Afghanistan: 2 soldati NATO morti a Kabul, nuovo attentato a Logar

Pubblicato il 6 settembre 2019 alle 9:08 in Afghanistan Asia

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L’esplosione di un’autobomba a Logar, una provincia nei pressi della capitale, ha ucciso almeno 4 civili nel pomeriggio del 5 settembre. L’assalto arriva poche ore dopo un attacco a Kabul, avvenuto in mattinata, nei pressi dell’ambasciata statunitense, dove sono morti anche 2 soldati delle truppe NATO. 

L’attentato suicida a Kabul ha causato la morte di 10 civili afgani, 1 cittadino statunitense in servizio e 1 soldato della NATO proveniente dalla Romania. Mentre almeno quattro civili sono stati uccisi e altri 11 sono rimasti feriti in un’esplosione sull’autostrada Kabul-Logar, il pomeriggio del 5 settembre, secondo quanto riferito dall’ufficio stampa del governatore provinciale. L’obiettivo era un convoglio dell’esercito afgano, ha affermato la dichiarazione. Tuttavia, l’ordigno ha colpito i civili che viaggiavano sull’autostrada e il personale dell’esercito non ha subito alcun danno. Per quanto riguarda l’attentato a Kabul, invece, una dichiarazione della missione di supporto NATO afferma che i 2 soldati in servizio sono stati “uccisi in azione”, senza fornire ulteriori dettagli o rilasciare i loro nomi, in attesa di notificare l’avvenuto alle loro famiglie. Si tratta del quarto soldato statunitense ucciso nelle ultime 2 settimane in Afghanistan.

Il Paese è scosso da un’ondata di violenze, nonostante gli Stati Uniti e i talebani abbiano raggiunto un accordo “in linea di principio” che vedrebbe il Pentagono ritirare migliaia di truppe dall’Afghanistan, in cambio di alcune promesse relative al mantenimento della sicurezza da parte dei talebani. Tuttavia, i continui attentati suggeriscono che i militanti islamici non abbiano intenzione di collaborare con il governo afghano, che considerano un usurpatore e un burattino nelle mani delle potenze occidentali. “La pace con un gruppo che sta ancora uccidendo persone innocenti non ha senso”, ha dichiarato il presidente afghano, Ashraf Ghani, in una nota.

Nonostante la situazione, il principale negoziatore americano per la pace in Afghanistan, Zalmay Khalilzad, ha dichiarato le truppe statunitensi potrebbero lasciare 5 basi militari in Afghanistan entro 135 giorni dalla firma dell’accordo. Mercoledì 4 settembre, il governo afghano aveva espresso alcuni dubbi sulla possibile intesa, affermando che i funzionari hanno bisogno di maggiori informazioni sui rischi che questo comporterebbe. Al momento, ci sono circa 14.000 truppe statunitensi in Afghanistan, dispiegate in varie basi in tutto il Paese. Khalilzad dovrebbe incontrare i funzionari afgani e della NATO per spiegare il progetto di accordo, che dovrà, tuttavia, essere approvato dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, prima che possa essere firmato.

La situazione in Afghanistan è caratterizzata da una profonda instabilità. Alcuni credono che un accordo tra talebani e Stati Uniti possa garantire un miglioramento, nonostante le continue violenze. L’intesa dovrebbe essere accompagnata dal ritiro delle truppe americane. Tuttavia, Donald Trump aveva dichiarato che l’esercito USA sarebbe rimasto in Afganistan, il 29 agosto, almeno con il suo intelligence. La decisione giungeva, probabilmente, in risposta a quanto rivelato dai talebani, lunedì 26 agosto, quando questi avevano dichiarato che il raggiungimento di un accordo con gli Stati Uniti non avrebbe fermato l’insorgenza dei militanti contro il governo dell’Afghanistan, sostenuto da Washington, ma che al contrario i talebani avrebbero continuato “la loro lotta contro il governo afghano, per rovesciarlo e assumere il potere con la forza”.  

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

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