Indonesia: leader papuano in esilio accusato di fomentare la ribellione

Pubblicato il 10 settembre 2019 alle 12:39 in Asia Indonesia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La polizia indonesiana ha arrestato 85 persone in Papua, la regione più orientale dell’Indonesia, e ha accusato un leader papuano, che vive in Gran Bretagna, di aver fomentato il più grave conflitto civile della regione in tempi recenti. 

Almeno 4 persone sono rimaste uccise a seguito di proteste sulla discriminazione razziale ed etnica nelle città papuane dell’Indonesia. I manifestanti chiedono un referendum sull’indipendenza, che il governo centrale ha escluso. Il portavoce della polizia nazionale, Dedi Prasetyo, ha riferito ai giornalisti, lunedì 9 settembre, che il leader separatista, Benny Wenda, che ha trovato asilo politico in Gran Bretagna, ha fornito finanziamenti per la sua rete di sostenitori e li ha incaricati di organizzare raduni di massa e preparare le armi per una rivolta. “Le rivolte in Papua sono state progettate”, ha dichiarato Prasetyo, aggiungendo che il Movimento di Liberazione Unita per la Papua Occidentale (ULMWP) di Wenda stava cercando di imporre la questione dell’indipendenza nell’agenda del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Dopo aver fornito un nuovo aggiornamento sul numero di persone arrestate, Prasetyo non ha specificato quali accuse queste hanno dovuto affrontare, ma ha specificato che due dei sospettati erano “gli attori intellettuali” che “hanno progettato le rivolte”. Secondo il portavoce delle forze di sicurezza, altre 20 persone sono ancora ricercate. 

Da parte sua, Wenda ha negato di aver orchestrato le proteste e ha chiesto al governo di spiegare la risposta decisa delle forze di sicurezza alle “manifestazioni pacifiche”. Il leader separatista ha avuto un colloquio telefonico con i giornalisti di Reuters e la sua organizzazione ha pubblicato un rapporto in cui si afferma che oltre 200.000 papuani hanno preso parte alle proteste, in cui sventolavano le bandiere locali, un simbolo di separatismo vietato in Indonesia. Il rapporto ha anche accusato le forze di sicurezza di aver causato la morte di 11 civili. Il portavoce della polizia ha, invece, dichiarato che sono morti solo 3 civili e 1 militare. La maggior parte dei decessi è stata causata dall’utilizzo di frecce. In Papua, l’arco e la freccia tradizionali sono ancora usati per la caccia, ma anche come armi. Accusando i militari indonesiani di “uccidere il popolo”, Wenda ha esortato le Nazioni Unite a discutere della Papua durante gli incontri a New York e ha chiesto all’Indonesia di consentire ai funzionari delle Nazioni Unite di visitare la regione. I funzionari indonesiani hanno affermato che agli stranieri è attualmente vietato visitare Papua, per motivi di sicurezza.

In questo contesto, il governo centrale sta cercando di calmare la popolazione. Martedì 10 settembre, a Jakarta, il presidente indonesiano, Joko Widodo, ha incontrato i leader delle proteste e i rappresentanti degli studenti papuani presso il palazzo presidenziale, nel tentativo di alleviare le tensioni. Widodo ha offerto posti di lavoro presso aziende statali per i laureati papuani e maggiore sviluppo per la regione. Le proteste in Indonesia sono scoppiate il 19 agosto, a seguito dell’arresto di alcuni studenti di etnia papuana che vivevano a Surabaya e Malang, sull’isola di Giava. Questi erano stati accusati di aver gettato la bandiera indonesiana in una fogna. Da parte loro, i giovani hanno negato di aver compiuto tale gesto. Inoltre, alcune agenzie di stampa hanno riferito che i ragazzi sarebbero stati sottoposti ad abusi legati alla loro etnia. Secondo quanto riferito, sono stati chiamati “scimmie” dalle forze dell’ordine, mentre venivano radunati e portati via. Gli studenti sono stati rilasciati dalla polizia domenica 18 agosto. 

La provincia di Papua si trova nella regione indonesiana della Nuova Guinea Occidentale, insieme alla Papua Occidentale. Sebbene le due province si estendano sull’isola principale dello Stato della Papua Nuova Guinea, l’Indonesia considera il loro territorio come parte dello Stato nazionale. Papua era una colonia olandese fino al 1962, quando Giacarta prese il controllo del territorio, consolidando il proprio governo tramite un controverso referendum. Secondo l’Indonesia, la Papua Occidentale è indonesiana, in quanto faceva parte delle Indie orientali olandesi che costituiscono la base dei confini moderni del Paese. Tuttavia, l’etnia locale, che dopo decenni di migrazioni rappresenta ora la metà della popolazione, rivendica la propria autonomia. Per anni, gli indigeni papuani hanno minacciato una rivolta armata. La Nuova Guinea Occidentale è anche la regione più povera del Paese, dove sono anche frequenti le accuse di violazione dei diritti umani ai danni della popolazione locale. 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.