Italia-Cina: approvato il decreto “Golden Power” tra i timori di Pechino

Pubblicato il 6 settembre 2019 alle 16:18 in Cina Italia

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La Cina ha chiesto all’Italia condizioni eque per le sue aziende, dopo che Roma ha approvato il “decreto Golden Power”, che garantisce poteri speciali all’esecutivo anche per le questioni che riguardano l’implementazione della rete 5G. 

In risposta, la Cina ha dichiarato che “spera che l’Italia opti per una strategia di fiducia reciproca e reciproco vantaggio fornendo condizioni eque alle imprese cinesi, per approfondire la cooperazione e portare benefici più tangibili ai due Paesi”. Tale dichiarazione è stata riferita dal portavoce del ministro degli Esteri di Pechino, Geng Shuang, il 6 settembre. Quella sul decreto Golden Power è stata la prima misura economica adottata dal nuovo governo, formato dal Partito Democratico e dal Movimento 5 Stelle, che ha prestato giuramento al Quirinale il 5 settembre.

Il decreto in questione garantisce l’estensione dei “poteri speciali” del comitato “Golden Power” di Palazzo Chigi alle questioni riguardanti il 5G. Questo sottopone le società non europee che vogliono operare in un settore di interesse nazionale italiano ad un severo controllo e potrebbe risultare particolarmente scomodo per Huawei. Il decreto è in attesa di conversione in legge e la crisi di governo rischia che questo non accada. Matteo Salvini aveva sottolineato la necessità di tale provvedimento e ne aveva confermato la prossima conversione durante un incontro sul 5G, tenutosi il 25 luglio. Tuttavia, il 17 luglio, nel corso di una seduta della Commissione Finanze del Senato, il Sottosegretario pentastellato per i Rapporti con il Parlamento, Vincenzo Santangelo, aveva dichiarato che il governo non avrebbe insistito per la conversione e avrebbe lasciato decadere il decreto allo scadere dei 60 giorni. Tuttavia, la decisione del nuovo governo, appena insediato, chiarisce il controllo che l’Italia continua a voler avere sull’influenza cinese. 

Le questioni relative ad Huawei e al decreto Golden Power sono particolarmente importanti per il rapporto tra Roma e le maggiori potenze mondiali. Gli Stati Uniti sono preoccupati dall’avanzata di Huawei in Italia, poichè l’azienda parteciperà all’implementazione della rete 5G. La multinazionale delle telecomunicazioni è stata più volte accusata dagli USA di spionaggio, per i legami col governo di Pechino. Trump ha lanciato un appello a tutti gli alleati, chiedendo di astenersi dalle collaborazioni con il colosso cinese. A tale riguardo, Roma è stata avvisata: il 19 agosto, Washington ha comunicato che anche Huawei Italia e il centro ricerche di Milano sono stati inseriti nella lista nera del commercio americano. Ovviamente, lo scontro tra il governo USA e il colosso cinese Huawei si inserisce sullo sfondo della più ampia guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti, che ha visto l’imposizione di dazi reciproci sulle importazioni e che vede il presidente Trump preoccupato per le ambizioni di sviluppo tecnologico cinese, considerate una minaccia alla sicurezza degli Stati Uniti.

Huawei Technologies Co prevede di investire 3,1 miliardi di dollari in Italia nei prossimi 3 anni. Il 23 luglio, Thomas Miao, amministratore delegato dell’unità italiana di Huawei, aveva dichiarato che il piano di investimenti in Italia creerà 1.000 nuovi posti di lavoro, tra il 2019 e il 2021. In particolare, il programma prevede 1,2 miliardi di dollari investiti in operazioni e marketing e 1,9 miliardi nelle forniture dirette di prodotti Huawei, mentre 52 milioni verranno aggiunti per attività di ricerca e sviluppo. Nell’ambito del piano di investimenti complessivo, il colosso cinese ha speso circa 2 milioni di euro per costruire un laboratorio presso l’Università di Pavia. Tale struttura è progettata per lo sviluppo di chip, in particolare nelle prime fasi di produzione. Dopo aver avviato le attività in Italia nel 2004, Huawei impiega circa 850 persone in Italia.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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