Libia: nuovi scontri a Tripoli, 3 morti

Pubblicato il 7 settembre 2019 alle 17:57 in Africa Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Almeno 3 militanti fedeli al Governo di Accordo Nazionale (GNA), sostenuto dalle Nazioni Unite, sono stati uccisi in un’offensiva volta a respingere le forze del governo libico orientale, guidate dal generale Khalifa Haftar, sabato 7 settembre.

I combattimenti tra le forze del Governo di Accordo Nazionale e quelle dell’Esercito Nazionale Libico (LNA) sono scoppiati nella mattina di sabato, dopo quasi un mese di relativa calma. “Tre combattenti di Misrata alleati alle GNA sono stati uccisi, stamattina, in un’offensiva a Tripoli”, ha confermato all’agenzia di stampa Reuters un testimone residente in una città costiera, situata circa 200 km a est di Tripoli. Una fonte militare interna alle LNA ha spiegato che l’attacco è stato respinto dalle forze del GNA e che le LNA hanno mantenuto le loro posizioni, aggiungendo che 5 soldati sono stati feriti. Nessuna fazione ha registrato sostanziali avanzamenti sul fronte. L’ufficio mediatico delle forze del Governo di Accordo Nazionale hanno pubblicato una foto online in cui l’artiglieria pesante delle unità prende di mira le LNA a Wadi Rabea, Qew Triangle e Sabea, nelle periferie meridionali della capitale.

Il 6 settembre, le forze aeree del governo di Tripoli, guidato dal premier Fayez Al-Sarraj, hanno condotto attacchi aerei, per mezzo di droni, contro la città libica di Tarhuna, situata a circa 90 km a Sud-Est della capitale Tripoli. Si tratta di una risposta alla distruzione di un deposito di armi da parte delle forze di Haftar, situato al confine orientale della medesima città, avvenuta il giorno precedente, giovedì 5 settembre.

Haftar, il 4 aprile, dopo aver conquistato il Sud del Paese, ha sferrato un attacco contro Tripoli, avviando un’offensiva che è ancora in corso. Da parte sua, Tripoli ha risposto con l’operazione “Vulcano di rabbia”, che ha avuto inizio il 7 aprile e che mira ad “eliminare da tutte le città libiche gli aggressori e le forze illegittime”, oltre a difendere la capitale dall’avanzata dell’LNA.

La situazione di grave instabilità in Libia ha avuto inizio il 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Gli schieramenti che si oppongono sono due. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Khalifa Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. Il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.