USA invitano l’Europa a finanziare i propri progetti per la Difesa

Pubblicato il 6 settembre 2019 alle 12:33 in Europa USA e Canada

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Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Mark Esper, ha affermato che i Paesi europei dovrebbero finanziare i propri progetti in ambito militare, dopo che il Pentagono ha spostato alcuni fondi per l’estero nella costruzione del muro di confine con il Messico.

Il Pentagono ha riferito, mercoledì 4 settembre, che i finanziamenti di 127 progetti del Dipartimento della Difesa all’estero e in patria sono stati revocati, al fine di recuperare 3,6 miliardi di dollari per la costruzione del muro lungo il confine degli Stati Uniti, uno dei progetti di punta della campagna elettorale del presidente USA, Donald Trump. Tra le iniziative che il Pentagono ha dovuto tagliare vi sono la costruzione di scuole e asili nido per le famiglie dei militari negli Stati Uniti e presso basi militari estere.

“Il messaggio che ho portato avanti, da quando sono diventato segretario fino a oggi, ha riguardato l’aumento della condivisione degli oneri”, ha dichiarato Esper ai giornalisti a Londra. “Quindi parte del messaggio è: se siete davvero preoccupati, allora forse dovreste cercare di coprire quei progetti per noi, perché in molti casi questi riguardano la costruzione di infrastrutture nei vostri Paesi”, ha affermato il segretario statunitense. “Parte del messaggio è la condivisione degli oneri”, ha aggiunto. Alcuni dei progetti interessati sono in Europa, tra questi vi erano 21,6 milioni di dollari per strutture operative portuali in Spagna e 59 milioni per lo stoccaggio di munizioni in Slovacchia. I progetti finanziati includevano anche la costruzione di scuole per i bambini del personale militare in Germania e nel Regno Unito.

La diversione del fondo è stata pesantemente criticata dal Congresso statunitense, e alcuni deputati affermano che tale decisione mette a rischio la sicurezza nazionale e aggira il processo democratico. Esper incontrerà i suoi omologhi britannici e francesi nei prossimi giorni, con cui discuterà tale questione. L’amministrazione Trump ha ripetutamente invitato i Paesi della NATO a spendere di più in Difesa. Le rinnovate attenzioni di Washington sull’Europa sono legate alla crescita dell’influenza russa sul Vecchio Continente. Il 2 settembre, il vicepresidente USA, Mike Pence, ha affermato che gli alleati dovrebbero “rimanere vigili” riguardo alle ingerenze elettorali di Mosca e lavorare per l’indipendenza dalle forniture di energia russe.

In occasione dell’apertura di un summit della NATO a Bruxelles, che ha avuto luogo l’11 giugno 2018, Donald Trump aveva provocato gli alleati europei, sostenendo che il loro obiettivo di spendere il 2% del PIL per la Difesa dovesse essere raddoppiato. Molti Paesi europei, tuttavia, non raggiungono ancora tale livello di spesa nel settore. L’Italia, per esempio, ha speso 25 miliardi di euro per la Difesa nel 2018, una cifra pari all’1,4% del PILA tale proposito, il 13 giugno, il ministero dello Sviluppo Economico aveva annunciato lo sblocco di circa 7,2 miliardi di euro di investimenti relativi ai programmi del settore Difesa. Inoltre, in una nota integrativa alla Legge di Bilancio 2019, e in riferimento al triennio 2019-2021, la Farnesina aveva comunicato l’intenzione di programmare la spesa nel settore sulla base di una serie di “priorità politiche”. Tra quelle citate: la sicurezza dello Stato nella regione euro-mediterranea e il rafforzamento del ruolo di guida dell’Italia “nelle attività di proiezione di stabilità nel fianco Sud della NATO e dell’Europa”. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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