Germania: Merkel a Pechino, Berlino apre la porta agli investimenti cinesi

Pubblicato il 6 settembre 2019 alle 19:16 in Cina Germania

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La cancelliera della Germania, Angela Merkel, si trova a Pechino in visita di Stato ufficiale dove, nel corso del vertice con il premier cinese, Li Keqiang, che si è tenuto venerdì 6 settembre, ha dichiarato di sperare che la disputa commerciale tra Stati Uniti e Cina si risolva in tempi brevi, dal momento che comporta ricadute sul mondo intero.

Parallelamente, la cancelliera ha rivelato all’omologo cinese che Berlino è pronta e disponibile a ricevere investimenti cinesi, sebbene abbia tenuto a specificare che gli investimenti in alcuni settori strategici e infrastrutture critiche sono soggetti a controlli di sicurezza da parte delle autorità tedesche.

Da parte sua, il primo ministro cinese ha dichiarato di sperare che la Germania apra le porte della sua economia a un numero sempre maggiore di aziende cinesi e che affievolisca le norme che regolano le importazioni in riferimento a certe categorie di beni. Parallelamente, la Cina aprirà ulteriormente la sua economia, secondo quanto annunciato da Li Keqiang.

Secondo quanto ricostruito da Al Jazeera English, se da un lato gli Stati Uniti cercano di distaccarsi dalla dipendenza economica dai prodotti cinesi, la Germania è promotrice dell’avvio di una nuova fase delle relazioni economiche tra Unione Europea e Cina. Ciò trova dimostrazione nel fatto che se gli Stati Uniti hanno adottato sanzioni contro Pechino per via delle sue “pratiche commerciali scorrette”, Merkel è promotrice di un nuovo accordo sugli investimenti tra Bruxelles e Pechino.

Ciò riveste particolare importanza dal momento che tra luglio e dicembre 2020 la Germania deterrà la presidenza del Consiglio Europeo e in quel periodo, sottolinea Al Jazeera English, Angela Merkel sta programmando un incontro tra Unione Europea e Cina finalizzato all’adozione di una linea unica europea verso la seconda economia mondiale.

L’incontro promosso dalla Germania, nello specifico, sarà finalizzato a contrastare l’approccio che Berlino percepisce da parte di Pechino nei confronti dei Paesi dell’Unione Europea, il quale può essere definito quale “divide et impera”, come dimostrato dai progetti infrastrutturali avviati con l’iniziativa della Nuova Via della Seta, lanciata nel 2013 dal presidente cinese, Xi Jin Ping, la quale ha reso la Cina particolarmente popolare in un numero circoscritto di Paesi europei. Anche l’Italia rientra nell’iniziative della Nuova Via della Seta. Nello specifico, Roma era stato il primo dei grandi Paesi occidentali e il primo membro del G7 ad aderire all’iniziativa Belt and Road, in seguito alla firma, avvenuta lo scorso 23 marzo, del memorandum di cooperazione con la Cina. Oltre all’Italia, 123 Paesi e 29 organizzazioni internazionali avevano già aderito all’iniziativa.

Mentre la visita di Merkel a Pechino ha aperto la porta della Germania agli investimenti cinesi, il vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence, si trova in questo momento in viaggio in Europa per rafforzare i legami con gli alleati e metterli in guardia dalle minacce in materia di sicurezza provenienti da Cina e Russia. In particolare, per quanto riguarda la Cina, gli americani intendono impedire che i loro alleati concludano partnership con l’azienda delle telecomunicazioni cinese, la Huawei Technologies Co Ltd, principale fornitore di rete 5G al mondo, accusata di spiare i propri utenti per conto del governo cinese, oltre che di aver violato le sanzioni contro l’Iran e di aver rubato la proprietà intellettuale degli Stati Uniti.

La guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti ha avuto inizio il 23 marzo 2018, quando Washington ha imposto dazi del 25% e del 10% sulle importazioni dall’estero rispettivamente di acciaio e alluminio. Ad oggi, dopo più di un anno, i dazi americani sono arrivati a colpire quasi la totalità dei prodotti cinesi esportati negli Stati Uniti. Nel frattempo, il 5 settembre, il Ministero del Commercio cinese ha reso noto che a partire da ottobre, la Cina e gli Stati Uniti riprenderanno i colloqui per risolvere la disputa commerciale in atto tra i due Paesi.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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