Spia USA al Cremlino esfiltrata per timori sul rapporto Trump-Putin

Pubblicato il 9 settembre 2019 alle 17:10 in Russia USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

In una missione segreta, gli Stati Uniti sono riusciti da estrarre con successo dalla Russia un agente segreto di alto livello, che si era infiltrato all’interno del governo di Mosca. Tale operazione sarebbe stata effettuata per rimediare all’esposizione di alcune informazioni riservate da parte dell’esecutivo. 

La notizia è stata riferita in esclusiva dalla CNN, che ha ricevuto tali informazioni da diversi funzionari dell’amministrazione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Tali fonti avrebbero una conoscenza diretta dei fatti, avvenuti nel 2017, secondo l’emittente statunitense. Una persona direttamente coinvolta in tale episodio ha affermato che il recupero dell’agente è stato causato, in parte, dalla preoccupazione che il presidente Trump e la sua amministrazione abbiano ripetutamente rischiato di esporre informazioni riservate che avrebbero potuto mettere in pericolo la vita dell’agente in questione. 

La decisione di eseguire l’estrazione è stata presa poco dopo una riunione d’intelligence sulla questione dell’ISIS in Siria, avvenuta a maggio del 2017 nell’Ufficio Ovale, tra Trump, il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, e l’allora ambasciatore russo negli Stati Uniti, Sergey Kislyak. All’epoca, l’allora direttore della CIA, Mike Pompeo, oggi segretario di Stato, riferì ad altri alti funzionari del governo che troppe informazioni sulla fonte segreta in Russia stavano trapelando all’estero. L’estrazione dell’agente, o “esfiltrazione”, è stata ritenuta l’unico rimedio, per quanto straordinario, per garantire alla fonte di fuggire da un pericolo immediato per la propria vita. 

Brittany Bramell, direttrice degli Affari Pubblici della CIA, ha risposto ad una richiesta di commento e dichiarato alla CNN: “La narrazione dell’emittente, secondo cui la Central Intelligence Agency prende decisioni sulla vita o sulla morte basate su qualcosa di diverso dall’analisi obiettiva e dalla raccolta di informazioni è semplicemente falsa. La notizia che il modo in cui il presidente ha gestito l’intelligence più sensibile della nostra Nazione, a cui ha accesso ogni giorno, abbia determinato una presunta operazione di esfiltrazione non è precisa”. Il portavoce del Segretario di Stato USA, Mike Pompeo, ha rifiutato di commentare, ma la responsabile stampa della Casa Bianca, Stephanie Grisham, ha dichiarato: “Le notizie della CNN non sono solo errate, ma potrebbero mettere in pericolo la vita di qualcuno”.

L’estrazione dell’agente segreto sarebbe avvenuta in un momento di grande preoccupazione riguardo alla cattiva gestione dell’intelligence da parte di Trump e della sua amministrazione, secondo quanto sostiene la CNN. Tali preoccupazioni sono continuate a crescere nel periodo successivo all’incontro di Trump con Kislyak e Lavrov. Alcune settimane dopo la decisione di estrarre la spia, a luglio del 2017, Trump ha tenuto un incontro privato con il presidente russo, Vladimir Putin, al vertice del G20 di Amburgo. Durante tale incontro, il presidente USA ha compiuto un gesto insolito e ha chiesto di confiscare gli appunti dell’interprete. Tale gesto avrebbe insospettito ulteriormente i funzionari dell’intelligence statunitense che hanno rinnovato la loro preoccupazione sui rapporti del presidente con la Russia. 

Secondo un’altra fonte citata dall’emittente statunitense, all’interno del governo russo non vi era “nessuna alternativa uguale” all’agente esfiltrato nel 2017, che forniva analisi e informazioni sul presidente Putin stesso. Al fine di proteggere la persona in questione, la CNN ha quindi deciso di nascondere numerosi dettagli sulla spia, per ridurre il rischio di identificazione della persona. La rimozione segreta dell’infiltrato russo di alto livello ha lasciato gli Stati Uniti senza una delle sue fonti chiave su ciò che accade all’interno del Cremlino e sui piani del presidente russo, in un momento in cui le tensioni tra le due nazioni sono cresciute. L’intelligence statunitense considera la Russia una delle due maggiori minacce alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti, insieme alla Cina.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.