Ucraina–Stati Uniti: terzo incontro con Zelenskiy in pochi giorni

Pubblicato il 6 settembre 2019 alle 19:58 in Russia USA e Canada Ucraina

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Il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelenskiy ha incontrato due senatori americani, Chris Murphy e Ron Johnson, uno democratico, l’altro repubblicano, entrambi membri della commissione del Congresso sull’Ucraina, la quale si occupa di “rafforzare le relazioni politiche, militari, economiche e culturali” tra Washington e Kiev.

Al termine dell’incontro, il terzo con gli Stati Uniti in meno di 10 giorni, Zelenskiy ha dichiarato di voler “ringraziare il suo partner strategico, ovvero gli Stati Uniti, per il continuo supporto alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Ucraina”.

Secondo quanto riportato, nel corso del vertice le parti hanno avuto modo di discutere delle sanzioni che gli Stati Uniti hanno imposto contro la Russia e della scelta di Mosca di concedere la cittadinanza ai residenti dell’Ucraina orientale, dove le forze del governo centrale di Kiev affrontano le repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk che l’Ucraina considera occupate dalla Russia.

Ma soprattutto, ad aver catturato l’attenzione di ambo le parti è stato il tema sulla cooperazione in materia energetica, inclusa la diversificazione dell’offerta e la fornitura di energia da parte degli Stati Uniti. In tale settore, l’Ucraina è, insieme alla Polonia, tra i firmatari di un patto tripartito con gli Stati Uniti in merito alla fornitura da parte di Washington di gas naturale liquefatto. In materia di gas, Zelenskiy ha altresì ringraziato i due senatori per essersi opposti al progetto Nord Stream 2, realizzato dalla Russia, il quale prevede la costruzione di un gasdotto che non attraversa né la Polonia, né nessuno Stato baltico, né la Bielorussia o l’Ucraina, facendo sì che questi Paesi perdano gli eventuali diritti di transito, e al tempo stesso non possano sfruttare il percorso per sospendere le forniture di gas all’Europa occidentale per far pressione sui negoziati con la Russia.

Nel corso del vertice, i tre hanno inoltre avuto modo di discutere di riforme nel settore della difesa, al fine di allineare l’Ucraina con gli standard della NATO.

L’ultimo colloquio tra Stati Uniti e Zelenskiy si era verificato lo scorso 1° settembre, a Varsavia, in Polonia, a seguito della celebrazione dell’80esimo anniversario dallo scoppio della Seconda guerra mondiale. In tale occasione, il vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence, aveva riassicurato l’Ucraina in merito alla posizione favorevole degli Stati Uniti, che si sono detti ancora sostenitori delle rivendicazioni da parte di Kiev sulla Crimea, annessa dalla Russia nel 2014.

Poco prima, il 28 agosto, Bolton si era recato a Kiev per incontrare Zelenskiy. Era la prima volta che un funzionario americano incontrava il nuovo capo di Stato ucraino, in carica dallo scorso 21 aprile. Per tale ragione, l’incontro si era posto come “opportunità per discutere delle priorità degli Stati Uniti e, vista la nuova amministrazione, di quelle dell’Ucraina”.  Durante l’incontro, il consigliere della Casa Bianca, che reputa l’Ucraina un alleato chiave nel clima di tensione con la Russia, aveva spiegato a Zelenskiy la posizione degli Stati Uniti nei confronti della Cina, la quale ha di recente avanzato una proposta per l’acquisto di un colosso ucraino dell’industria aerospaziale. 

I tre vertici finora avvenuti non sembrano tuttavia aver preso in considerazione le ultime dichiarazioni di Trump in merito alla possibile interruzione del piano che prevede l’invio di 250 milioni di dollari di aiuti militari all’Ucraina. Tale tranche era stata annunciata lo scorso 18 giugno, quale parte del programma di aiuti economici avviato nel 2014 a seguito dell’annessione da parte della Russia della Crimea, che oggi ammonta a più di un miliardo di dollari e che ha contribuito nel tempo a rafforzare progressivamente le relazioni tra Stati Uniti e Ucraina.

Il ripensamento di Trump, secondo quanto reso noto dalla CNN, deriva dalla sua intenzione di ridurre la spesa degli aiuti all’estero di circa 4.000 milioni di dollari. Tali tagli saranno supervisionati dal segretario alla Difesa, Mark Esper, e dal consigliere per la sicurezza degli Stati Uniti, John Bolton. Precedentemente, il Pentagono si era già espresso sull’appropriatezza del taglio degli aiuti militari. Tuttavia, il Presidente non ha ancora comunicato la sua scelta finale, ma i fondi, momentaneamente bloccati in attesa della decisione di Trump, decadranno in caso di mancato utilizzo entro il 30 settembre. 

La scelta di interrompere l’erogazione di fondi per l’Ucraina, secondo quanto riportato dalla CNN, potrebbe causare scontento in entrambe le fazioni della politica statunitense, dal momento che molti membri del Congresso reputano gli aiuti all’Ucraina un mezzo fondamentale per contrastare la presenza militare della Russia.  A tale riguardo, uno dei senatori dell’ala democratica, Bob Menendez, aveva dichiarato, venerdì 30 agosto, che “Trump dovrebbe smettere di preoccuparsi di deludere Vladimir Putin e pensare invece alle priorità in materia di sicurezza degli Stati Uniti”. 

La preoccupazione del Congresso trovava altresì fondamenta nelle ultime dichiarazioni di Trump, che martedì 20 agosto aveva annunciato che “sarebbe appropriato” reinserire la Russia nel G7 e che l’esclusione di Mosca era dipesa dalla volontà del suo predecessore democratico, Barack Obama. Per tale ragione, Trump aveva deciso di invitare Putin alla sessione annuale del G7 del 2020, anno in cui gli Stati Uniti deterranno la presidenza del Gruppo delle 7 nazioni. 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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