Immigrazione: la Bulgaria teme aumento di migranti, non entrerà in area Schengen

Pubblicato il 6 settembre 2019 alle 6:22 in Bulgaria Immigrazione

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La Bulgaria ha momentaneamente deciso di sospendere il suo ingresso nell’area Schengen per paura che il Paese possa essere colpito da un drastico aumento del numero dei migranti.

È quanto rivelato dal primo ministro bulgaro, Boyko Borisov, il quale ha altresì reso noto che al momento alla Bulgaria non conviene diventare un membro dell’area Schengen dato che questo potrebbe comportare un afflusso di massa di migranti nel Paese. Nello specifico, Borisov ha dichiarato che “al momento, Sofia già ottiene i benefici di ciò che l’Area Schengen offre in materia di contrasto al terrorismo, al contrabbando e al traffico di stupefacenti” e che allo status quo “la Bulgaria espelle verso la Grecia oltre 150 persone al giorno”. Se però, Sofia dovesse improvvisamente entrare ufficialmente nell’Area Schengen, “allora quel giorno molti migranti arriveranno in Bulgaria”.

Parallelamente, Borisov ha reso noto di voler accedere “alla sala di attesa” per l’adozione della moneta unica, dal momento che questa “comporta maggiori investimenti” nel Paese.

La Bulgaria fa parte dell’Unione Europea dal 1° gennaio 2007 e della NATO dal 1° dicembre 2000. Al momento del suo ingresso nell’UE, la Bulgaria ha firmato anche la Convenzione di Schengen, il trattato dell’UE che regola l’apertura delle frontiere degli Stati membri dell’Unione, sebbene questo non risulti ancora entrato in vigore. Come la Bulgaria, anche la Romania, Cipro e la Croazia devono completare l’implementazione dei requisiti tecnici e normativi che vincolano l’entrata in vigore della Convenzione. Ciò fa sì che i 4 Paesi mantengano tuttora i controlli alla frontiera delle persone. Parallelamente, ad essere esclusi dall’area di Stati vi sono anche l’Irlanda e il Regno Unito, per via delle clausole di opt-out.

Dei 28 Stati che compongono l’UE, 22 fanno parte del cosiddetto Spazio Schengen, ovvero l’area che comprende gli Stati che hanno ratificato e messo in vigore l’acquis Schengen, il quale comprende anche l’omonima Convenzione. Lo Spazio Schengen, tuttavia, include anche Stati terzi. Questi sono Islanda, Norvegia, Svizzera e Liechstein, che hanno ratificato la Convenzione Schengen, San Marino e Vaticani, che fanno parte dell’area tramite l’Italia, e il Principato di Monaco, il quale vi è incluso tramite la Francia. In totale, gli Stati che compongono lo Spazio Schengen sono di fatto 29.

Nel giugno 2011, il Parlamento europeo aveva richiesto l’accesso della Bulgaria allo Spazio Schengen, dopo aver verificato che il Paese fosse pronto all’ingresso nell’area di Stati che hanno abolito i controlli sulle persone alle frontiere comuni. Nel dicembre 2018, la maggior parte dei Paesi membri dell’Unione europea si era espressa a favore dell’ingresso della Bulgaria nell’Area Schengen, tramite votazione in sede del Parlamento europeo. Per l’ingresso di Sofia mancava però l’approvazione all’unanimità del Consiglio Europeo.

Nel frattempo, da parte sua, Sofia si era fino ad ora impegnata e dimostrata propositiva nei confronti del suo ingresso nell’Area Schengen. Tale causa, inoltre, riceveva il supporto della maggior parte dei Paesi europei, sebbene alcuni Stati, tra cui i Paesi Bassi, abbiano più volte espresso il loro dissenso. In particolare, negli anni, l’Olanda si è sempre rivelata contraria all’ingresso della Bulgaria nell’Area Schengen, principalmente per via delle accuse in materia di controlli alla frontiera e di corruzione.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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