Uganda: sospesi i lavori sul gasdotto, crolla l’accordo Tullow-Total

Pubblicato il 5 settembre 2019 alle 16:07 in Africa Uganda

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I lavori su un gasdotto per l’esportazione di petrolio ugandese sono stati sospesi, mercoledì 4 settembre, dopo che il piano della compagnia Tullow Oil di vendere una quota del progetto alla francese Total e alla cinese CNOOC è stato annullato. È quanto ha riferito all’agenzia di stampa Reuters un funzionario del settore, specificando che: “Tutte le attività del Gasdotto per il Petrolio greggio dell’Africa orientale (EACOP), comprese le gare d’appalto, sono state sospese, fino a nuovo avviso, a causa del collasso dell’accordo”.

La vendita delle quote, secondo quanto riportato oggi dal funzionario, che ha parlato in condizioni di anonimato, è stata annullata il 29 agosto, in seguito a una disputa fiscale con le autorità ugandesi. “Il crollo dell’accordo rende incerto chi dovrà sostenere quali costi in vista dello sviluppo del progetto, che dovrebbe avere una struttura azionaria simile a quella dei giacimenti petroliferi”, ha riferito l’uomo.

L’Uganda ha scoperto riserve di petrolio greggio circa 13 anni fa, ma la produzione commerciale è stata ritardata soprattutto a causa della mancanza di infrastrutture, come un gasdotto per l’esportazione. L’Uganda possiede altresì diversi giacimenti di uranio e il presidente Yoweri Museveni, in carica dal gennaio 1986, ha affermato che il suo governo è desideroso di utilizzarli per il potenziale sviluppo di energia nucleare. Il ministro Muloni ha annunciato che, nelle regioni centrali, sudoccidentali e settentrionali del Paese, sono stati identificati otto siti adatti a ospitare gli impianti.

L’EACOP, lungo circa 1.445 km, costerebbe 3,5 miliardi di dollari e attraverserebbe la vicina Tanzania fino al porto di Tanga, nell’Oceano Indiano.

L’Uganda è un Paese africano collocato nella regione dei Grandi Laghi, nell’Africa orientale. Ottenuta l’indipendenza dall’Inghilterra nel 1962, dopo un periodo di tensioni etniche e religiose, il Paese è diventato nel corso del tempo relativamente prosperoso. Tuttavia, resta caratterizzato da profonda corruzione politica. Il presidente Museveni, al potere ininterrottamente da 32 anni, è considerato da alcuni come colui che ha dato all’Uganda stabilità e ricchezza, da altri, invece, un esempio di corruzione e illegalità.

Il Paese africano ospita un gran numero di rifugiati provenienti dagli Stati confinanti. Circa 34.000 congolesi e almeno 1 milione di cittadini del Sud Sudan hanno abbandonato le loro case e si sono rifugiati in Uganda. I continui arrivi stanno causando non pochi problemi alle autorità di Kampala, le quali hanno già difficoltà nell’aiutare quella parte della popolazione ugandese che ha bisogno di assistenza.

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Chiara Gentili

di Redazione

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