Siria: esercito sventa attacco con droni

Pubblicato il 8 settembre 2019 alle 6:00 in Medio Oriente Siria

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L’esercito siriano, sabato 7 settembre, ha reso noto che le forze di difesa aerea hanno sventato un attacco con droni condotto da gruppi terroristici contro una importante base militare nella Siria nord-occidentale, dove un cessate-il-fuoco mediato da Mosca aveva arginato mesi di scontri.

I 3 droni, che trasportavano esplosivi, sono stati abbattuti nella precedente giornata di venerdì 6 settembre senza causare vittime, ha aggiunto l’esercito con un comunicato.

Il Ministero della Difesa russo, che ha esortato le fazioni insorte a scendere a patti per una tregua, ha per lungo tempo affermato, in linea con il governo di Damasco, di essere intento a contrastare militanti terroristi di al-Qaeda e a rispondere ad attacchi.

In questo contesto, il dispiego, da parte di Mosca, di ulteriori unità speciali, prima della tregua, è riuscito ad apportare dei vantaggi e delle conquiste territoriali ai danni dei ribelli dopo mesi di stallo, secondo quanto reso noto da fonti di intelligence dei Paesi occidentali.

Per quanto riguarda i dissidenti del regime siriano, essi hanno riferito che, sebbene i raid aerei più violenti condotti dai jet russi e siriani siano cessati dopo la tregua, continuano invece pesanti bombardamenti contro villaggi e cittadine in mano ai ribelli, nel tentativo di costringerli a lasciare le zone per spostarsi verso il confine turco. Inoltre, i ribelli sostengono che le unità speciali russe e le milizie sostenute da Teheran, entrambe impegnate a combattere al fianco di Damasco, abbiano rotto la tregua lanciando una serie di violenti attacchi contro le aree ancora popolate dagli oppositori del presidente, Bashar al-Assad.

Il 5 settembre, le forze del regime siriano avevano nuovamente violato il cessate il fuoco dichiarato dalla Russia nel Nord-Ovest di Idlib; l’esercito di Assad, aveva condotto attacchi aerei con missili e artiglieria pesante contro il villaggio di Al-Rakaya, nell’area rurale meridionale di Idlib, provocando danni materiali.

Dopo circa quattro mesi di combattimenti e 950 civili morti, venerdì 30 agosto, l’esercito russo aveva reso noto di aver accettato un cessate il fuoco unilaterale nella regione Nord-occidentale di Idlib, che avrebbe rispettato anche il regime siriano a partire dalla mattina di sabato 31 agosto. Si tratta di una regione con postazioni strategiche, in cui l’esercito siro-russo sta cercando di riguadagnare terreno attraverso operazioni via terra.

Sin dalla fine del mese di aprile, la provincia di Idlib e le aree adiacenti, nel Nord-Ovest del Paese, hanno assistito ad un’escalation di bombardamenti da parte di Siria e Russia, cui si aggiungono i violenti combattimenti concentrati nell’area settentrionale di Hama. Sebbene nei primi tre mesi i combattimenti fossero concentrati soprattutto nell’area rurale di Hama, le forze del regime hanno iniziato, l’8 agosto, ad ampliare il proprio raggio di azione nella periferia meridionale di Idlib.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione