Pakistan promette una risposta all’India sulla crisi in Kashmir

Pubblicato il 6 settembre 2019 alle 15:26 in India Pakistan

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Il Pakistan ha promesso “la risposta più completa possibile” alle azioni dell’India che riguardano il Kashmir e ha dichiarato che la comunità internazionale sarà responsabile delle conseguenze “catastrofiche” di tale situazione.

Tali dichiarazioni sono state rilasciate dal primo ministro di Islamabad, Imran Khan, venerdì 6 settembre, in occasione della Giornata della Difesa dei combattenti del Pakistan. “Ho informato il mondo che il Pakistan non vuole la guerra, ma allo stesso tempo, non può rimanere immobile di fronte alle sfide poste alla sua sicurezza e integrità”, ha riferito Khan in un comunicato rilasciato lo stesso giorno. “Siamo pronti a dare al nemico la risposta più completa possibile. La comunità internazionale sarà responsabile delle conseguenze catastrofiche”, ha aggiunto. Il Pakistan non abbandonerà mai il Kashmir, secondo quanto riferito dal capo dell’esercito di Islamabad, Qamar Javed Bajwa. “Siamo pronti a fare sacrifici per i nostri fratelli del Kashmir, adempiremo al nostro dovere fino all’ultimo proiettile, agli ultimi soldati e all’ultimo respiro”, ha aggiunto. 

Il sentimento anti-indiano è cresciuto in Pakistan da quando Nuova Delhi ha deciso di revocare l’autonomia della parte del Kashmir amministrata dall’India, il 5 agosto. Le autorità hanno imposto un coprifuoco militare, che è ancora in corso, e hanno isolato la regione imponendo un blocco di Internet e delle comunicazioni. I servizi di telefonia mobile devono ancora essere ripristinati. In tale contesto, i Paesi arabi del Golfo hanno mantenuto un profilo basso sulla questione. Il quotidiano The Diplomat suggerisce che dietro tale riservatezza si celi il fatto che l’India rappresenti un mercato da oltre 100 miliardi di dollari per i Paesi della Penisola Arabica.

Le dichiarazioni di Khan arrivano all’indomani di un importante incontro diplomatico con gli alleati del Golfo. L’Arabia Saudita e il Pakistan hanno inviato il Ministro degli Esteri saudita, Adel bin Ahmed Al Jubeir, e il Ministro degli Esteri degli Emirati Arabi, lo sceicco Abdullah bin Zayed Al Nahyan, a Islamabad, il 5 settembre. I due diplomatici sono arrivati in un solo aereo, un fatto decisamente raro, che che le autorità pakistane hanno definito uno simbolico gesto di unità. Pochi minuti prima che l’aereo dei diplomatici atterrasse, il portavoce dell’esercito pakistano, il maggiore Asif Ghafoor, ha dichiarato che i militari del Paese “combatteranno fino all’ultimo proiettile e all’ultimo soldato” se tutte le opzioni pacifiche non riusciranno a risolvere la questione del Kashmir. 

Dopo il loro arrivo, i due diplomatici hanno discusso con il Primo Ministro pakistano, Imran Khan, e il Ministro degli Esteri, Shah Mahmood Qureshi. Una dichiarazione rilasciata a seguito degli incontri affermava che l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti “sarebbero rimasti impegnati ad aiutare il Pakistan ad affrontare le attuali sfide, a disinnescare le tensioni e a promuovere un ambiente di pace e sicurezza”. Qureshi aveva affermato, martedì 3 settembre, che la visita è arrivata a seguito di una richiesta diretta da parte di Khan. I due rappresentanti del Golfo hanno anche incontrare il capo dell’esercito pakistano, il generale Qamar Javed Bajwa.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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