USA: si dimette Greenblatt, uno dei fautori del piano di pace tra Israele e Palestina

Pubblicato il 7 settembre 2019 alle 7:03 in Israele USA e Canada

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Il futuro del famoso “piano per la pace” tra Israele e Palestina, promosso dall’amministrazione del presidente americano Donald Trump, diventa ancora più opaco dopo le dimissioni di uno dei suoi ideatori chiave, Jason Greenblatt. L’inviato degli Stati Uniti in Medio Oriente aveva passato la maggior parte dei suoi 2 anni e mezzo di servizio ad elaborare il cosiddetto “Accordo del Secolo”, rimasto ancora perlopiù segreto. Con una dichiarazione, Greenblatt ha sostenuto che è stato “l’onore di una vita” lavorare per la Casa Bianca. “Sono incredibilmente grato di aver fatto parte di una squadra che ha redatto una visione futura per la pace in Medio Oriente”, ha affermato l’uomo. “Questa visione ha il potenziale per migliorare notevolmente la vita di milioni di israeliani, di palestinesi e di molti altri nella regione”, ha aggiunto.

Il noto “piano per la pace”, la cui rivelazione è stata più volte prorogata, dovrebbe finalmente essere svelato subito dopo le elezioni generali in Israele, programmate per il prossimo 17 settembre. Non è ancora chiaro quando Greenblatt lascerà definitivamente il suo ufficio, ma secondo fonti interne all’amministrazione potrebbe andarsene subito dopo l’annuncio ufficiale del piano. Si prevede che Avi Berkowitz, consigliere di Jared Kushner, assumerà gran parte delle sue mansioni. Un alto funzionario dell’amministrazione Trump ha dichiarato che Greenblatt si è dimesso per passare più tempo con la sua famiglia e che i rapporti con la Casa Bianca sono rimasti buoni. “Ha tutta la fiducia del presidente”, ha rivelato la fonte.

“Dopo quasi 3 anni nella mia amministrazione, Jason Greenblatt lascerà il suo ufficio per dedicarsi al lavoro nel settore privato. Jason è stato un amico leale e un grande consigliere”, ha detto il presidente Trump con un tweet. “La sua dedizione per Israele e per la ricerca della pace con i palestinesi non sarà dimenticata”, ha aggiunto.

Secondo diversi funzionari palestinesi, le dimissioni di Greenblatt rappresentano “un’ammissione di fallimento” del famoso piano per la pace ideato dalla Casa Bianca. La Palestina ha già rigettato in anticipo l’accordo, prima che venisse interamente svelato in tutte le sue parti. “Penso che sia un’ammissione definitiva di fallimento”, ha detto Hanan Ashrawi, alto ufficiale palestinese. “Hanno cercato di convincere i palestinesi a sottomettersi, ricattandoci per accettare qualunque fosse il loro piano. Fin dall’inizio è stato condannato al fallimento”, ha detto l’uomo in un’intervista con l’agenzia di stampa Agence France Presse. “Penso che i palestinesi nel loro insieme gli diranno” buon viaggio”. Era un apologeta del governo più estremo e duro della storia di Israele”, ha asserito Ashrawi.

Il gruppo islamista Hamas, che gestisce la Striscia di Gaza, ha affermato che le dimissioni di Greenblatt sono “una buona notizia” e un segno del “fallimento” della squadra Kushner. “Speriamo che questo spinga l’attuale amministrazione a rivedere la sua posizione e la sua visione sulla risoluzione dei conflitti nella nostra regione”, ha detto il portavoce di Hamas Bassem Naim.

Il piano per la pace in Medio Oriente, rinominato “accordo del secolo”, è il piano volto alla risoluzione del conflitto israeliano-palestinese, annunciato dagli Stati Uniti in occasione della conferenza di Manama, in Bahrein, il 25 e 26 giugno scorso. Il piano mira a raccogliere fondi pari a più di 50 miliardi di dollari da destinare all’Autorità Palestinese, oltre a creare un milione di posti di lavoro per i cittadini entro un lasso di tempo di 10 anni, con il fine ultimo di trasformare la Palestina ed il Medio Oriente da vittima di conflitti in un modello per il commercio in tutto il mondo. L’accordo, a detta del consigliere della Casa Bianca, nonché genero di Trump, Jared Kushner, esclude la soluzione a 2 Stati, sebbene questa sia appoggiata da gran parte dei Paesi arabi.  

Da parte loro, i palestinesi, che cercano una soluzione politica al conflitto in Medio Oriente, reclamano la liberazione della Cisgiordania, di Gerusalemme Est e della Striscia di Gaza, territori occupati da Israele nella guerra del 1967, per la costituzione di uno Stato indipendente. La soluzione a 2 Stati è stata stabilita nel 1993 con gli Accordi di Oslo e prevede la creazione di due Paesi in grado di coesistere uno di fianco all’altro, ovvero Israele da una parte e la Palestina dall’altra, con un’unica capitale, Gerusalemme, divisa tra i due.  

Tuttavia, superando le politiche pianificate dai suoi predecessori, l’amministrazione Trump si è rifiutata di approvare tale soluzione. Dopo che Trump ha dichiarato, nel dicembre 2017, di riconoscere Gerusalemme capitale di Israele e di trasferire la propria ambasciata in questa città, inoltre, i palestinesi hanno chiuso i loro legami con la Casa BiancaGli Stati Uniti hanno altresì tagliato aiuti ai palestinesi equivalenti a centinaia di milioni di dollari e hanno ordinato la chiusura dell’ufficio diplomatico palestinese insediato a Washington. Inoltre, il 25 marzo, il presidente americano ha riconosciuto la sovranità israeliana sulle Alture del Golan.   

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Chiara Gentili

di Redazione

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