafrica è una destinazione particolarmente ambita per i migranti economici che arrivano da diverse parti del continente. Molti si muovono soprattutto dal Lesotho, dal Mozambico e dallo Zimbabwe in cerca di lavoro e condizioni di vita migliori. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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