Iraq: nuova esplosione, accusati Israele e USA

Pubblicato il 10 settembre 2019 alle 10:13 in Iraq Israele Medio Oriente

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Fonti militari irachene di Anbar hanno riferito che una grande esplosione ha interessato un deposito di armi delle Forze di Mobilitazione Popolare (PMF), situato nell’Ovest della città di Hit.

L’esplosione, che ha causato feriti e danni materiali, ha avuto luogo nella tarda serata del 9 settembre ed è stata successivamente confermata da un rappresentante di alto livello del governo locale di Anbar. Secondo le prime dichiarazioni delle fonti militari, diverse ambulanze si sono precipitate sulla scena dell’esplosione per trasportare i feriti, mentre un ufficiale dell’esercito iracheno ha rivelato di aver sentito il rumore di un drone prima dell’attacco. Anche il rappresentante del governo locale ha affermato che l’esplosione è stata causata dalla caduta di un drone.

Nelle ultime settimane, diversi attacchi sono stati condotti contro le basi del gruppo PMF ed i propri depositi e magazzini di stoccaggio di armi. Da un lato, il governo iracheno ha semplicemente aperto un’inchiesta per indagare sui responsabili di tali incidenti. Dall’altro lato, alcuni leader delle PMF hanno accusato Israele e gli Stati Uniti di essere coinvolti. A tal proposito, è del 5 settembre scorso la decisione del leader delle PMF, Jamal Jafar, di formare una propria forza aerea, con l’obiettivo di difendere le proprie forze da ogni eventuale attacco da parte israeliana.

Inoltre, Baghdad si sta preparando a redigere un reclamo alle Nazioni Unite, nel quale accusa Israele di essere “certamente” dietro i numerosi attacchi contro le basi delle Forze di Mobilitazione Popolare. Non da ultimo, il 25 agosto scorso, le PMF hanno incolpato Israele di un raid aereo condotto da un drone vicino al confine con la Siria, e che ha causato la morte di almeno uno dei loro combattenti. A tal proposito, gli Stati Uniti sono stati accusati di sostenere Israele, fornendo sostegno aereo per i suoi attacchi. Tuttavia, il Pentagono ha sempre respinto le accuse, negando ogni coinvolgimento.

In tale quadro, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, giovedì 22 agosto, aveva suggerito un possibile coinvolgimento del suo Paese nella recente distruzione dei magazzini di stoccaggio di armi delle PMF, affermando: “Stiamo operando in molte aree contro uno Stato che intende annichilirci. Ho dato via libera alle forze di sicurezza e le ho istruite affinché facciano qualsiasi cosa sia necessaria per sventare i progetti dell’Iran”.

Le Forze di Mobilitazione Popolare, sostenute dall’Iran, hanno combattuto contro lo Stato Islamico e sono state incorporate dall’esercito iracheno nel 2016. A luglio, il governo ha aumentato il controllo sul gruppo paramilitare e ha posto la formazione sotto il comando completo delle forze armate.

Circa i rapporti tra Iraq e Israele, il ministro degli Esteri iracheno, Mohammed Ali Alhakim, ha dichiarato che il proprio Paese rifiuta qualsiasi presenza israeliana nel Golfo, sotto qualsiasi nome e all’interno di qualsiasi coalizione, avvertendo che ciò sarebbe fonte di preoccupazione. Tale affermazione è giunta prima dell’inizio dei lavori della 152esima sessione della Lega araba, presieduta dall’Iraq, di martedì 10 settembre. Nella medesima occasione, Baghdad ha affermato di voler lasciarsi alle spalle i conflitti per dirigersi verso un periodo di pace e di buon vicinato.

Risale al 6 agosto scorso la dichiarazione del primo ministro israeliano, Israel Katz, secondo cui il proprio Paese prenderà parte alla missione navale, promossa dagli Stati Uniti, volta a promuovere la sicurezza delle rotte marittime nello Stretto di Hormuz. Per Washington, tale coalizione rappresenterà altresì un modo per affrontare la minaccia iraniana in un’area strategica. Per Katz, è nell’interesse di Israele fermare l’aggressione iraniana nella regione e rafforzare le proprie relazioni con gli Stati del Golfo.

Il 7 settembre, il segretario di Stato degli Stati Uniti, Mike Pompeo, ha affermato che un’alleanza internazionale, formata da alcuni Paesi del Golfo, dell’Europa e dell’Asia, sta per essere costituita, con l’obiettivo di sviluppare sistemi di difesa ridurre l’escalation di tensioni in Medio Oriente. A detta degli USA, l’Iran è il principale responsabile di tale situazione.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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