Siria: testimone di scontri tra Iran e Israele

Pubblicato il 9 settembre 2019 alle 13:05 in Iran Israele Siria

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Aerei di provenienza sconosciuta hanno provocato la morte di 18 membri delle milizie iraniane e delle altre affiliate nell’area di Abu Kamal, nella Siria orientale, situata vicino al confine con l’Iraq. La notizia, pubblicata anche dall’Osservatorio Siriano dei Diritti Umani, ha specificato che gli aerei sono stati lanciati dopo la mezzanotte di domenica 8 settembre. Allo stesso tempo, il 9 settembre, l’esercito israeliano ha dichiarato che milizie iraniane, guidate dalla Quds Force, hanno provato a lanciare missili verso i territori israeliani, dalla periferia di Damasco. Si è trattato, però, di un tentativo fallito.

Secondo quanto riferito da Al-Arabiya, le esplosioni nella Siria orientale sono state almeno tre. Nello specifico, il bersaglio è stato il quartier generale delle milizie affiliate alle forze di mobilitazione popolare irachene, appoggiate dall’Iran, oltre ad altre postazioni di milizie irachene all’interno dei territori siriani. Le esplosioni hanno causato diversi morti e feriti tra le file dei combattenti di tali gruppi. Secondo diverse fonti, l’Iran, oltre ad intensificare le proprie forze al confine tra Iraq e Siria, sta dispiegando ad Abu Kamal milizie di Hezbollah, sia libiche sia irachene, e di altri gruppi, tra cui Al-Nujaba, un gruppo paramilitare sciita iracheno, e la Brigata Fatemiyoun, una milizia sciita afgana formatasi nel 2014 per combattere in Siria dalla parte del governo.

Non da ultimo, secondo fonti dell’intelligence occidentali, l’Iran ha in mente di costruire una nuova base militare in Siria, in cui prevede di ospitare migliaia di soldati. Si tratta di un progetto segreto iraniano, soprannominato “Complesso Imam Ali “, approvato dai capi supremi di Teheran e la cui creazione dovrebbe essere completata per mano della Quds Force.

Per quanto riguarda la notizia dei missili diretti verso Israele, l’esercito ha specificato che questi non sono riusciti a raggiungere l’interno dei territori israeliani ma ha ritenuto il regime siriano responsabile di qualsiasi azione condotta contro il proprio Paese. A tal proposito, un portavoce dell’esercito israeliano, Avichay Adraee, ha affermato che il regime siriano pagherà un prezzo elevato se continuerà a consentire all’Iran e alle milizie ad esso affiliate di operare in Siria, cooperando altresì con esse.

Dal canto suo, negli ultimi anni, Israele ha condotto centinaia di attacchi aerei in Siria, prendendo di mira i suoi principali nemici nella regione mediorientale, ovvero l’Iran e il gruppo paramilitare libanese Hezbollah, considerati un pericolo per l’integrità dei propri confini territoriali. A tal proposito, Israele si è detto determinato a frenare la crescita della forza militare dell’Iran in Siria, contro cui sarebbe suo diritto continuare a combattere come forma di auto-difesa. Gli attacchi aerei israeliani rappresenterebbero altresì un tentativo di colpire i depositi di armi appartenenti ad Hezbollah.

Le Quds Force sono un distaccamento del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica di Teheran. Risale al 24 agosto la dichiarazione di un portavoce militare israeliano, Jonathan Conricus, secondo cui tale braccio armato stava progettando di lanciare droni “killer” armati e muniti di esplosivi per lanciarli nella zona settentrionale di Israele. Il primo ministro del Paese, Benjamin Netanyahu, ha annunciato che l’esercito ha sventato l’attacco pianificato da Teheran, commentando: “L’Iran non ha immunità dappertutto. Le nostre forze operano in ogni settore contro l’aggressione iraniana”.

Sia l’Iran sia Hezbollah appoggiano il presidente siriano, Bashar al-Assad, nella guerra civile in Siria. Questa ha avuto inizio il 15 marzo 2011 ed è tuttora in corso. Metà dei 3 milioni di abitanti dell’area Nord- occidentale del Paese è stata costretta a rifugiarsi in altre zone della Siria, in seguito alle ripetute offensive di Assad. La Turchia è sostenitrice dei ribelli, dissidenti del regime. La Russia, anch’essa alleata del regime, ha finora ignorato apertamente i raid aerei israeliani.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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