Francia: “La diffidenza verso la Russia deve finire”

Pubblicato il 10 settembre 2019 alle 13:08 in Francia Russia

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Il ministro degli Affari Esteri della Francia, Jean-Yves Le Drian, ha lanciato un appello ai Paesi europei, affinché riducano “la diffidenza nei confronti della Russia, che dovrebbe diventare un partner economico e strategico”.

Le dichiarazioni di Le Drian giungono in occasione di un incontro avvenuto a Mosca, lunedì 9 settembre, tra i ministri degli Affari Esteri e della Difesa di entrambi i Paesi. Tali incontri tra Mosca e Parigi nel cosiddetto “formato 2+2” avvenivano annualmente a partire dal 2002, ma erano stati sospesi in seguito all’annessione della Crimea da parte della Russia e al suo appoggio ai separatisti dell’Ucraina orientale.

È stata la prima volta, quindi, che dall’intervento della Russia in Ucraina i ministri degli Affari Esteri e della Difesa di Russia e Francia si sono incontrati. Tale vertice rientra nella nuova strategia della Francia, la quale è ora intenzionata a promuovere il ripristino dei rapporti e la ripresa della collaborazione tra Mosca e i Paesi europei.

A tale riguardo, il ministro degli Esteri francese ha dichiarato, al termine del vertice, che “è giunto il momento” di avviare una nuova fase delle relazioni con la Russia, specialmente dopo lo scambio di prigionieri avvenuto tra Russia e Ucraina la scorsa domenica. Tale evento, ha sottolineato Le Drian, è una dimostrazione di un nuovo “stato d’animo, il quale non era presente da diversi anni” e si pone al tempo stesso come uno “spiraglio di opportunità” per ridurre le tensioni tra i due Paesi. In occasione dello scambio di prigionieri, i capi di Stato di Francia e Russia, Emmanuel Macron e Vladimir Putin, avevano avuto modo di tenere un colloquio telefonico, durante il quale il presidente francese aveva evidenziato l’importante passo in avanti verso la pace in Ucraina.

Ciò non implica, tuttavia, che sia giunto il momento anche per ridurre le sanzioni imposte dai Paesi dell’Unione Europea contro la Russia. Al contrario, Le Drien ha evidenziato come sia ancora “troppo presto” per abbandonare tali sanzioni.

Da parte sua, il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha dichiarato che ristabilire le relazioni con i Paesi europei sia “possibile e necessario”, soprattutto in virtù degli ultimi segnali di apertura da parte del presidente ucraino, Volodymyr Zelenskiy.

Secondo quanto riportato da Bloomberg, il nuovo approccio della Francia verso la Russia è stato al centro dell’incontro tra il ministro della Difesa francese, Florence Parly, e l’omologo degli Stati Uniti, Mark Esper, avvenuto a Parigi la scorsa domenica, 8 settembre. Nello specifico, i due omologhi hanno avuto modo di discutere approfonditamente “dell’apertura del presidente Macron verso la Russia”. Da parte sua, Esper ha dichiarato che per poter procedere con una normalizzazione dei rapporti con Washington, Mosca “deve cambiare atteggiamento” e comportarsi come “una nazione normale”, facendo riferimento a quanto effettuato in Georgia e Crimea, all’approccio verso i Paesi Baltici e agli attacchi cibernetici ai danni di diversi Paesi. Da parte sua, in risposta a tali parole, il ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, ha dichiarato che la Russia “continuerà a comportarsi in maniera anormale, almeno per il momento”.

L’ultimo incontro tra Putin e Macron risale allo scorso 19 agosto, quando i due capi di Stato avevano avuto modo di discutere di diverse tematiche che coinvolgono entrambi i Paesi, prima tra tutte la crisi ucraina. In tale occasione, Putin aveva avuto modo di informare il presidente francese che a seguito dei contatti telefonici avviati da Mosca con il neoeletto presidente ucraino, Volodomyr Zelenskiy, il capo del Cremlino aveva avvertito buone possibilità di risoluzione della crisi in Ucraina e che il “formato Normandia” era l’unica chiave per la fine della crisi. Il formato Normandia o quartetto Normandia è composto da Russia, Ucraina, Francia e Germania e si occupa della crisi in Ucraina orientale, dove le forze del governo centrale di Kiev affrontano le repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk. Da parte sua, anche il presidente francese aveva confermato di avere avvertito tale sensazione e aveva aggiunto che “vi è ora una opportunità concreta per porre fine ad un conflitto che va avanti da 5 anni”. Nello specifico, aveva sottolineato Macron, la situazione nell’ex Paese dell’Unione Sovietica “è un problema da risolvere”, in quanto rappresenta un “fattore di disaccordo e di tensioni tra la Russia e l’Unione Europea”.

Poco dopo, nel corso del summit annuale del G7, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva dichiarato di auspicare un ritorno della Russia nel Gruppo delle 7 nazioni. In seguito a tali dichiarazioni, la Francia, che per il 2019 detiene la presidenza del G7, aveva consigliato a Trump di risollevare la questione del reinserimento della Russia nel corso del prossimo anno, quando Washington sarà a capo del G7, dal momento che per Parigi la riammissione della Russia nel G7 dipende dai progressi nel processo di dialogo per la risoluzione della crisi ucraina.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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