Burkina Faso: duplice attentato nel Nord, almeno 29 morti

Pubblicato il 10 settembre 2019 alle 10:55 in Africa Burkina Faso

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Almeno 29 persone sono state uccise in due attentati separati compiuti in Burkina Faso contro un camion da trasporto e un convoglio alimentare, domenica 8 settembre. È quanto hanno riferito le autorità governative nella giornata di martedì 10 settembre, specificando che i due attacchi sono avvenuti entrambi nella provincia settentrionale di Sanmatenga, a circa 50 km di distanza l’uno dall’altro.

Il primo veicolo, che trasportava anche persone, è passato sopra un ordigno improvvisato che, esplodendo all’istante, ha lasciato almeno 15 passeggeri morti, nell’area di Barsalogho. Secondo quanto riportato nella dichiarazione del portavoce governativo, Remis Fulgance Dandjinou, poco dopo anche un convoglio di 3 camion con a bordo generi alimentari è stato attaccato, provocando almeno 14 vittime. Il cibo era destinato alle persone sfollate delle regioni settentrionali del Burkina Faso, rimaste senza casa e bisognose di assistenza a causa della povertà dilagante e dei conflitti.

Un’inviata del quotidiano Al Jazeera, Catherine Soi, dopo aver intervistato alcuni abitanti del luogo, ha dichiarato: “”Abbiamo potuto percepire la tensione e la paura. In effetti, abbiamo trovato diverse persone che si stavano preparando a lasciare l’area a causa degli attacchi villaggi vicini”. “La situazione diventa più instabile quando si avanza verso Nord. Il governo ha schierato truppe in quest’area ed effettua regolarmente operazioni, ma si trova in difficoltà perché stiamo parlando di un territorio piuttosto vasto”.

Per lungo tempo risparmiato dai gruppi armati attivi nel Sahel, il Burkina Faso, uno dei Paesi più poveri del mondo, è divenuto bersaglio dei movimenti jihadisti in seguito alla caduta dell’ex presidente Blaise Compaore, nell’ottobre 2014. Il 15 gennaio 2016, a soli due giorni di distanza dall’inaugurazione del nuovo governo, presieduto dal premier Paul Kaba Thieba, alcuni militanti hanno sequestrato un hotel e un bar nel centro di Ouagadougou, causando la morte di 28 persone e il ferimento di altre 56, evidenziando la difficoltà della nuova amministrazione nell’attuare una risposta antiterroristica efficace. L’assalto era stato rivendicato da al-Qaeda nel Magreb Islamico (AQIM), un’organizzazione terroristica islamista affiliata di Al Qaeda e attiva nell’Africa nord-occidentale. 

A partire dal 2017, il Burkina Faso ha poi assistito ad una lenta ma continua crescita delle attività terroristiche jihadiste, specie lungo i confini con il Mali. Lo stesso anno, AQIM si è unito ad al-Mourabitoun, Ansar al-Dine e al Macina Liberation Front per formare il Jama’at Nusrat al-Islam wal Muslimin (JNIM), gruppo attualmente molto attivo in Burkina Faso, insieme ad Ansarul Islam e ISIS in the Greater Sahara. Secondo il Country Report on Terorrism 2017 del governo americano, le organizzazioni terroristiche reclutano con successo i membri dell’etnia Fulani, che sono particolarmente marginalizzati, poveri e svantaggiati rispetto al resto degli abitanti del Burkina Faso.

Secondo quanto ricostruito da Al Jazeera, gli attacchi in Burkina Faso sarebbero aumentati nell’ultimo periodo per via dell’intenzione delle milizie jihadiste del confinante Mali di estendere la propria influenza nell’intera area del Sahel, territorio subsahariano che si estende dall’Oceano Atlantico al Mar Rosso.

Il Burkina Faso fa parte della forza antiterrorismo G5 Sahel, un corpo composto da 5,000 ufficiali, tra soldati, poliziotti e agenti speciali provenienti anche da Mauritania, Niger e Ciad, creato nel febbraio 2017, per contrastare la crescita dell’estremismo e del traffico di esseri umani nell’area del Sahel che, essendo poco controllata, pullula di militanti di al-Qaeda, dell’ISIS e di altre organizzazioni. Il Sahel comprende quella fascia di territorio dell’Africa sub-sahariana che si estende tra l’Oceano Atlantico a ovest e il Mar Rosso a est. Dal 2001, la regione è in balia di numerosi gruppi terroristici di matrice islamista, che si concentrano nella parte nord-occidentale della regione. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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