Stati Uniti: Trump pondera di abbassare tetto massimo dei rifugiati per il 2020

Pubblicato il 7 settembre 2019 alle 11:10 in Immigrazione USA e Canada

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L’amministrazione Trump sta considerando di applicare ulteriori riduzioni al numero massimo consentito di rifugiati che il Paese accoglierà nel 2020, ed è maggiormente intenta a mobilitare assistenti sociali per la gestione delle richieste di asilo provenienti dalle famiglie dell’America Centrale arrivate ai confini meridionali degli Stati Uniti.

A renderlo noto, nella giornata di venerdì 6 settembre, è stato un funzionario americano di lungo corso, il quale ha chiesto di restare anonimo. Al momento, la fonte ha reso noto che il leader della Casa Bianca, Donald Trump, non ha ancora preso una decisione definitiva. I funzionari in seno all’amministrazione USA sono in procinto di incontrarsi per discutere il tetto annuale di rifugiati che Washington accoglierà nel 2020 e che viene fissato, ogni anno, a fine settembre. Quest’anno, però, ha spiegato la fonte, il governo si concentrerà con maggiori risorse sulla questione delle centinaia di migliaia di famiglie e minori provenienti dai Paesi centroamericani che hanno attraversato la frontiera USA-Messico, nel corso dell’anno passato, per richiedere asilo negli States. “Il nostro focus è stato affrontare l’afflusso di richiedenti asilo, e dare priorità a questi casi”, ha spiegato il funzionario. In questo senso, i Servizi di Cittadinanza e Immigrazione degli Stati Uniti (USCIS) hanno già ridistribuito numerosi assistenti sociali precedentemente impegnati nei casi dei rifugiati, attribuendo loro casi di richiedenti asilo, ed è previsto che questo fenomeno sia sempre più estensivo. “È meglio usare i dollari dei contribuenti per ridistribuire le persone più vicino alle loro case”, ha aggiunto il funzionario, spiegando che una strategia presa in considerazione è quella di reinsediare i rifugiati oltremare piuttosto che all’interno degli Stati Uniti. La fonte ha preferito non commentare, però, quali siano le effettive opzioni sul tavolo in materia di rifugiati, e quando esse verranno eventualmente messe in atto.

Venerdì 6 settembre, il New York Times ha riportato che i più alti funzionari in materia dovrebbero vagliare tali ipotesi in un incontro previsto per martedì 10 settembre.

Sono quasi 30.000 i rifugiati versanti in condizioni delicate oltremare che hanno già portato a termine il processo amministrativo per essere ufficialmente rilocati, secondo quanto reso noto dal Comitato di Salvataggio Internazionale (International Rescue Committee), un gruppo di aiuti umanitari. Il vice-presidente dell’organizzazione, Nazanin Ash, ha affermato: “Sottrarre improvvisamente risorse ai rifugiati e al programma di reinsediamento, come è stato comunicato, è ingiusto, disumano, e strategicamente fallimentare per gli Stati Uniti”.

Da quando Trump si è insediato alla Casa Bianca, egli ha propugnato una battaglia volta alla riduzione degli immigrati negli Stati Uniti, lottando per la diminuzione dell’afflusso di rifugiati permessi nel Paese. Tali mosse sono state apertamente contestate da attivisti e organizzazioni umanitarie, come anche da esperti in materia di sicurezza nazionale. Nel 2018, l’amministrazione Trump aveva già ridotto il programma a un tetto massimo di 30.000 rifugiati, dai precedenti 45.000 ammessi nel 2018; tale numero, a sua volta, era il più basso mai raggiunto dal 1980. Nell’ultimo anno di presidenza dell’ex leader della Casa Bianca, Barack Obama, egli aveva fissato il tetto massimo a 110.000 rifugiati.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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