Sudan: accordo di pace tra tribù dopo scontri mortali a Port Sudan

Pubblicato il 9 settembre 2019 alle 6:00 in Africa Sudan

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Le tribù di Beni Amer e Nuba nello Stato sudanese di Red Sea hanno firmato un accordo di riconciliazione, domenica 8 settembre, sotto le pressioni di un importante comandante militare, dopo che ad agosto gli scontri avevano innescato lo stato d’emergenza e causato la morte di almeno 16 persone.

L’accordo di domenica è stato firmato dopo che il generale Mohamed Hamdan Dagalo, conosciuto anche come Hemedti e membro del nuovo Consiglio Sovrano del Paese, ha minacciato di espellere entrambe le fazioni dal Sudan qualora si fossero rifiutate di impegnarsi nella riconciliazione. “Se non accettate, giuro sull’Onnipotente che deporteremo entrambe le parti”, ha sentenziato Dagalo in occasione di una cerimonia a Port Sudan, scatenando un forte applauso di approvazione presso la folla, composta da residenti locali, membri dell’esercito e funzionari governativi. “Abbiamo bisogno di una soluzione radicale al problema. La causa è l’esistenza di fuorilegge e armi. Chiunque deve essere responsabile, nessuno è al di sopra della legge”, ha aggiunto il generale, il quale è anche a capo del potente gruppo paramilitare delle Rapid Support Forces. Dagalo ha poi esortato le parti a rinunciare alle loro armi illegali e consegnargliele entro la serata, promettendo ai cittadini di impegnarsi nella risoluzione di problemi perentori come la mancanza di scorte di acqua ed elettricità nello Stato. Dopo che i rappresentanti di entrambe le tribuù hanno firmato l’accordo, il generale si è scusato per il linguaggio utilizzato in precedenza, spiegando che il popolo sta affrontando l’inizio di “una nuova era di vero cambiamento”, in cui occorre “condurre il Paese verso l’esercizio della cittadinanza, lo stato di diritto e la coesistenza pacifica”.

Il Consiglio Sovrano del Paese è il più alto organo facente parte della nuova struttura transizionale, la quale comprende un governo tecnico nominato nel corso della stessa settimana.

Gli scontri erano scoppiati nel principale sbocco al mare del Paese, Port Sudan, utilizzato anche dal Sud Sudan per esportare petrolio, e si erano verificati poco dopo la firma di un accordo di bilanciamento e ripartizione del potere tra l’esercito sudanese e i gruppi civili. I gruppi coinvolti, da una parte i membri della tribù Beni Amer, dall’altra i Nuba, non si sono confrontati per la prima volta; contrasti tra le due fazioni erano già sorti in passato.

Il Sudan ha previsto un governo di transizione per i prossimi 3 anni in seguito allo spodestamento dell’ex presidente, Omar al-Bashir, lo scorso aprile. Oltre a ciò, il Paese deve far fronte a importanti sfide, quali la mancanza di sicurezza, i contrasti etnici in numerose regioni, e una diffusa e radicata crisi economica.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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