Sudafrica: continuano gli scontri, ancora morti per violenze xenofobe

Pubblicato il 9 settembre 2019 alle 11:05 in Africa Sudafrica

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Almeno 2 persone sono morte nell’ultima ondata di attacchi xenofobi esplosa nella città di Johannesburg, in Sudafrica, domenica 8 settembre. Il numero si va ad aggiungere alle vittime della scorsa settimana, che il presidente, Cyril Ramaphosa, ha dichiarato sarebbero almeno 10.

Secondo quanto riferito da fonti locale, riportate dal quotidiano Africanews, un gruppo di uomini armati ha preso d’assalto, nella giornata di domenica, il distretto commerciale della città, chiedendo agli stranieri di abbandonare l’area. Il capo della polizia, David Tembe, ha confermato che 2 persone sono morte in seguito a ferite di arma da fuoco e accoltellamento, aggiungendo poi che diversi edifici, macchine e negozi sono stati saccheggiati e dati alle fiamme.

Il giorno precedente, sabato 7 settembre, il governo nigeriano ha smentito la notizia di un’esplosione presso l’ambasciata sudafricana ad Abuja, in Nigeria, affermando che l’incidente non è mai successo e che il tentativo di diffondere “fake news” sarebbe stato scatenato dall’opposizione, desiderosa di creare panico e disordini. “Nel frattempo, le forze di polizia nigeriane hanno fornito un’adeguata sicurezza dentro e intorno a tutte le missioni sudafricane e ai relativi interessi commerciali in Nigeria”, si legge nella dichiarazione della polizia di Abuja, rilasciata dopo la falsa notizia dell’esplosione.

Tra il 4 e il 5 settembre, pericolose rappresaglie si sono verificate in diverse città della Nigeria contro cittadini e imprese sudafricane, per vendicare le proteste contro i migranti a Johannesburg e Pretoria, iniziate domenica 1  settembre. Alcuni manifestanti nigeriani sono scesi in strada, nella città di Lagos, per protestare contro le aggressioni commesse nei confronti dei propri “fratelli e sorelle in Sudafrica”. I nigeriani hanno preso d’assalto il supermercato della compagnia Shoprite, principale rivenditore sudafricano di generi alimentari, lanciando pietre contro la proprietà e gli edifici vicini. I vertici di Shoprite e di MTN, operatore di telecomunicazioni sudafricano, hanno fatto sapere che chiuderanno temporaneamente, fino a nuovo avviso, tutti i negozi e i centri di assistenza presenti in Nigeria. Il presidente sudafricano ha anche ordinato la chiusura temporanea dell’ambasciata e il portavoce del Ministero degli Esteri, Lunga Ngqengelele, ha confermato che le missioni diplomatiche nelle città nigeriane di Lagos e Abuja sono chiuse da mercoledì 4 settembre. Da parte sua, il governo nigeriano ha ritirato il proprio rappresentante dal summit africano del World Economic Forum, tenutosi a Città del Capo dal 4 al 6 settembre, e ha redatto una lista di richieste da avanzare alle autorità sudafricane tra cui la garanzia che il governo di Pretoria avvii un’indagine per condannare le recenti violenze xenofobe, che cerchi giustizia per le persone colpite e provveda a risarcirle e infine che lavori sui suoi problemi di sicurezza interna.

Negli ultimi anni, gli attacchi contro compagnie di proprietà straniera sono aumentati insieme al vertiginoso incremento della disoccupazione, attualmente al 29%. Nel 2008, circa 60 persone erano state uccise in seguito ad aggressioni di tipo xenofobo e nel 2015, le proteste si erano ripetute con altre 7 persone rimaste vittime. Il Sudafrica è una destinazione particolarmente ambita per i migranti economici che arrivano da diverse parti del continente. Molti si muovono soprattutto dal Lesotho, dal Mozambico e dallo Zimbabwe in cerca di lavoro e condizioni di vita migliori. Le proteste di Johannesburg sono iniziate domenica 1 settembre quando un vecchio palazzo nel distretto centrale della città è stato dato alle fiamme ed è crollato, provocando la morte di almeno 3 persone. La rivolta si è poi estesa nei sobborghi orientali ed è arrivata fino alla capitale amministrativa del Paese, Pretoria. Qui i giornalisti hanno riportato diversi incendi contro i negozi di Marabastad, il distretto degli affari popolato da numerosi migranti economici. La scorsa settimana Pretoria è stata interessata anche da diversi scontri tra manifestanti e polizia, dopo che molti negozi erano stati dati alle fiamme e saccheggiati. Il presidente del Sudafrica, Cyril Ramaphosa, ha condannato le violenze che si stanno spargendo nel Paese e le ha definite “inaccettabili”. In un video postato sul suo personale account Twitter, Ramaphosa ha sottolineato l’importanza di riportare al più presto la pace e la sicurezza nel Paese. La polizia sudafricana, da parte sua, ha effettuato finora più di 300 arresti.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.