Iraq: uccisi 15 terroristi, altri 9 arrestati

Pubblicato il 9 settembre 2019 alle 15:37 in Iraq Medio Oriente

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L’organismo iracheno per la lotta al terrorismo ha reso noto, lunedì 9 settembre, di aver ucciso 15 terroristi, membri dello Stato Islamico, nel governatorato di Saladdin, situato a Nord di Baghdad. Nella stessa operazione, altri 9 jihadisti sono stati arrestati.

Nello specifico, le zone interessate dall’operazione anti-ISIS sono state Matibija e l’area desertica del governatorato, ed ha visto il coordinamento tra l’organismo locale e la coalizione internazionale, a guida statunitense, impegnata nella lotta contro lo Stato Islamico. Secondo quanto affermato dall’ente iracheno, tale alleanza internazionale ha fornito soprattutto mezzi aerei e l’operazione ha portato altresì all’arresto di altri 9 terroristi e alla distruzione di nascondigli, tunnel e campi di addestramento dei gruppi jihadisti.

In tale contesto, la Falcon Intelligence Cell, un’unità antiterrorismo irachena, ha annunciato l’uccisione del coordinatore dell’organizzazione terroristica Wilayat al-Jazeera, Mohammed Saleh Al-Jawari, in seguito ad attacchi aerei condotti verso l’area montuosa di Makhoul, che hanno portato anche alla morte di altri membri della medesima organizzazione, responsabili di attentati nell’area di Kirkuk. Anche tale operazione, di venerdì 6 settembre, è stata eseguita in cooperazione con le forze aeree della coalizione internazionale ed ha portato alla distruzione di alcuni nascondigli dei membri dell’ISIS.

Domenica 8 settembre, invece, altri 8 terroristi sono stati uccisi, in seguito ad un attacco aereo condotto dalla coalizione internazionale contro Hammam al-Alil, città situata a Sud di Mosul. In particolare, secondo quanto riferito dall’ufficio stampa dell’unità di sicurezza irachena, e secondo le informazioni del comando operativo di Ninive, aerei da guerra della coalizione internazionale hanno lanciato un attacco sull’isola di Hawi Aslan, sul fiume Tigri, nell’area di Hammam Al-Alil.

L’inizio della presenza dell’ISIS in Iraq risale al 2014, con l’inizio di un’ampia offensiva in Siria e in Iraq. Dopo aver occupato gran parte del territorio iracheno, il 10 giugno di quell’anno l’organizzazione prese anche il controllo di Mosul, seconda città del Paese e principale nucleo urbano caduto in mano ai jihadisti, liberata poi il 10 luglio 2017.

Il 9 dicembre 2017, il governo iracheno ha annunciato la vittoria sull’ISIS. In tale data, dopo tre anni di battaglie, il primo ministro dell’Iraq in carica, Haider Al-Abadi, aveva comunicato che l’esercito aveva ripreso il totale controllo del Paese, dopo la riconquista di Rawa, una città ai confini occidentali di Anbar con la Siria, ultimo baluardo del gruppo in Iraq. Tuttavia, da allora, attacchi “mordi e fuggi”, insurrezioni e guerriglie nel territorio dell’Iraq settentrionale continuano. L’obiettivo è minare il governo di Baghdad. Diversi dati dimostrano che il califfato autoproclamato rimane ancora una minaccia per il Paese, e che sono diverse le cellule dormienti ancora presenti.

Inoltre, a Mosul, numerose famiglie e comunità locali continuano tuttora le ricerche dei propri cari dispersi. È stato dichiarato che, ormai, molti corpi sono in fase di decomposizione e sono diventati resti depositati sotto le macerie della città. Allo stesso tempo, numerosi abitanti di Mosul non sono ancora riusciti a tornare nelle proprie abitazioni. In tale quadro, la difesa civile irachena ha annunciato, lo scorso 6 settembre, di aver ritrovato i corpi di 23 persone. A detta di fonti locali, si trattava di membri dell’ISIS mentre, secondo altre dichiarazioni, erano civili morti durante le battaglie condotte tra il 16 ottobre 2016 ed il 10 luglio 2017.

Gli Stati Uniti sono alla guida di una coalizione internazionale, istituita nel settembre 2014 con lo scopo di sconfiggere l’ISIS, soprattutto in Siria e in Iraq. La coalizione anti-ISIS conta circa 80 membri. Sin dal 2014, questa si è impegnata nella lotta allo Stato Islamico, con l’obiettivo di sconfiggerlo su tutti i fronti, distruggendo altresì le proprie reti ed ostacolando le proprie mire espansionistiche. Oltre alle campagne militari condotte in Iraq e in Siria, la coalizione ha altresì l’obiettivo di minare l’infrastruttura finanziaria ed economica dell’ISIS, frenare il flusso di foreign fighter attraverso i confini e ristabilire la stabilità ed i servizi pubblici essenziali nelle aree liberate dalla morsa del gruppo terroristico.

 

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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