Canada e Cina: verso una distensione della crisi diplomatica

Pubblicato il 6 settembre 2019 alle 11:02 in Cina USA e Canada

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Il Canada ha accettato la nomina del nuovo ambasciatore cinese, secondo quanto dichiarato dal ministro degli Esteri di Ottawa, Chrystia Freeland, che ha descritto tale sviluppo come un passo avanti nei rapporti conflittuali tra i due Paesi. 

La Freeland ha riferito tale approvazione il 5 settembre, un giorno dopo che Ottawa aveva presentato il proprio nuovo ambasciatore a Pechino, Dominic Barton. Il diplomatico andrà ora ad occupare un posto che era rimasto vuoto per 8 mesi. A sua volta, Pechino ha rivelato che l’ambasciatore ad Ottawa sarà l’ex funzionario del Ministero degli Esteri, Cong Peiwu. “La Cina ha ora annunciato il suo nuovo ambasciatore in Canada e questo è un passo positivo”, ha dichiarato la Freeland in una conferenza stampa televisiva a Waterloo, in Ontario. “Entrambi i Paesi hanno ora nuovi ambasciatori che sono stati accettati. E questo ci dà un ulteriore fiducia in questa relazione”, ha continuato. “Le relazioni Cina-Canada hanno incontrato serie difficoltà. La responsabilità ricade completamente sul lato canadese e il Canada lo sa chiaramente ”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese Geng Shuang durante un briefing. 

La crisi tra Canada e Cina è scoppiata a dicembre del 2018, quando Pechino ha arrestato 2 cittadini canadesi, un ex diplomatico, Michael Kovrig, e un imprenditore, Michael Spavor, con l’accusa di spionaggio. Tali arresti sono avvenuti in risposta alla presa in custodia da parte di Ottawa della direttrice finanziaria di Huawei, Meng Wanzhou, avvenuta il 1° dicembre, per via di un mandato di arresto internazionale emesso dagli Stati Uniti. Poco dopo, la Cina ha arrestato ulteriori 2 cittadini canadesi, condannandoli a morte, con l’accusa di traffico di stupefacenti. Il 5 settembre, il primo ministro canadese, Justin Trudeau, ha ribadito la posizione del proprio governo, secondo cui la detenzione cinese dei cittadini canadesi era inaccettabile. “L’uso della detenzione arbitraria come strumento per raggiungere obiettivi politici – internazionali o nazionali – è qualcosa che preoccupa non solo il Canada, ma i nostri alleati”, ha dichiarato il premier.

A quel punto, il Canada ha chiesto la collaborazione degli Stati Uniti per ottenere il rilascio dei due diplomatici. Trudeau e Trump hanno avuto un colloquio telefonico, il 9 maggio, in cui il presidente USA ha assicurato al premier canadese che ne avrebbe discusso con il presidente cinese, Xi Jinping, in occasione del G20 di giugno. Tuttavia, non sono emersi sviluppi in merito, e il portavoce del Ministero degli Affari Esteri cinese, Geng Shuang, aveva commentato la vicenda dicendo di sperare che “il Canada non fosse troppo ingenuo nel pensare che chiedere ai cosiddetti alleati di porre pressioni alla Cina potesse funzionare”. Tuttavia, giovedì 4 luglio, l’ambasciatore statunitense Kelly Craft aveva confermato che il presidente USA aveva affrontato la questione in occasione del suo incontro con Xi Jinping in Giappone.  

In tale situazione, la Cina ha quasi azzerato le importazioni di prodotti canadesi. Le autorità di Pechino riferiscono che le spedizioni di alcuni prodotti alimentari canadesi, per le quali la Cina rappresenta uno dei maggiori mercati, erano infestate dai parassiti. Il 27 giugno, la Cina ha annunciato una sospensione di tutte le importazioni di carne provenienti dal Canada, sollevando una serie di preoccupazioni riguardanti false certificazioni di qualità dei prodotti. Il Canada ha riconosciuto che almeno una spedizione di maiale è arrivata in Cina accompagnata da una documentazione contraffatta, sottolineando, però, che trattandosi di una certificazione talmente fasulla, la spedizione potrebbe non essere nemmeno canadese. Guerra commerciale a parte, il governo canadese rimane profondamente preoccupato per il destino dei due cittadini condannati a morte e ha richiesto il supporto dei suoi alleati. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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