Guatemala: stato d’assedio in cinque dipartimenti

Pubblicato il 6 settembre 2019 alle 6:30 in America Latina America centrale e Caraibi

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La crisi sociale e politica in Guatemala si acuisce a seguito della proclamazione dello stato d’assedio in cinque dipartimenti del paese. Il presidente del paese mesoamericano, Jimmy Morales, ha preso la decisione dopo che un gruppo di contadini ha attaccato una pattuglia militare causando la morte di tre soldati. I militari presumibilmente stavano cercando un aereo carico di droga caduto a terra nelle vicinanze di El Estor, Izabal, una regione sulla costa caraibica con una forte presenza di gruppi di narcotrafficanti.

Lo stato di assedio comporta la sospensione di diritti fondamentali quali azione, locomozione, dimostrazione, assemblea e trasporto di armi per 30 giorni. Il presidente ha sottolineato che la risoluzione dell’esecutivo è dovuta all’assassinio dei tre soldati, che “mette a rischio la libertà, la giustizia, la sicurezza, la vita e la pace delle persone”. Questa misura limita tutte le libertà individuali degli abitanti dell’area e consente al presidente, in qualità di comandante generale dell’esercito, di assumere tutti i poteri. Il decreto deve essere ratificato dal Congresso, che aveva raccomandato l’attuazione della misura attraverso un decreto.

Secondo Morales, tutto ha avuto inizio quando l’Esercito ha segnalato l’ingresso in Guatemala di un aereo non identificato che stava cercando una pista clandestina a Izabal, segnalazione da cui è partita un’operazione per intercettarlo. L’aereo, per ragioni non spiegate, non è riuscito ad atterrare e ha tentato di continuare il suo volo verso il dipartimento di Retalhuleu (costa sud-occidentale), schiantandosi al suolo nel tentativo. Un gruppo di agricoltori, che Morales sostiene essere legato a bande di narcotrafficanti, ha affrontato i militari, li ha disarmati e ne ha uccisi tre. Altri due soldati risultano dispersi. Secondo il presidente, gli assassini hanno agito “in accordo con pseudo-difensori dei diritti umani e pseudo-contadini”.

“Esiste una lotta asimmetrica tra lo Stato e il narcotraffico. Ci sono anche popolazioni che usano donne e bambini come scudi umane in modo che le forze di sicurezza non possano raggiungere le piste clandestine di atterraggio” – ha spiegato Jimmy Morales.

La versione degli agricoltori della zona differisce sostanzialmente dalla tesi ufficiale. L’ex comandante della guerriglia César Montes ha dichiarato in un’intervista alla radio guatemalteca che la violenza ha avuto origine quando uno degli uomini in uniforme ha perso il controllo di fronte a un gruppo di locali che hanno rivendicato il loro diritto a lavorare nei campi dove si trovavano i soldati alle prime ore del mattino. I soldati avrebbero sparato in aria. I contadini, superiori in numero e armati di fucili da caccia e machete, hanno risposto violentemente uccidendo tre militari.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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