USA valutano sanzioni contro la Turchia per l’acquisto dell’S-400

Pubblicato il 9 settembre 2019 alle 16:06 in Russia Turchia USA e Canada

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Il segretario del Tesoro degli Stati Uniti, Steven Mnuchin, ha dichiarato, lunedì 9 settembre, che l’amministrazione sta valutando l’imposizione di sanzioni contro la Turchia per l’acquisto del sistema missilistico di difesa aerea S-400, di fabbricazione russa. 

“Lo stiamo valutando, non ho intenzione di fare commenti su decisioni specifiche, ma lo stiamo considerando”, ha riferito Mnuchin ai giornalisti fuori dalla Casa Bianca, quando gli è stato chiesto se il Ministero del Tesoro sta considerando tali sanzioni. Tuttavia, il segretario ha specificato che nessuna decisione al riguardo è ancora stata presa. Gli S-400 sono un sistema di difesa missilistica all’avanguardia, secondo quanto affermato dalla Russia, in grado di intercettare aerei, missili da crociera, missili a medio-raggio, droni e altri sistemi di sorveglianza aerea, anche se le sue capacità complete devono ancora essere testate in combattimento. Gli S-400, con un’autonomia di circa 250 miglia, possono intercettare più obiettivi simultaneamente, con e senza equipaggio, e sono dotati di un sistema anti-accesso o di rifiuto di area che crea una no-fly zone ovunque sia installato il sistema. Oltre alla Turchia, anche Cina e India hanno dichiarato di essere interessati al sistema balistico di produzione russa.

Le consegne dei sistemi missilistici antiaerei S-400 sono iniziate il 12 luglio, secondo quanto ha comunicato il ministero della Difesa della Turchia. Poco dopo, il 18 luglio, la Casa Bianca ha confermato l’esclusione della Turchia dal programma di addestramento con i caccia F-35 della NATO. L’esclusione del Paese dall’esercitazione colpirà i produttori turchi che fabbricano i componenti per gli F-35 e impedirà alla Turchia di acquistare circa 100 di questi mezzi. L’esclusione della Turchia dipende dal fatto che gli USA sostengono che i sistemi russi siano incompatibili con gli standard della NATO. Le consegne dei sistemi missilistici antiaerei S-400 ad Ankara sono iniziate il 12 luglio, secondo quanto ha comunicato il ministero della Difesa della Turchia. Poco dopo, il 18 luglio, la Casa Bianca ha confermato l’esclusione della Turchia dal programma di addestramento con i caccia F-35 della NATO. L’esclusione del Paese dall’esercitazione colpirà i produttori turchi che fabbricano i componenti per gli F-35 e impedirà alla Turchia di acquistare circa 100 di questi mezzi. 

L’ultimo tentativo di fermare l’utilizzo di tali sistemi di difesa è stato effettuato il 25 luglio, quando il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha chiesto al senatore Lindsey Graham di preparare un accordo che portasse benefici economici sia ad Ankara sia a Washington che potessero cambiare la posizione della Turchia su tale argomento. Da ciò, la proposta, giunta al ministro degli Affari Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, di un accordo di libero commercio, in cambio dell’abbandono del programma di acquisto degli S-400. Così facendo, secondo quanto detto dal senatore Graham al ministro turco, “il problema degli S-400 sarebbe risolto, e la relazione tra USA e Turchia ne uscirebbe rafforzata”. Di contro, “se gli S-400 venissero messi in funzione, la relazione tra Washington e Ankara prenderebbe un brutta piega”, ha rivelato Graham a Cavusoglu. Tuttavia, non si hanno ulteriori aggiornamenti sullo stato di tale accordo. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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